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Africa, 85 milioni di neonati invisibili all’anno. E per i minori che sbarcano in Italia le prime 24/48 ore sono le più drammatiche

bambini-africaniLa tratta di esseri umani accomuna drammaticamente entrambe le sponde del Mediterraneo. È quanto emerge dai dati resi noti da alcune organizzazioni non governative in occasione della Giornata internazionale di riflessione e preghiera contro la tratta di persone che si è celebrata il 7 febbraio. Un fenomeno tragico che riguarda milioni di bambini in Africa e migliaia di migranti in Italia.

Per chi arriva nel nostro Paese, le cifre sulla tratta fornite da Caritas Italiana parlano di 150mila uomini, in gran parte giovani migranti, sfruttati per il lavoro forzato e di 50-70mila donne costrette a prostituirsi. Per coloro che sbarcano sulle coste italiane, in particolare, il momento più pericoloso è costituito dalle 24-48 ore immediatamente successive all’approdo. È in quel lasso di tempo, infatti, che i migranti vengono maggiormente intrappolati nella rete della tratta.

Nell’immaginario di migliaia di uomini, donne e bambini africani in fuga da guerre, persecuzioni e povertà, l’Italia è il naturale corridoio di accesso all’Europa e quindi a una realtà di pace e dignità. “Un sogno che troppo spesso si infrange contro la miope politica migratoria degli Stati europei – rilevano alla Caritas -, in particolare per tante donne, giovani e bambini, prede di trafficanti senza scrupoli e sempre più ridotti in condizioni di vera e propria schiavitù per lo sfruttamento sessuale e lavorativo”.

Le radici della tratta dei bambini affondano molto spesso in un dato drammatico che vede, ogni anno, più di 85 milioni di neonati africani non registrati all’anagrafe nel momento in cui vengono al mondo. Milioni di minori che quindi ufficialmente non esistono. Rimanendo così esposti ai rischi di essere  arruolati come bambini-soldato o avviati ai matrimoni precoci, diventare vittime di schiavitù, abusi sessuali, traffico di organi e lavoro minorile. Per questi bambini, un documento di identità li potrebbe proteggere dall’illegalità e inserirli nella vita sociale, dando loro la possibilità di studiare e, in futuro, lavorare e viaggiare legalmente.

Amici dei Bambini è impegnata al di qua e al di là del Mediterraneo per accogliere e lenire le sofferenze di tanti minori che rischiano di cadere nel tunnel della tratta. In Africa Ai.Bi. è presente in diversi Paesi – dal Marocco al Congo, dal Kenya al Ghana – con progetti al fianco dell’infanzia abbandonata o in difficoltà che permettono, attraverso il sostegno o l’adozione a distanza, di migliorare le condizioni di vita di migliaia di bambini. In Italia, Ai.Bi. porta avanti invece la campagna Bambini in Alto Mare per un’accoglienza giusta dei migranti più fragili, tra cui i minori stranieri non accompagnati che troppo spesso vengono ammassati nei grandi centri, privi di servizi a misura di bambino, da cui tendono a scappare facendo perdere le proprie tracce con il rischio di finire nelle mani dei trafficanti.

 

Fonte: Avvenire

 

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