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	<title>Ai.Bi. Amici dei Bambini</title>
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	<description>Il diritto di essere figlio</description>
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		<title>Adozioni internazionali in Africa: urgente l’adesione alla Convenzione de l’Aja</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 13:41:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ necessario migliorare la cooperazione tra stati africani per la protezione dell’infanzia e sviluppare l’adozione internazionale. E’ questa la posizione emersa nel corso del Meeting a cui hanno partecipato i rappresentanti di 15 governi africani della parte orientale e meridionale del continente. La conferenza si è svolta a Pretoria (Sud Africa) dal 23 al 25 febbraio 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aibi.it/ita/images/Bambini-africani.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8657" style="margin: 5px;" title="Bambini africani" src="http://www.aibi.it/ita/images/Bambini-africani.jpg" alt="Bambini africani" width="150" height="150" /></a>E’ necessario migliorare la cooperazione tra stati africani per la protezione dell’infanzia <strong>e sviluppare l’adozione internazionale.</strong> E’ questa la posizione emersa nel corso del Meeting a cui hanno partecipato i rappresentanti di 15 governi africani della parte orientale e meridionale del continente. La conferenza si è svolta a Pretoria (Sud Africa) dal 23 al 25 febbraio 2010.</p>
<p>Dalla tre giorni è emersa la volontà dei governi africani di perfezionare il sistema legislativo per la tutela dell’infanzia abbandonata e migliorare così le misure di protezione dei minori. Ad oggi la maggior parte dei paesi del continente non ha ancora ratificato la Convenzione de l’Aja del 1993, che rimane il principale strumento di tutela dei diritti dei minori adottabili e delle aspiranti famiglie adottive.</p>
<p><strong>Burundi, Burkina Faso, Kenya, Madagascar, Mali, Togo, e Sud Africa sono gli unici paesi che hanno aderito.</strong> Inoltre in molti Paesi manca una strategia di promozione dell’adozione nazionale e internazionale e così il percorso per garantire una famiglia risulta complesso e molto articolato. Basti pensare che in Kenya, per citare un esempio, un’aspirante famiglia adottiva deve risiedere un periodo molto lungo nel Paese (in media 8 mesi), una corsa ad ostacoli assurda per molte coppie.</p>
<p>Dare una famiglia ai minori abbandonati non solo è un diritto fondamentale, ma in Africa è anche uno strumento per evitare che migliaia di bambini finiscano nelle reti dei trafficanti, come si è evidenziato nel corso del Meeting di Pretoria.</p>
<p>&#8220;<em>Quando si parla di protezione dei minori, gli Stati non possono agire da soli&#8221; ha spiegato William Duncan, Vice Segretario Generale della Conferenza de l&#8217;Aja, nel suo intervento al Meeting. &#8220;La stretta cooperazione tra i governi e i giudici dei differenti Paesi è essenziale, e la Convenzione de l’Aja è uno strumento per facilitare questa cooperazione.</em>”</p>
<p><strong>L’Africa è un continente in cui sono milioni i bambini in difficoltà familiare. </strong>Le ristrettezze economiche che incontrano i genitori, l’intolleranza nei confronti delle ragazze madri, le superstizioni nei confronti dei bambini abbandonati hanno peggiorato ulteriormente la condizione dell’infanzia.</p>
<p>Eppure stenta ad affermarsi nel continente una cultura dell’accoglienza familiare che possa restituire ai bambini la possibilità di essere figli.</p>
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		<title>Adozioni in Romania: nuove iniziative al Parlamento Europeo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova iniziativa per sollecitare le istituzioni europee a prendere una posizione nei confronti della chiusura delle adozioni internazionali in Romania. E’ quella dell’eurodeputata Cristiana Muscardini (Pdl) che ha presentato, giovedì 4 marzo, un’interrogazione scritta alla Commissione Europea sull’infanzia abbandonata in Romania.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aibi.it/ita/images/esterno-parlamento-europeo2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9941" style="margin: 5px;" title="esterno-parlamento-europeo" src="http://www.aibi.it/ita/images/esterno-parlamento-europeo2.jpg" alt="esterno-parlamento-europeo" width="150" height="150" /></a>Una nuova iniziativa per sollecitare le istituzioni europee a prendere una posizione nei confronti della chiusura delle adozioni internazionali in Romania. E’ quella dell’eurodeputata Cristiana Muscardini (Pdl) che ha presentato, giovedì 4 marzo, un’interrogazione scritta alla Commissione Europea sull’infanzia abbandonata in Romania.</p>
