“Non ci sono neri italiani!”: è questo il coro che riecheggia tra alcune tifoserie quando a scendere in campo è Mario Balotelli, l’attaccante dell’Inter dalla pelle color ebano e italianissimo.
Ieri è stato fischiato ancora una volta dai tifosi del Chievo e così non si è fatto attendere lo sfogo del calciatore che ha dichiarato il suo sprezzo per Verona. Polemiche, commenti duri da parte del presidente del Chievo e perfino del sindaco veronese Flavio Tosi.
Eppure se andiamo oltre ciò che è accaduto allo stadio, non possiamo non rilevare un dato oggettivo, lampante: Balotelli ha assunto, suo malgrado, una responsabilità, quella di essere diventato l’emblema degli “autentici neri italiani”. Sono i figli del Bel Paese dalla pelle scura o dagli occhi a mandorla che, come Mario, parlano con l’accento spiccatamente bresciano. Sono una nuova generazione di italiani, quella di giovani fermati nelle strade delle città o sui treni da agenti di polizia che vogliono verificare il loro documento di identità per accorgersi poi, con diffidenza e stupore, di avere di fronte un cittadino italiano.
Ma come paladino dei diritti dei neri italiani Mario è solo. E forse non si tratta esclusivamente di episodi di razzismo perché l’accanimento delle tifoserie si rivolge solo a lui, risparmiando i calciatori neri africani. E’ qualcosa di più profondo, che tocca l’identità. Del resto oggi nel nostro Paese chi sarebbe disposto ad ammettere la superiorità di un “black italians” su un italiano “autentico”? Ancora non viene accettato da ampi strati dell’opinione pubblica questa generazione di italiani.
La vicenda familiare di Balotelli, nato a Palermo da genitori ganhesi che l’hanno abbandonato e diventato poi figlio affidatario all’età di due anni della famiglia Balotelli, è esemplare e toglie ogni dubbio sulla sua presunta non italianità. La sua storia, dolorosa e complessa come quella di molti altri bambini che rimangono in affido per troppi anni senza che nessun legame familiare sia ben definito (né quello con i genitori naturali, né quello con i genitori che lo accolgono) è la punta di un iceberg di un fenomeno diffuso.
Sono proprio questi i giovani che devono essere accolti, non insultati in nome di una non precisata italianità.
Siamo una nazione “IGNORANTE” sotto questo punto di vista. Bisognerebbe fare di più per spiegare a molti Italiani in quali e quanti modi si é ITALIANI…..e aggiungo in quanti e quali modi si può essere figli….CULTURA manca CULTURA!! Potrei raccontare diversi episodi che ho vissuto insieme a mia figlia….ma sarebbe troppo lunga…
E’ però anche vero che il suddetto giocatore non è esattamente una “personcina a modo” e che l’educazione, proprio come il rispetto, non dovrebbe conoscere età, forntiere e colori superficiali della pelle.
Sono anch’io un’italiana di origine straniera(non mi piace il termine italiana nera) e so quello che prova Balotelli.
Per chi giustifica il razzismo contro di lui perchè “non è una personcina a modo” dico che il razzismo non ha giustificazioni d’essere. Andatevi a leggere ” i 19 giorni a Lomé ” di Matteo Fraschini Koffi ed imparate, voi che siete personcine a modo.
Concordo pienamente con Camillo e Divia. Caro o cara D, appartieni alla categoria di persone che “non conoscono” e quindi “IGNORANO”….quello che può provare Balottelli o qualsiasi altro ITALIANO di colore…o ancora di più qualsiasi altro ITALIANO di colore e in più figlio adottivo. Non commentare ciò che non conosci…!!
è vero… il fatto che balotelli non sia sempre un esempio di simpatia non giustifica insulti razzisti, che si basano sul colore della sua pelle e non sul fatto che sia o meno “a modo”.
inoltre, è vero che a volte sbaglia lui, ma molte altre volte manda semplicemente aff… chi lo insulta, il che è comprensibile, per quanto poi magari esageri lui stesso…
deplorevole quanto accaduto, ma occorre non fermarsi….vai avanti balotelli non temere già hai avuto genitori adottivi intelligenti ciao
Tutto questo fa male, fa molto male! Ammettere che una persona non bianca possa essere italiano e per giunta anche bravo giocatore metterebbe in contraddizione troppo profonda tutti quelli che pensano che il nero, l’extracomunitario, lo straniero insomma sia la causa unica di tutte le frustrazioni, le paure, le depressioni, le amarezze, LE INGIUSTIZIE che lo stile di vita di oggi ci vomita addosso. E’ la soluzione più semplice, dimenticando che la violenza e l’odio portano solo violenza e odio.
Sono una madre adottiva e spesso vorrei fermare il tempo così da poter avere il mio piccolo sempre con me perchè il pensiero che là fuori, quando andrà in giro da solo, potrebbero pestarlo a sangue solo perchè di colore diverso mi terrorizza.
Vai Mario, continua a dire quello che pensi! quando ho sentito la dichiarazione in occasione della partita del chievo non ho potuto non pensare a quanto mi era successo, proprio a verona in ambienti diversi con il mio piccolo di colore, cucciolo e bellissimo che dappertutto sucita soltanto tenerezza e simpatia. Ebbene, proprio a verona ho visto un senso di fastidio e negli occhi di mi guardava leggevo qualcosa come – e dovevi anche andartelo a cercare cosi’?-
Mario ha ragione da vendere, ma con il suo comportamento, spesso sprezzante e strafottente non giova ceramente alla causa. Un risultato però l’ha ottenuto, e cioè quello di sensibilizzare la FIGC ad affrontare finalmente il problema dei comportamenti ingiuriosi razzisti negli stadi.
Il razzimo non ha scuse! I modi “diretti” di Mario sono l’espressione di una rabbia profonda, che non si puo’ non capire e che certi atteggiamenti ignoranti non faranno che acuire.
Io sono dalla tua Balo!
come non essere in sintonia con mario.un ragazzo di fronte a una bolgia di adulti che sono solo capaci di critiche sul suo carattere.a volte trascinati dal colore della maglia!!!!il suo carattere è il carattere di tanti ragazzi che incontriamo ogni giorno per le strade, sui mezzi, a scuola.non mi sembra che sia l’unico giocatore un pò sopra le righe!!!!!una cosa è il carattere e un’altra sono i cori tremendi che gli vengono rivolti.ma cosa ne sappiamo noi di quello che magari gli succede ogni giorno anche fuori dai campi? la responsabilità della sua immagine non lo esclude dall’indignarsi e dal dire ciò che pensa!sulla sua pelle ha vissuto situazioni estreme e non vuole che ciò continui!
Ad esclusione degli imbecilli razzisti che lo fischiano per il colore della sua pelle è fischiato perche ha un comportamento irritante in campo.
E’ verp tutto quanto però, come dicevanu tutti “vogliamo Balotelli” quando ai mondiali facevamo pena. Non importava a nessuno che fosse bianco o nero, figlio naturale o adottato.
ROBERTO SABATO dice:
07-01-10 alle 23:04Sono d’accordo solo in parte. Nello specifico il ragazzo non è stato ben gestito dalla società e spesso si lascia andare ad atteggiamenti censurabili, anche in campo. Penso che se facesse un passo indietro, valorizzarebbe meglio il suo talento ed esalterebbe il suo valore aggiunto: essere un bel giovane di colore, tutto e solo italiano.