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Adozione in Cassazione: no ai decreti vincolati. Sei d’accordo?

famigliaLe pagine delle principali testate giornalistiche hanno dato grande enfasi mediatica alla notizia del pronunciamento della Procura Generale della Cassazione a favore dell’esposto presentato da Ai.Bi. contro i decreti “vincolati”.

L’aspetto che ha suscitato maggiore clamore è stato quello legato ai decreti di idoneità vincolati all’etnia dei bambini da adottare, tuttavia l’esposto presentato da Ai.Bi. era riferito anche ai limiti posti sull’età e sulla condizione di salute del minore.

I vincoli quindi non sono solo sul colore della pelle, ma anche sull’età e lo stato di salute del bambino da adottare.

Ecco allora che ci chiediamo se é davvero possibile alzare delle barriere all’adozione di alcune “categorie” di bambini che paradossalmente sono proprio quelli che oggi rappresentano il volto dell’adozione internazionale. Sono i minori che provengono dai Paesi non europei, non più piccoli o con alcuni problemi di salute a costituire la maggior parte dei bambini adottabili attraverso l’adozione internazionale. Sono coloro che non hanno avuto la possibilità di trovare una famiglia nel loro Paese di origine e che rischierebbero di trascorrere tutta la vita in un istituto se una famiglia straniera non desse la propria disponibilità ad accoglierli. Sono loro quelli che non diventerebbero mai figli se i decreti “vincolati” diventassero una prassi. La maggior parte dei minori che potrebbero essere accolti con l’adozione internazionale non hanno quindi il profilo indicato nei decreti “vincolati”.

La questione pone così nuovi interrogativi sul futuro dell’adozione internazionale stessa.

Esprimi la tua opinione.


I decreti di idoneità possono contenere dei limiti su età, etnia, stato di salute di un bambino. Sei d’accordo?

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chiara dice:

30-04-10 alle 17:27

Assolutamente No. Nessuno può dare questi limiti. Se li abbiamo dentro di noi dobbiamo riflettere sulla motivazione delle nostre scelte e stare molto ma molto attenti a non far del male a chi invece ha solo bisogno di AMORE.

Alice dice:

30-04-10 alle 18:01

Salve a tutti,
la questione sollevata dall’assocciazione AiBi mi ha molto colpito. Ho sempre sentito un certo fastidio per le preferenze indicate dalle coppie e ho sempre pensato che per coerenza con l’adozione, non si dovrebbe esprimere alcuna preferenza se non forse quella sul numero dei minori (legata a possibilità economiche nel mantenerli)e sulla disponibilità ad accogliere bambini ammalati. Ancor di più nella’dozione internazionale, non trovo sia giusto operare delle scelte che abbiano alla base delle idee discriminanti come la scelta del colore della pelle. penso, infatti, che quando una coppia sceglie di adottare un bambino straniero, sceglie di accogliere la sua diversità che non è limitata a tratti somatici evidenti ma va ben oltre. Tuttavia, nell’interesse del minore, bisogna valutare e tenere presente la reale capacità della coppia di accogliere un bambino con determinate caratteristiche, onde evitare un’ulteriore sofferenza al bambino stesso. Credo dunque che la coppia debba affrontare tali problematiche, tipiche dell’adozione internazionale, nel percorso psicologico che sostiene all’asl dove si dovrebbe indagare un’eventuale scelta di preferenza circa il colore della pelle. é in tale sede che va valutata la motivazione alla scelta dell’adozione internazionale e se è il caso che la coppia proceda in tale percorso.

massimo dice:

02-05-10 alle 10:06

Siamo una coppia senza figli. Professionisti benestanti. Crediamo nella famiglia.
Siamo convinti che un figlio debba essere accettato come viene, ma in caso di adozione qualcuno deve scegliere e non accettiamo di certo la pretesa di chi vuole imporre i propri punti di vista sul nostro futuro. L’aspettativa è quella di perpetuare la nostra famiglia con un riferimento alla cultura e ai valori più che al sangue, ma nella nostra razza, con l’intento di avere la massima armonia con il bambino e nessuna particolarità per i suoi figli.

Giorgio dice:

04-05-10 alle 08:29

Chi pensa ancora di termini di “razza” è fuori dalla storia e dalla scienza, oltre che fuori da ogni principio etico e morale, sia laico che religioso.
Basare la propria vita su questo atteggiamento è già un fatto grave. Trasmettere poi ai propri figli culture e valori (?!?) di questo tipo è far loro del male, forse anche di più che farlo con una violenza fisica.
E’, come scritto nella legge (la nostra Costituzione per prima), semplicemente un crimine e come tale va trattato.
Un 3 volte padre adottivo

Nelda dice:

04-05-10 alle 10:54

..ma se alla coppia nasce un bambino malato, che fà lo rimanda indietro?, se siamo veri genitori anche adottivi, non si può essere d’accordo con i decreti di idoneità, se vogliamo veramente essere genitori,il bambino, lo accogliamo in tutto, …..

Marisa dice:

05-05-10 alle 07:29

Su questo argomento, alquanto spinoso, ho scritto un post sul mio blog. Questo è il link: http://marisamoles.wordpress.com/2010/04/28/adozioni-l%E2%80%99amore-non-ha-colore/

Ne è nata una discussione piuttosto accesa per questo ci terrei particolarmente a sentire dei pareri dai diretti interessati, cioè genitori adottivi o aspiranti tali.

Grazie.

Marisa

matteo dice:

05-05-10 alle 09:32

Sono decisamente contrario a questo tipo di decreto(razzista),questo significa che la coppia non è pronta per adottare(in generale).quindi indagine piu approfondite da parte dei sevizi sociali e psicologa dell’asl.per quanto riguarda i bambini con problemi sanitari é un discorso piu ampio ,inquanto ci sono problemi di salute reversibili e non, per quelli reversibili non c’e problema,per problemi sanitari non reversibili dipende dal percoso pre-adottivo fatto dalla coppia.Premetto che un minore piu è piccolo tanto piu è difficile diagnosticare una patologia soprattutto quando sei all’estero. Riguardo a l’eta dei minoridovrebbe essere direttamente proporzionale all’eta dei futuri genitori.Per me l’unico vincolo dovrebbe essere a riguarda il numero dei minori da adottare

camillo dice:

11-05-10 alle 16:04

Massimo ……
Ti consiglio di continuare la tua professione, la tua vita attuale……….non intraprendere il percorso adottivo con queste basi di partenza….non sei pronto.
L’adozione é concepita per dare al minore…é lui che é in credito, é lui che Ha bisogno di una famiglia…e non tu e tua moglie!!! Voi dovreste già essere una famiglia…senza figli ma pur sempre una famiglia.
Camillo.

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