<p>Con questo strumento l’Onorevole Muscardini ha voluto sollevare una questione drammatica che, come evidenzia nel testo dell’interrogazione, riguarda “<em><strong>86.000 minori che vivono in orfanotrofio</strong> presso famiglie affidatarie (le cosiddette assistenti maternali) che li allevano per percepire il sussidio pubblico.&#8221;</em></p>
<p>A 18 anni i giovani rumeni sono espulsi dal sistema dei servizi di protezione dell’infanzia, andando quasi sempre, purtroppo, a ingrossare le fila della microcriminalità e della prostituzione.</p>
<p>“<em>E’ dolorosamente noto il caso dell’infanzia abbandonata in Romania, il cui governo impedisce le adozioni a cittadini non rumeni (legge 273/2004). La conseguenza di questa folle legge è che dalla metà del 2004 nessun orfano rumeno ha potuto essere adottato da famiglie all’estero, mentre le adozioni interne sono quasi inesistenti.”</em></p>
<p>Un’apertura per l’adozione internazionale si era prospettata lo scorso ottobre 2009, quando il Direttore dell’Ufficio Adozioni rumeno Bogdan Panait aveva inoltrato al governo un Memorandum in cui evidenziava la necessità di una riapertura delle adozioni internazionali. Ma il Primo Ministro Emil Boc aveva bloccato l’azione di Panait.</p>
<p><strong>A fronte di questa situazione l’Onorevole Muscardini ha richiesto:</strong> “<em>la<span style="font-style: normal;"> Commissione Europea non crede che senza l’intervento dell’Unione europea questi bambini saranno condannati ad una vita senza famiglia? Non considera necessaria un’iniziativa nei confronti del governo di un Paese membro per riaprire immediatamente le adozioni internazionali, evidentemente con tutte le garanzie del caso inerenti le condizioni e le procedure per l’adozione, nel “supremo interesse dei bambini” rumeni? Non pensa che la soluzione corretta per risolvere il dramma degli 86 mila bambini rumeni sia quella proposta dallo stesso Capo dell’ Ufficio Adozioni di Bucarest, dott. Panait? Quali passi intende compiere per avviare il problema a soluzione?”</span></em></p>
<p>Ora spetterà alla Commissione Europea affrontare la questione.</p>
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		<title>Marocco, rapporto Unicef: quasi 6mila bambini fuori famiglia nel 2008</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 16:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[In Marocco é quasi raddoppiato il numero dei bambini fuori famiglia dal 2005 al 2008; lo rivela una recente indagine promossa da UNICEF e presentata lo scorso 5 marzo a Rabat nel corso della conferenza “Infanzia abbandonata alla nascita in Marocco”. Si tratta del primo Rapporto realizzato sulla condizione dell’infanzia abbandonata in tutte le 16 regioni marocchine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In Marocco é quasi raddoppiato il numero dei bambini fuori famiglia dal 2005 al 2008</strong>; lo rivela una recente indagine promossa da UNICEF e presentata lo scorso 5 marzo a Rabat nel corso della conferenza “Infanzia abbandonata alla nascita in Marocco”. Si tratta del primo Rapporto realizzato sulla condizione dell’infanzia abbandonata in tutte le 16 regioni marocchine.</p>
<p>Sarebbero <strong>5722 i casi di bambini fuori dalla famiglia nel 2008,</strong> con un’età compresa tra zero e cinque anni (di questi 4123 sono stati dichiarati ufficialmente abbandonati); nel<strong> 2005 erano invece 3256</strong> (2176 con status giuridico di abbandono).</p>
<p>Dal Rapporto emerge che le regioni a più alto tasso di abbandono nel 2008 sono state quelle della parte orientale del Paese (Souss Massa Dra, Tensift El Haouz, Tadla Hazilal); mentre le regioni con un sistema di protezione all’infanzia più sviluppato si sono rivelate Grand Casablanca, Tensift El Haouz, Tanger Tétouan, Meknès, Rabat.</p>
