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	<title>Ai.Bi. Amici dei Bambini</title>
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	<description>Il diritto di essere figlio</description>
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		<title>Il gruppo care-leavers di AiBi ha partecipato al primo incontro su Alternative Care</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 19:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Crespan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Kenya]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2009 AiBi ha creato e continua a sostenere un gruppo di care-leavers chiamato Kenyan Network of Care-Leavers. Questo gruppo sta lavorando molto bene, tanto da essere stato invitato dal Children’s Department (autorità che si occupa della protezione dell’infanzia) al primo incontro tecnico nel paese, per promuovere servizi alternativi a carattere famigliare. L’incontro si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2009 AiBi ha creato e continua a sostenere un gruppo di care-leavers chiamato Kenyan Network of Care-Leavers. Questo gruppo sta lavorando molto bene, tanto da essere stato invitato dal Children’s Department (autorità che si occupa della protezione dell’infanzia) al primo incontro tecnico nel paese, per promuovere servizi alternativi a carattere famigliare. L’incontro si è svolto il 17 marzo 2010 ed erano presenti diversi organizzazioni del pubblico e del privato (CLAN- Child Legal Action Network,  Baptist Children’s Center, Kenya Foster Care Network, Kenya Network of Care Leavers, Children of God Relief Institute, UNICEF, Children’s Department, Association of Kenya Adoptive Parents, Kenya Baptist Media, ANPPCAN – African Network for the Protection and prevention against Neglect). Una rappresentante del governo ha informato i presenti che il governo ha costituito un’unità speciale sulle forme alternative di cura a carattere famigliare. Le associazioni presenti sono state chiamate a comporre  questo gruppo di lavoro con i seguenti obiettivi specifici:</p>
<ul>
<li>Identificare i problemi rilevati nell’Alternative Care Assessment Report of 2008</li>
<li>Revisionare periodicamente il progress di lavoro per implementare le azioni sopra citate.</li>
<li>Raccomandare attività che promuovano soluzioni di tipo famigliare</li>
<li>Ricercare fondi per soluzioni famigliari di cura dei bambini</li>
<li>Informarsi ed informare in merito a riforme di legge e nuove politiche che assicurino l’inclusione di soluzioni alternative di cure famigliari</li>
<li>Collaborazione tra i membri e coordinamento delle attività di alternative care sotto la guida del consiglio nazionale del Children’s Department.</li>
</ul>
<p>Successivamente la rappresentante di UNICEF, Catherine Kimotho, ha sottolineato che le alternative di cura famigliare sono considerate da UNICEF come una questione di protezione del bambino e come strumento importante per ridurre la presenza dei bambini in istituto. In alternativa esistono l’adozione, l’affido, la custodia. In Kenya ci sono 737 istituti alcuni registrati altri non. Ha sottolineato che la reintegrazione è importante ma non è sempre l’unica e la sola risorsa percorribile. Stephen Ucembe, presidente del Kenya Network of Care-Leavers, ha sottolineato i motivi della nascita del gruppo e l’importanza di evitare una lunga vita in istituto poiché le conseguenze di una vita lontana dalla famiglia posso essere davvero drammatiche. Il direttore del Children Department ha sottolineato l’importanza di avere nel gruppo di lavoro quest’associazione cosi come l’associazione dei genitori adottivi (sempre sostenuta da AiBi). Ha inoltre invitato il gruppo di care-leavers a far partecipare anche le ragazze, in modo da portare l’esperienza e le difficoltà che vivono le ragazze che hanno vissuto in istituto.</p>
