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Ridurre il numero degli enti autorizzati. Esprimi la tua opinione

sceltaL’82% dei votanti si è detto favorevole all’ipotesi di un boicottaggio della Romania pur di riaprire le adozioni internazionali. I risultati del sondaggio, aperto sul sito di AiBi il 1° dicembre, a poche ore dall’annuncio delle autorità romene di non essere disposte a sbloccare le adozioni, conferma l’importanza di un dibattito sul tema. In tutto il mondo solo due stati hanno di fatto vietato l’adozione internazionale: Birmania e Romania. In entrambi i Paesi è preoccupante la condizione dell’infanzia con alti tassi di abbandono e un sistema di adozione nazionale poco sviluppato e debolmente sostenuto dalle istituzioni locali.

Il nuovo sondaggio che lanciamo oggi è “Ridurre il numero degli enti autorizzati italiani che operano nel campo delle adozioni internazionali?”. Una domanda che più volte si saranno poste le famiglie, spesso disorientate nel ginepraio delle associazioni a cui dare l’incarico, ma che oggi sembra più attuale che mai se si considera la linea politica tracciata dal Board della Conferenza di diritto privato de l’Aja: limitare il numero degli enti autorizzati ad operare nei singoli Paesi di origine dei minori.

Raccomandazione recepita nella nuova legge per le adozioni della Cambogia che ha stabilito che saranno solo due gli enti italiani autorizzati a svolgere le pratiche di adozione internazionale. L’Autorità Centrale del Guatemala ha definito il numero dei Paesi (due) e degli enti (due) deputati a svolgere le adozioni. La tendenza di molti altri Paesi (tra cui l’Albania e la Cina), anche se non ufficializzata ed espressa come semplice dichiarazione di intenti, è quella di lavorare solo con due, al massimo tre enti.

Ciò significa che saranno sempre meno gli enti autorizzati che potranno operare nei Paesi di origine dei minori. Una tendenza in contrasto con l’attuale situazione italiana, caratterizzata da uno spettro di 73 enti autorizzati dalla Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI), contro i 10 della maggior parte dei Paesi europei. Due le alternative che si potrebbero prospettare per adeguarsi al nuovo sistema adozioni. Accorpare gli enti o ridurne il numero in base a caratteristiche di affinità progettuali.


73 enti sono troppi? Sei favorevole a una riduzione degli enti?

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Giuseppe dice:

09-12-09 alle 20:53

ridurre certamente. Ma riformare il restante altrimenti serve a poco.

Vincenzo dice:

10-12-09 alle 09:13

Ne ho viste e sentite troppe, sono da 15 anni in questo ambiente e credo che gli Enti dovrebbero essere 4-5 al massimo.
Del resto quanti dei 73 enti fa più di 50 adozioni l’anno?
Che senso ha un Ente che fa 4-5 adozioni l’anno? Non è un Ente ma una “cosa” a conduzione familiare! Con che garanzie per l’utenza? E che tipo di cooperazione può fare?

perugini camillo dice:

08-01-10 alle 13:22

Sono in sintonia con Vincenzo. L’elevato numero potrebbe disorientare la coppia nella scelta per il conferimento del mandato. Noi al’epoca non prendemmo neanche in considerazione gli enti che non portavano a termine almeno 40 adozioni in un anno.

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