<p>Altro dato interessante riguarda<strong> l’accoglienza dei minori marocchini tramite la kafala</strong>. Negli ultimi tre anni sarebbero rimaste sostanzialmente invariate le sentenze di kafala: 1262 nel 2008, 1055 nel 2005. Le regioni in cui è più sviluppata sono Meknes e Marakkesh.</p>
<p>La kafala è l’unico strumento di tutela dell’infanzia, in quanto in Marocco non esiste l’istituto giuridico dell’adozione legittimante; non è possibile infatti rescindere i legami tra il minore e la famiglia d’origine. L’obbligo dei genitori che accolgono un bambino con la kafala di fatto cessa con il raggiungimento della maggiore età; la misura è di fatto temporanea.</p>
<p>Dal Rapporto emerge anche un altro dato: non è cambiato negli ultimi dieci anni, rimanendo sostanzialmente intorno all’<strong>8%, la percentuale dei reinserimenti familiari </strong>dei bambini fuori dalla famiglia.</p>
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		<title>Torna “Fa&#8217; la cosa giusta!” dal 12 al 14 marzo a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 15:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna a Milano, dal 12 al 14 marzo a Fieramilanocity, la più grande manifestazione del Terzo Settore: “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che quest’anno giunge alla settima edizione. Numerosi i momenti di dibattito e incontri. Ai.Bi. partecipa alla fiera con i propri volontari, dal 12 al 14 marzo, nello stand di CoLomba ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aibi.it/ita/images/Fa-cosa-giusta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11731" style="margin: 5px;" title="Fa-cosa-giusta" src="http://www.aibi.it/ita/images/Fa-cosa-giusta.jpg" alt="Fa-cosa-giusta" width="150" height="150" /></a>Torna a Milano, dal 12 al 14 marzo a Fieramilanocity, la più grande manifestazione del Terzo Settore: “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che quest’anno giunge alla settima edizione.</p>
<p>Quattordici le aree tematiche, dalla casa sostenibile al design ecologico, dal cibo a chilometro zero alle produzioni biologiche, dall’editoria indipendente al turismo solidale e poi ancora energie rinnovabili, software libero, associazionismo, progetti per le scuole, finanza etica, commercio equo e molto altro.</p>
<p><strong>Numerosi i momenti di dibattito e incontri. </strong>Ai.Bi. partecipa alla fiera con i propri volontari, dal 12 al 14 marzo, nello stand di CoLomba &#8211; l′associazione delle Organizzazioni di Cooperazione e Solidarietà Internazionale della Lombardia che riunisce 90 ONG lombarde -. <strong>Sabato 13</strong>, alle ore 18, Francesca Mineo presenta il libro<strong> &#8220;I 189 giorni di Laura&#8221;</strong> (edizione Ancora-Amici dei Bambini), una storia esemplare di volontariato internazionale. Focus sul fenomeno dei bambini accusati di stregoneria nella Repubblica Democratica del Congo, <strong>domenica 14 </strong>alle ore 11, durante <strong>l’incontro </strong>“<strong>Informazione contro l&#8217;indifferenza”</strong>; lo staff di Ai.Bi. animerà un dibattito sul fenomeno e risponderà alle domande di quanti sono interessati a conoscere la realtà dei bambini marchiati con l’accusa infamante della stregoneria.</p>
<p>Nello spazio dibattiti, sempre domenica 14, dalle ore 11.30 si terrà l’incontro “<strong>Solidarietà? No grazie! </strong>Abbiamo già dato. Cooperazione internazionale ed Educazione allo sviluppo: come perdere la sfida del terzo millennio”. Un momento importante per aprire una riflessione sul ruolo dei progetti di cooperazione nei Paesi in via di sviluppo.</p>
<p>Ricco anche l’intrattenimento per i bambini.</p>
<p>www.falacosagiusta.org</p>
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		<title>Ai.Bi. alla conferenza “Per uno sviluppo in partnership Italia/Kosovo”</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Kosovo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è conclusa venerdì 5 marzo 2010 la Conferenza Internazionale “Per uno sviluppo in partnership Italia/Kosovo” che ha avuto luogo presso la Facoltà di Filologia dell’Università di Pristina.