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		<title>Al via tre nuovi progetti in RDC</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 18:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Crespan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Congo]]></category>
		<category><![CDATA[Dai Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Si e&#8217; conclusa questa settimana la fase di firma degli Accordi per l&#8217;implementazione di 3 progetti finanziati rispettivamente da Regione Toscana, Comune di S. Giuliano Milanese ed SMS Solidali 2009. I 3 progetti hanno in comune l&#8217;obiettivo principale di garantire ai bambini ospitati in 5 centri di Kinshasa (Colk,Mheed, AESD, CMC, Cdepomv) il diritto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si e&#8217; conclusa questa settimana la fase di firma degli Accordi per l&#8217;implementazione di 3 progetti finanziati rispettivamente da Regione Toscana, Comune di S. Giuliano Milanese ed SMS Solidali 2009. I 3 progetti hanno in comune l&#8217;obiettivo principale di garantire ai bambini ospitati in 5 centri di Kinshasa (Colk,Mheed, AESD, CMC, Cdepomv) il diritto a crescere ed essere educati in un contesto famigliare. Per raggiungere tale obiettivo abbiamo selezionato un&#8217;equipe psico-sociale composta da un operatore di ogni Centro di accoglienza, un agente sociale dei comuni dove sono ubicati i centri, un consulente giurista, uno psicologo ed un assistente sociale messi a disposizione da AiBi. L&#8217;equipe avra&#8217; il compito di elaborare ed implementare un piano di vita individuale per ogni beneficiario al fine di identificare il percorso piu’ adatto a risolvere la situazione di abbandono di ogni bambino attraverso:</p>
<ul>
<li> inchieste      sociali per rintracciare le famiglie d’origine</li>
</ul>
<ul>
<li>reintegrazione      nella famiglia biologica o allargata, oppure il perfezionamento dei      documenti del minore in vista di un’adozione.</li>
</ul>
<p>Il Gruppo di formatori è gia’ al lavoro per definire un programma di formazione e degli strumenti operativi che verranno forniti all’equipe durante la formazione che si svolgera’ dal 12 al 16 aprile. Parallelamente al lavoro che svolgera’ l’equipe psicosociale sono previste altre attivita’ volte a migliorare la condizione di vita dei bambini negli istituti beneficiari dei progetti. In particolare ci concentreremo sulle condizioni dei bambini accusati di stregoneria fornendo loro un servizio di accompagnamento psicologico individuale e di gruppo ed attivando dei laboratori teatrali mirati all’elaborazione del trauma che i bambini segnati da questo orribile stigma si portano dentro. Con l’ausilio di un ricercatore/pedagogista dell’Universita’ di Kinshasa svolgeremo anche una ricerca sul fenomeno della stregoneria per esplorarne meglio le varie dimensioni. Per i ragazzi piu’ grandi, per i quali e’ piu’ difficile poter pensare di reinserirli in una famiglia, stiamo organizzando una formazione professionale e successivamente un attivita’ di avviamento al lavoro nel campo dell’itticoltura. Con i fondi messi a disposizione dal comune di S. Giuliano Milanese abbiamo iniziato a ristrutturare 3 vasche per itticoltura presenti al Centro AESD che poi verranno gestite dai ragazzi del centro sotto la guida di un maestro del lavoro che si occupera’ anche della loro formazione.</p>
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		<title>Buon compleanno Maestro!</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 17:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fracon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne ed Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una colomba di alta pasticceria per gustare la solidarietà
Saranno solamente mille i fortunati acquirenti che potranno festeggiare la prosima Pasqua gustando un dolce speciale, creato in occasione degli 80 anni di  Gualtiero Marchesi, maestro della tradizione gastronomica Italiana.