L’evento è stato promosso e organizzato da un consorzio di ONG italiane operanti in Kosovo composto da PRO.DO.C.S., Ai.Bi., CeLIM Milano, C.E.S.E.S., INTERSOS, IPSIA e RTM. Hanno partecipato ai lavori i rappresentanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Si è conclusa venerdì <strong>5 marzo 2010 la Conferenza Internazionale “Per uno sviluppo in partnership Italia/Kosovo”</strong> che ha avuto luogo presso la Facoltà di Filologia dell’Università di Pristina.</div>
<div>L’evento è stato promosso e organizzato da un consorzio di ONG italiane operanti in Kosovo composto da PRO.DO.C.S., Ai.Bi., CeLIM Milano, C.E.S.E.S., INTERSOS, IPSIA e RTM. Hanno partecipato ai lavori i rappresentanti di istituzioni e società civile di entrambi i paesi portando riflessioni tecniche e sollecitando discussioni su tematiche di interesse comune.</div>
<div>I tre giorni di lavoro della Conferenza sono serviti ad operare un confronto aperto tra Europa e Paesi dell’Area Balcanica e ad <strong>approfondire i temi strettamente legati ai settori di intervento progettuale delle ONG italiane in Kosovo.</strong></div>
<div>A questo proposito l’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, M.L. Giffoni, ha voluto sottolineare, in apertura della Conferenza, come “sia necessario un impegno comune per il raggiungimento di un unico obiettivo di lungo periodo: l’integrazione europea del Kosovo e dell’intera Regione”.</div>
<div>Anna Zambrano, Direttrice dell’Unità Tecnica Locale della Cooperazione Italiana per SerbiaKosovo e Montenegro ha ricordato che “i<em>n questi anni le Ong italiane si sono spese tanto e, attraverso un lavoro estenuante, hanno costruito un rapporto e un partenariato eccezionale con le autorità locali</em>”. Simona Verrusio, rappresentante dell’Ufficio VII della Direzione Generale Cooperazione Sviluppo, ha evidenziato di riscontrare azioni positive realizzate rispetto e in coerenza con i documenti di progetto approvati dalla stessa Direzione.</div>
<div>Dal confronto tra soggetti italiani e kosovari sono emerse <strong>proposte per i settori educazione, diritti minori, dialogo interculturale, sviluppo locale agro-zootecnico ed economico </strong>e fenomeno migrazione in un’ottica di integrazione europea per l’Area Balcanica. Si può ben dire che è stato raggiunto l’obiettivo di potenziare la rete di ONG Italia/Kosovo, istituita nel corso degli ultimi dieci anni attraverso processi di peer education e in grado di disseminare saperi e buone pratiche di sviluppo in partnership tra i due Paesi.</div>
<div>Una sintesi degli argomenti trattati e delle proposte emerse nel corso delle due conferenze internazionali verrà raccolta in un summary che sarà diffuso ai soggetti sinora coinvolti dal progetto di Educazione allo Sviluppo e ad altri interessati sia in Italia che in Kosovo a partire dal mese di aprile.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Nepal, adozioni: il Governo chiude 14 orfanotrofi. Un punto di svolta?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 17:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Un primo segnale positivo dal Nepal per tentare di contrastare gli episodi di corruzione legati alle adozioni internazionali dei bambini nepalesi. Il Governo di Kathmandu ha deciso di chiudere 14 orfanotrofi perché non rispettavano gli standard minimi di assistenza dei minori; lo riferisce l’AFP, la principale agenzia di stampa francese, riportando le dichiarazioni del Ministro Ojha.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aibi.it/ita/images/foto-nepal.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5051" style="margin: 5px;" title="foto-nepal" src="http://www.aibi.it/ita/images/foto-nepal.jpg" alt="foto-nepal" width="150" height="151" /></a>Un primo segnale positivo dal Nepal per tentare di contrastare gli episodi di corruzione legati alle adozioni internazionali dei bambini nepalesi. <strong>Il Governo di Kathmandu ha deciso di chiudere 14 orfanotrofi perché non rispettavano gli standard minimi di assistenza dei minor</strong>i; lo riferisce l’AFP, la principale agenzia di stampa francese, riportando le dichiarazioni del Ministro delle politiche per l’infanzia nepalese Sarvadev Prasad Ojha.</p>
<p>Ojha ha dichiarato che “il monitoraggio degli istituti nelle aree rurali più remote risulta ancora <strong>difficile per la mancanza di risorse</strong>”. Il Governo per questo non riuscirebbe a porre un freno alle distorsioni del sistema, tuttavia Ojha ha evidenziato che la chiusura dei 14 orfanotrofi è un passo in avanti nel complicato percorso per rifondare e dare trasparenza al sistema adozioni.</p>
<p>Intanto le autorità nepalesi, dopo un periodo di stallo,   hanno<strong> ripreso</strong><strong> proprio in questi giorni l’attività per portare avanti gli abbinamenti</strong> dei minori abbandonati con le famiglie italiane.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Romania: migliaia di bambini abbandonati in ospedale</title>
		<link>http://www.aibi.it/ita/romania-migliaia-di-bambini-abbandonati-in-ospedale/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:29:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aibi.it/ita/?p=11707</guid>
		<description><![CDATA["Dall'inizio dell'anno in Romania sono stati abbandonati migliaia di bambini, nati e lasciati in ospedale dai genitori. La situazione negli ultimi due anni si è aggravata: la Romania è sempre stato, durante e dopo il regime Caesescu, un Paese con istituti pieni di bambini; sembrava si fossero un po' svuotati, ma non è così." Sono queste le dichiarazioni rilasciate a CNRMedia da Don Gino Rigoldi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.aibi.it/ita/images/neonati.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11708" style="margin: 5px;" title="neonati" src="http://www.aibi.it/ita/images/neonati.jpg" alt="neonati" width="150" height="150" /></a>&#8220;Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno in Romania sono stati abbandonati migliaia di bambini, nati e lasciati in ospedale dai genitori. La situazione negli ultimi due anni si è aggravata: la Romania è sempre stato, durante e dopo il regime Caesescu, un Paese con istituti pieni di bambini; sembrava si fossero un po&#8217; svuotati, ma non è così.&#8221;</em></p>
<p>Sono queste le dichiarazioni rilasciate a CNRMedia da Don Gino Rigoldi, fondatore dell’associazione milanese “Bambini in Romania Onlus”, organizzazione che opera dal 1999 in Romania per migliorare le condizioni di vita dei bambini romeni orfani e abbandonati.</p>
<p><strong>Oltre agli alti tassi di abbandono, c’è un altro grave problema legato alla mancanza di una vera cultura dell’accoglienza familiare.</strong> I programmi per promuovere l’affido familiare non hanno favorito la formazione di genitori accoglienti, ma si sono limitati al reclutamento di &#8220;assistenti maternali&#8221;, ovvero figure professionali che ricevono un assegno statale per occuparsi dei minori abbandonati.</p>
<p>Per sbarcare il lunario, le assistenti maternali decidono di tenere con sé fino a quattro bambini.</p>
<p><em>“Bisogna dire che le assistenti maternali spesso si prendono cura di questi orfani più per i contributi che per vera e propria solidarietà.</em>” ha evidenziato Don Gino Rigoldi.</p>
<p>Con l’attuale sistema adottivo un neonato deve attendere anni per essere adottato da una coppia rumena. <strong>Per mesi le pratiche rimangono in sospeso, nell&#8217;attesa che sia verificata la condizione di abbandono del minore.</strong> Nessuna possibilità di essere accolti con l’adozione internazionale, bloccata di fatto dal 2001.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Premiata agli Oscar la storia di un&#8217;adozione speciale</title>
		<link>http://www.aibi.it/ita/premiata-agli-oscar-la-storia-di-unadozione-speciale/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 12:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aibi.it/ita/?p=11703</guid>
		<description><![CDATA[Sandra Bullock è stata premiata ieri con l’Oscar come miglior attrice protagonista per il film “The Blind Side”, conquistando il pubblico e la critica con il suo ruolo di madre adottiva. Il film racconta la storia vera di un giocatore di football: il giovane afro-americano Michael Jerome Oher, che oggi ha 23 anni ed è diventato un campione anche grazie all’appoggio e al sostegno della sua famiglia adottiva. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aibi.it/ita/images/Bullock.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11704" style="margin: 5px;" title="Bullock" src="http://www.aibi.it/ita/images/Bullock.jpg" alt="Bullock" width="150" height="150" /></a>Sandra Bullock è stata premiata ieri con l’Oscar come miglior attrice protagonista per il film <strong>“The Blind Side”</strong>, conquistando il pubblico e la critica con il suo ruolo di madre adottiva.</p>