Appuntamento Venerdì 19 marzo dalle 10.30 fino alle 20, in Via Croce Rossa (uscita MM3 Montenapoleone) per degustare e acquistare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignnone size-full wp-image-11933" title="alma" src="http://www.aibi.it/ita/images/alma.jpg" alt="alma" width="689" height="176" /></h3>
<h3>Una colomba di alta pasticceria per gustare la solidarietà</h3>
<p><strong>Saranno solamente mille i fortunati acquirenti</strong> che potranno festeggiare la prosima Pasqua gustando un dolce speciale, <strong>creato in occasione degli 80 anni di  Gualtiero Marchesi</strong>, maestro della tradizione gastronomica Italiana.</p>
<p><strong><a title="Walt Disney" href="http://www.disney.it/Film/up/?hbx.hrf=http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=disney+up&amp;sourceid=navclient-ff&amp;rlz=1B3GGGL_itIT288IT292&amp;ie=UTF-8" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.disney.it/Film/up/?hbx.hrf=http_//www.google.it/search?hl=it_amp_q=disney+up_amp_sourceid=navclient-ff_amp_rlz=1B3GGGL_itIT288IT292_amp_ie=UTF-8&amp;referer=');"></a></strong></p>
<p><strong>Appuntamento Venerdì 19 marzo dalle 10.30 fino alle 20, in Via Croce Rossa (uscita MM3 Montenapoleone</strong>) per degustare e acquistare il dolce, realizzato seguendo la particolare ricetta del maestro, dai pasticcieri ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana di cui Marchesi è rettore.</p>
<p><strong>Con una donazione di 10 euro</strong> sarà possibile acquistare <strong>mille colombe in edizione limitata</strong>,  create appositamente per l’evento.  <strong>I fondi raccolti verranno devoluti ai progetti di Ai.Bi.</strong> a favore dell&#8217;infanzia abbandonata.</p>
<h3>Partecipa anche tu. Il tuo aiuto è prezioso.</h3>
<p><div class='postTabs_divs postTabs_curr_div' id='postTabs_0_11930'>
<span class='postTabs_titles'><b> Chi è ALMA</b></span></p>
<h3>Chi è ALMA</h3>
<p><strong>ALMA è il più autorevole centro di formazione della Cucina Italiana a livello internazionale.</strong> ALMA forma cuochi, pasticceri e sommelier provenienti da ogni Paese per farne veri professionisti grazie ai programmi di alto livello realizzati con gli insegnanti più autorevoli.</p>
<p><strong>ALMA ha sede nello splendido Palazzo Ducale di Colorno (Parma</strong>) e dispone delle più aggiornate attrezzature didattiche di cucina, pasticceria e sommellerie.</p>
<p><a title="ALMA scuole cucina" href="http://www.alma.scuolacucina.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.alma.scuolacucina.it?referer=');"><strong>www.alma.scuolacucina.it</strong></a></p>
<p></div>

<div class='postTabs_divs' id='postTabs_1_11930'>
<span class='postTabs_titles'><b> Per saperne di più</b></span></p>
<h3><strong>Vuoi saperne di piu?</strong></h3>
<h3><strong>Contatta Ai.Bi.<br />
</strong></h3>
<p><span style="font-weight: normal;"><strong>Chiama il numero 02/98822347 </strong>o<strong> </strong> invia una e-mail a: <a href="mailto:elena.cranchi@aibi.it"><strong>elena.cranchi@aibi.it</strong></a></span></p>
<p>Verrai messo direttamente in comunicazione con il nostro ufficio stampa.</p>
<p></div>

</p>
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		<title>Milano festeggia gli 80 anni di Gualtiero Marchesi con la colomba della solidarieta’</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 16:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 19 marzo a partire dalle 10.30 fino alle 20, in Largo Pertini (uscita MM3 Montenapoleone), i milanesi potranno festeggiare il compleanno del grande Maestro della tradizione gastronomica italiana Gualtiero Marchesi, gustando le colombe pasquali create dai pasticcieri di ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana di cui Marchesi è rettore. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aibi.it/ita/images/Marchesi-e-allievi-2.jpg"></a><img class="alignleft size-full wp-image-11941" style="margin: 5px;" title="Marchesi e allievi 2" src="http://www.aibi.it/ita/images/Marchesi-e-allievi-21.jpg" alt="Marchesi e allievi 2" width="150" height="150" />Venerdì 19 marzo a partire <strong>dalle 10.30 fino alle 20, in via Croce Rossa </strong>(uscita MM3 Montenapoleone), i milanesi potranno festeggiare il compleanno del grande Maestro della tradizione gastronomica italiana Gualtiero Marchesi, gustando le colombe pasquali create dai pasticcieri di ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana di cui Marchesi è rettore. A tutti sarà offerta la possibilità di degustare e acquistare il dolce realizzato seguendo una particolare ricetta di Gualtiero Marchesi.</p>
<p><strong>Gusto e solidarietà si uniranno in un unico momento.</strong> Mille colombe, create appositamente per l’evento in limited edition, saranno disponibili a fronte di una donazione di 10 euro. Numerata una per una, la colomba di alta pasticceria sarà il simbolo unico ed eccezionale della giornata, disponibile solo in occasione del compleanno del Maestro Marchesi. Una limited edition che permetterà di raccogliere fondi da destinare ai progetti di Ai.Bi. a favore dei bambini abbandonati e in difficoltà familiare in Italia e in 26 Paesi nel mondo.</p>
<p><strong>Il momento clou della giornata sarà alle 18.30,</strong> quando Gualtiero Marchesi arriverà con la sua schiera di pasticceri, rigorosamente in divisa bianca e cappello, per festeggiare i suoi 80 anni e gustare la colomba insieme ai milanesi. Per l’occasione verrà consegnato un regalo speciale al Maestro direttamente da un gruppo di figli adottivi che oggi hanno una famiglia grazie all’attività di Ai.Bi.</p>
<p>L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Ai.Bi che da più di 20 anni lotta contro l’emergenza abbandono per dare ad ogni bambino il diritto di essere figlio e avere una famiglia. L’intero ricavato della vendita delle colombe sarà devoluto all’associazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bolivia: continuano con successo le attività della ludoteca dell’istituto Los Andes</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 15:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Torri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Dai Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuano positivamente le attività della ludoteca per i bambini dell’Istituto Los Andes di El Alto. L’istituto accoglie circa 15 bambini e bambine di età compresa tra 3 e 12 anni. La ludoteca ed il gioco si stanno rivelando strumenti importanti per l’accompagnamento pedagogico dei minori. Attraverso le differenti attività, sia manuali sia cognitive, realizzate nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano positivamente le attività della ludoteca per i bambini dell’Istituto Los Andes di El Alto. L’istituto accoglie circa 15 bambini e bambine di età compresa tra 3 e 12 anni. La ludoteca ed il gioco si stanno rivelando strumenti importanti per l’accompagnamento pedagogico dei minori. Attraverso le differenti attività, sia manuali sia cognitive, realizzate nelle ludoteca, è stato possibile verificare, analizzare e risolvere difficoltà di apprendimento e di scarsa concentrazione con riscontri positivi anche a livello scolastico. Il gioco è diventato così uno strumento di apprendimento che è riuscito a innescare nuovi stimoli e atteggiamenti più partecipativi e integranti.</p>
<p>Nelle prossime settimane i bambini e i ragazzi che partecipano alle attività della ludoteca saranno impegnati nella stesura di un regolamento della ludoteca. In questo modo saranno non solo i beneficiari ma i protagonisti delle attività.</p>
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		<title>Perù: ultime attività del progetto “La Fabrica de los Sueños”</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 14:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Torri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Perù]]></category>

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		<description><![CDATA[A breve termineranno i lavori di realizzazione dell’impianto per la musicoterapia presso l’istituto Santa Matilde di Lima, che ospita bambini disabili, previsto dal progetto “La Fabrica de los Sueños” (La Fabbrica dei Sogni). La musicoterapista assunta all’interno del progetto, dopo avere visitato i bambini ospiti della struttura, sta elaborando il programma di musicoterapia.