<p>Il film racconta la storia vera di un giocatore di football: il giovane afro-americano Michael Jerome Oher, che oggi ha 23 anni ed è diventato un campione anche grazie all’appoggio e al sostegno della sua famiglia adottiva. Il padre naturale del giovane era stato ucciso da una gang e la madre era una cocainomane. La famiglia di Memphis che lo ha adottato, nonostante fosse già un adolescente, l’ha fatto rinascere.</p>
<p>Sandra Bullock, nei panni di una signora borghese, incontra Michael mentre vaga per strada in una sera di pioggia e decide di accogliere quell’adolescente solo e impaurito, che andava a dormire in una palestra per stare al riparo e al caldo. Gli offre tutto il calore della sua famiglia, un’insegnante privata che lo aiuta a migliorare a scuola. <strong>E con l’appoggio della mamma adottiva Michael realizzerà il suo sogno: diventare un campione di football.</strong></p>
<p>Il film, tratto dal bestseller di Michael Lewis, ha avuto un record di incassi e ha aperto una serie di dibattiti sull’adozione.</p>
<p>Le famiglie adottive americane hanno partecipato a tutti gli incontri con la stampa facendo campagne pro-adozioni.</p>
<p><strong>Atteso l’arrivo di “The Blind Side” nelle sale cinematografiche italiane</strong>.</p>
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		<title>Brasile: i bambini ospiti dell’istituto sono nati da madri single</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 12:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura.salerno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La maggior parte delle famiglie dei bambini e adolescenti in orfanotrofio provengono da famiglie monoparentali e spesso sono formate da donne o da adolescenti-madri.
Nei dati del progetto finanziato dall’Unione Europea a Belo Horizonte (Minas Gerais, Brasil), chiamato “Belo Horizonte: una rete di appoggio socio-giuridica in difesa della convivenza famigliare e comunitaria” possiamo notare che da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La maggior parte delle famiglie dei bambini e adolescenti in orfanotrofio p<strong>rovengono da famiglie monoparentali e spesso sono formate da donne o da adolescenti-madri.</strong></p>
<p>Nei dati del progetto finanziato dall’Unione Europea a Belo Horizonte (Minas Gerais, Brasil), chiamato “Belo Horizonte: una rete di appoggio socio-giuridica in difesa della convivenza famigliare e comunitaria” possiamo notare che da febbraio a dicembre  2009 sono stati seguiti 125 casi di minori istituzionalizzati negli istituti di ASOM; di cui 70 (56%) provengono da una famiglia formata da madri sole, 31 (25%) da una famiglia composta da entrambi i genitori, 12 (10%) da una situazione famigliare formata da una madre con il nuovo compagno, 8 (6%) sono orfani e solo 4 (3%) provengono da un nucleo famigliare formata da un padre solo.</p>
<p>La Commissione per l´applicazione della Convenzione sui Diritti all´Infanzia nelle raccomandazioni della prima relazione sul Brasile, esprime: “forte preoccupazione in merito all´alto tasso di gravidanza precoce in Brasile, soprattutto in riguardo ai gruppi più vulnerabili della popolazione”.</p>
<p>Una ricerca dell´IBGE mostra che l´<strong>unica fascia di età che ha avuto un aumento nel tasso di feconditá negli ultimi anni in Brasile e´ stata quella tra i  15 e i 17 ann</strong>i. Di fatto, é il tasso passato dal 6,9% nel 1996 al 7,6% nel 2006, nel Nord est la variazione e´ancora più alta di 1,2% se confrontata ad altre regioni.</p>
<p>La situazione e´ancora più drammatica se consideriamo che <strong>28% dei parti in Brasile avvengono tra 10 e 19 anni,</strong> cio´ significa che ogni 100 neonati, 28 sono figli di madri-adolescenti. Servono programmi e servizi per  sostenere queste madri, ma e´necessario anche intervenire nelle famiglie e nelle scuole perche´ le bambine, le ragazze e le donne possano essere consapevoli dei loro diritti.</p>
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		<title>5xmille</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cellos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne ed Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Grazie all&#8217;impegno di tanti volontari  come Elena, lottiamo ogni giorno, in silenzio, per dare una famiglia ai bambini abbandonati.
Per continuare abbiamo bisogno del tuo aiuto. 