Il progetto “La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A breve termineranno i lavori di realizzazione dell’impianto per la musicoterapia presso l’istituto Santa Matilde di Lima, che ospita bambini disabili, previsto dal progetto “La Fabrica de los Sueños” (La Fabbrica dei Sogni). La musicoterapista assunta all’interno del progetto, dopo avere visitato i bambini ospiti della struttura, sta elaborando il programma di musicoterapia.</p>
<p>Il progetto “La Fabrica de los Sueños” ha l’obiettivo di favorire il miglioramento delle condizioni di vita dei minori disabili ospitati presso i due istituti pubblici di Lima Santa Matilde e San Antonio attraverso l’acquisto di materiale medico-ortopedico/ricreativo per stimolare l’attività motoria e l’elaborazione e realizzazione di taller partecipativi per favorire l’espressione dei sogni di ogni bambino. In particolare, si è ritenuto che il suono della musica possa contribuire a liberare lo stress e le tensioni e affrontare le diverse attività quotidiane con maggiore entusiasmo ed impegno. Da qui l’importanza di un laboratorio di musicoterapia a fini terapeutici.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tra Bolzano e la Colombia siglato un gemellaggio di amore</title>
		<link>http://www.aibi.it/ita/tra-bolzano-e-la-colombia-siglato-un-gemellaggio-di-amore/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 13:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla del progetto Bambini in Comune (BIC) oggi a Bolzano, in occasione del convegno “Il mosaico dell’accoglienza: fotografie di alcune realtà locali”. Bolzano è uno dei comuni che ha deciso di aderire al progetto. BIC è un progetto di volontariato e di cittadinanza attiva nato per creare un filo diretto tra i bambini abbandonati dei Paesi in cui opera Ai.Bi. e i Comuni italiani, permettendo così ai cittadini di impegnarsi contro l’abbandono minorile, la quarta emergenza umanitaria. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aibi.it/ita/images/volontariato1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10046" style="margin: 5px;" title="volontariato" src="http://www.aibi.it/ita/images/volontariato1.jpg" alt="volontariato" width="150" height="150" /></a>Si parla del progetto Bambini in Comune (BIC) oggi a Bolzano, in occasione del convegno “<a href="http://www.aibi.it/ita/bolzano-tutti-insieme-contro-labbandono/">Il mosaico dell’accoglienza: fotografie di alcune realtà locali</a>”. Bolzano è uno dei comuni che ha deciso di aderire al progetto.</p>
<p>BIC è un progetto di volontariato e di cittadinanza attiva nato per <strong>creare un filo diretto tra i bambini abbandonati dei Paesi in cui opera Ai.Bi. e i Comuni italiani</strong>, permettendo così ai cittadini di impegnarsi contro l’abbandono minorile, la quarta emergenza umanitaria. BIC non è uno degli innumerevoli progetti di gemellaggio a cui aderiscono i Comuni italiani e le organizzazioni locali, ma è lo strumento attraverso il quale i cittadini decidono di unirsi per farsi carico del destino dei bambini senza famiglia.</p>
<p>Grazie al progetto, infatti, è possibile sensibilizzare e far conoscere alla cittadinanza il problema dell’emergenza abbandono, realizzare il gemellaggio del Comune con un istituto, promuovere la presa in carica del minore attraverso il sostegno a distanza.</p>
<p><strong>BIC crea un ponte tra i Comuni e gli istituti dei Paesi in cui Ai.Bi</strong>. opera con i suoi volontari espatriati. I Comuni che aderiscono non solo hanno la possibilità di conoscere in prima persona la realtà in cui vivono i bambini degli istituti, ma anche di creare un legame con ognuno di loro, sentendosi così responsabili del loro destino. Da oggi nell’istituto colombiano di Ciudadela de la Nina, i 150 minori senza famiglia ospiti della struttura sanno di avere qualcuno che a Bolzano, dall’altra parte del mondo, ha deciso di stare al loro fianco, di accompagnarli finché non sarà garantito il loro diritto di essere figlio.</p>
<p><strong>Servono volontari per promuovere le attività del BIC Bolzano </strong>e far sì che ognuno dei 150 bambini e adolescenti di Ciudadela de la Nina si senta sostenuto. Sono infatti numerose e di ampio respiro le attività che richiedono l’impegno e la linfa vitale dei volontari: la promozione di eventi a favore dei bambini dell’istituto, l’organizzazione di campagne di sensibilizzazione sul tema dell’abbandono minorile, la visita ai minori degli istituti gemellati.</p>
<p>Sono solo alcuni esempi delle iniziative che si possono realizzare all’interno del progetto.</p>
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		<item>
		<title>Colombia: prime attività del progetto supportato dalla Provincia Autonoma di Bolzano</title>
		<link>http://www.aibi.it/ita/prime-attivita-del-progetto-supportato-dalla-provincia-autonoma-di-bolzano/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 13:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Torri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Dai Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mese di marzo 2010 sono state avviate le attività del progetto d’inserimento sociale, professionale e abitativo dei giovani care leavers di Bogotà sostenuto da Ai.Bi, la Provincia Autonoma di Bolzano e dal partner locale Corporación Alma de Niño. In particolare, è stata realizzata una prima importante riunione con il direttore di Corporación Alma de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese di marzo 2010 sono state avviate le attività del progetto d’inserimento sociale, professionale e abitativo dei giovani care leavers di Bogotà sostenuto da Ai.Bi, la Provincia Autonoma di Bolzano e dal partner locale Corporación Alma de Niño. In particolare, è stata realizzata una prima importante riunione con il direttore di Corporación Alma de Niño e con le due praticanti del corso in amministrazione d’impresa che ci accompagneranno in tutta la fase di definizione del business plan e di start-up dell’impresa sociale prevista dal progetto. Inoltre, è stato creato ufficialmente il comitato di progetto e definito un cronogramma dettagliato dei primi mesi di progetto.</p>
<p>Nello specifico il progetto prevede la facilitazione dell’inclusione sociale dei giovani attraverso la realizzazione di un percorso di autonomia personale, psicologica e sociale, la creazione e l’avvio di un’impresa sociale nel settore della panetteria e pasticceria e il rafforzamento di un centro servizi per l’inserimento lavorativo e sociale.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Adozioni in Romania: interpellanze contro la chiusura delle frontiere</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre interrogazioni parlamentari presentate da tre eurodeputati per invitare le istituzioni europee a intervenire sulla drammatica condizione dei minori abbandonati rumeni. In momenti differenti, tra il 18 e il 21 gennaio, i parlamentari Charles Tannock, Sajjas Karim, Catherine Stihler hanno presentato un’interrogazione scritta alla Commissione Europea per denunciare la condizione in cui vivono gli oltre 80mila minori fuori famiglia rumeni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aibi.it/ita/images/esterno-parlamento-europeo2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9941" style="margin: 5px;" title="esterno-parlamento-europeo" src="http://www.aibi.it/ita/images/esterno-parlamento-europeo2.jpg" alt="esterno-parlamento-europeo" width="150" height="150" /></a>Tre interrogazioni parlamentari presentate da tre eurodeputati per invitare le istituzioni europee a intervenire sulla drammatica condizione dei minori abbandonati rumeni.</p>
<p>In momenti differenti, tra il 18 e il 21 gennaio, i parlamentari Charles Tannock, Sajjas Karim, Catherine Stihler hanno presentato<strong> un’interrogazione scritta alla Commissione Europea per denunciare la condizione in cui vivono gli oltre 80mila minori fuori famiglia rumeni.</strong></p>
<p>“Con la sua adesione all’Unione Europea, la Romania ha accettato di rispettare alcuni diritti umani, che vengono invece palesemente ignorati nei suoi orfanotrofi. Prevede la Commissione di intraprendere azioni nei confronti della Romania?”. E’ questa la questione principale sollevata da <strong>Catherine Stihler</strong>. Sulla stessa scia la richiesta avanzata da <strong>Sajjad Karim:</strong> “Può la Commissione far sapere cosa propone di fare per assicurare che  il governo rumeno agisca per proteggere le sicurezza e i diritti dei suoi cittadini?”.</p>
<p><strong>Charles Tannock</strong> invece chiede alla Commissione di “monitorare la situazione e che alcuni fondi strutturali dell’UE stanziati per la Romania vengano utilizzati per migliorare la protezione dei minori nel Paese”.</p>
<p>Anche l’eurodeputata italiana <strong>Cristiana Muscardini</strong> si era resa promotrice, il 4 marzo, di un’interrogazione scritta sull’infanzia abbandonata in Romania: “la Commissione Europea non crede che senza l’intervento dell’Unione europea questi bambini saranno condannati ad una vita senza famiglia?”</p>