Con il 5xmille puoi sostenere i progetti promossi da Ai.Bi. nel mondo per restituire un&#8217;infanzia serena a migliaia di bambini che vivono in istituti e centri di accoglienza.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4459" title="5xmille1" src="http://www.aibi.it/ita/images/ban_5xmille1.jpg" alt="5xmille" width="689" height="176" /></p>
<p><strong>Grazie all&#8217;impegno di tanti volontari</strong>  come Elena, lottiamo ogni giorno, in silenzio, per dare una famiglia ai bambini abbandonati.</p>
<h3>Per continuare abbiamo bisogno del tuo aiuto. </h3>
<p><strong>Con il 5xmille</strong> <strong>puoi sostenere i progetti promossi da Ai.Bi.</strong> nel mondo per restituire un&#8217;infanzia serena a migliaia di bambini che vivono in istituti e centri di accoglienza.</p>
<h3>Come donare il 5xmille ad Ai.Bi?</h3>
<p><strong>E&#8217; facile, bastano due semplici azioni:</strong></p>
<ol>
<li><strong>Firmare sulla tua dichiarazione dei redditi</strong>,( 730, CUD o Modello unico) nel riquadro dedicato alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale.</li>
<li><strong>Indicare il codice fiscale di Ai.Bi</strong>.: <strong>92504680155</strong></li>
</ol>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3634" title="5x1000" src="http://www.aibi.it/ita/images/5x1000.jpg" alt="" width="500" height="224" /></p>
<p><strong>Il 5xmille non ha alcun costo per te</strong>, perché è un&#8217;imposta a cui lo Stato rinuncia. Se non esprimi alcuna scelta, infatti, il tuo 5 per mille rimarrà nelle casse dello Stato.<br />
<strong>Il 5xmille non è alternativo all&#8217;8xmille</strong> e non aumenta né diminuisce in alcun modo l&#8217;imposta dovuta. E&#8217; soltanto un modo, alla portata di tutti, per stare dalla parte dei bambini abbandonati, e dare loro speranza di essere accolti da una famiglia.<br />
<strong>Il 5xmille può essere destinato da chiunque</strong> tramite la compilazione dell&#8217;apposito campo sul Modello 730, Unico e CUD.</p>
<blockquote><p><strong>Scarica il promemoria</strong>, stampalo e portalo con te quando vai dal commercialista o presso i CAAF per la dichiarazione dei redditi:<a href="http://www.aibi.it/ita/images/UNICO.pdf" target="_blank"></a></p>
<p><a title="guida 730" href="http://www.aibi.it/ita/images/7301.pdf" target="_blank">Modello 730</a></p>
<p><a title="guida CUD" href="http://www.aibi.it/ita/images/CUD1.pdf" target="_blank">Modello CUD</a></p>
<p><a title="guida modello Unico" href="http://www.aibi.it/ita/images/UNICO1.pdf" target="_blank">Modello UNICO</a></p></blockquote>
<h3>Come vengono utilizzati i fondi raccolti.</h3>
<p><strong>I fondi ricavati dalle firme raccolte saranno destinati a sostenere  i progetti di Ai.Bi. nel mondo</strong> a seconda dell&#8217;urgenza e del bisogno.</p>
<h3>Cosa abbiamo fatto finora.</h3>
<p><strong>Grazie ai sostenitori che nel 2007 hanno donato il 5xmille</strong> ad Ai.Bi., nel 2009 <strong>abbiamo incassato ben 145.533 euro.</strong></p>
<p><strong>Questi fondi sono stati utilizzati per ridare una famiglia a 230 bambini di Bolivia e Nepal.</strong> Per ciascuno di loro è stato elaborato uno specifico progetto di vita, che ha consentito di reintegrarli nella loro famiglia di origine.</p>
<p>Non abbiamo ancora notizia delle firme raccolte nel 2008 e 2009 e attendiamo fiduciosi i dati.</p>
<p><strong>Ringraziamo di cuore tutte le persone</strong> <strong>per il sostegno che ci hanno dato in questi anni grazie al</strong> <strong>5xmille.</strong></p>
<h2>Segnala ad un amico.</h2>
<p><strong>Per farti portavoce dei bambini abbandonati</strong>, puoi fare ancora di più: <strong><a href="http://www.aibi.it/ita/images/LOCANDINA.pdf" target="_blank">scarica la locandina</a>.<br />
</strong>Appendila nei luoghi che abitualmente frequenti: il posto di lavoro, la scuola, l&#8217;oratorio, la palestra, il circolo. E&#8217; un modo per promuovere Amici dei Bambini come destinatario del <strong>5xmille</strong>.<br />
<strong>Grazie di cuore!</strong></p>
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