<p>Intanto <strong>lunedì 22 marzo</strong>, presso la Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, si terrà un incontro per discutere della petizione presentata da AiBi per la riapertura delle adozioni. Il presidente di Ai.Bi. Marco Griffini, che è stato il primo firmatario della petizione promossa dall’associazione, è stato invitato all’audizione di lunedì.</p>
<p>Ricordiamo che con una nota ufficiale il Parlamento Europeo aveva comunicato che la petizione di Ai.Bi. era stata valutata idonea a un primo esame formale e aveva specificato che la materia rientrava tra le competenza dell’Unione Europea. La Commissione Petizione aveva quindi chiesto un parere tecnico alla Commissione Europea, nel quale è stata considerata la possibilità per il Parlamento Europeo di indirizzare a Bucarest una risoluzione per sollecitare la Romania a seguire le Raccomandazioni del Comitato ONU in materia di Adozione.</p>
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		<title>Como, aborto: se anche in Italia ci fosse stata &#8220;l&#8217;adozione in pancia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 16:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[La paura di chiedere aiuto e perdere il posto di lavoro; la mancanza di una famiglia strutturata in grado di dare ascolto e supporto. Possono essere state queste le ragioni che hanno spinto una giovane ucraina ad abortire con dei farmaci a Como. La donna era stata soccorsa all’Ospedale di Milano per una forte emorragia, a seguito della quale si è poi capito che aveva abortito. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aibi.it/ita/images/aborto1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7799" style="margin: 5px;" title="aborto1" src="http://www.aibi.it/ita/images/aborto1.jpg" alt="aborto1" width="150" height="150" /></a>La paura di chiedere aiuto e perdere il posto di lavoro; la mancanza di una famiglia strutturata in grado di dare ascolto e supporto. Possono essere state queste le ragioni che hanno spinto una giovane ucraina ad abortire con dei farmaci a Como. La donna era stata soccorsa all’Ospedale di  Milano per una forte emorragia, a seguito della quale si è poi capito che aveva abortito. Il corpicino è stato individuato grazie alla stessa donna, che ha detto di aver abortito la settimana scorsa.</p>
<p>Si tratta di un gesto estremo, che rappresenta la punta dell’iceberg di un fenomeno estremamente diffuso in Italia. Solo negli ultimi dieci giorni sono stati tre i casi di donne che tra Como, Genova e Pistoia hanno rifiutato e tolto la vita ai loro figli. Molteplici le ragioni che si potrebbero imputare a un atto così grave, resta in ogni caso la disperazione e la paura a guidare la follia omicida delle madri. Timore di perdere il posto di lavoro, di non riuscire ad allevare il proprio figlio, di essere discriminate. Sono oltre <strong>120mila le donne che in Italia hanno deciso di interrompere la gravidanza <span style="font-weight: normal;">nel 2008, o</span></strong>ltre 15.000 l’hanno fatto in clandestinità. Una su tre è straniera.</p>
<p>Servono misure e politiche per sostenere le donne in difficoltà e garantire il diritto alla vita del nascituro. Con questo obiettivo è nato, su iniziativa del Sottosegretario con delega alle Politiche per la Famiglia Caro Giovanardi, il consorzio <strong>“Preferire la vita</strong>”. Tre le associazioni che ne fanno parte (Ai.Bi., Movimento per la Vita, Papa Giovanni XXIII). Obiettivo principale del Consorzio sarà quello di informare e aiutare le gestanti in difficoltà a valutare tutte le alternative possibili all’aborto. Un bambino non voluto può essere messo al mondo rispettando l’anonimato della madre e dandogli la possibilità di essere figlio con l’adozione. “Preferire la vita” prevede un’azione triennale di sensibilizzazione capillare e di sostegno alla maternità.</p>
<p>“<em>Sono circa 300 &#8211; <span style="font-style: normal;">ha</span></em> detto Giovanardi – <em>i bambini che ogni anno vengono lasciati alla nascita dalle madri e destinati all’adozione. Potrebbero essere molti di più se fossero correttamente informate sul fatto che possono partorire in ospedale nell’anonimato. I loro figli potrebbero essere accolti immediatamente in famiglia. Sono decine di migliaia le coppie che aspirano all’adozione.”</em></p>
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