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Crescere ad Aleppo: ecco cosa provano i bambini siriani che vivono sotto le bombe

bombardamento aleppoCome tutti i bambini della sua età, anche Yusuf ha dei sogni un po’ “fantasy”. Solo che, vivendo ad Aleppo, una delle città più colpite dalla guerra civile in Siria, Yusuf cala i suoi sogni nel contesto drammatico che ogni giorno si trova ad affrontare. È per questo che il personaggio preferito di questo ragazzino di 11 anni, appassionato di cartoni animati giapponesi, è Goku, protagonista della serie “Dragon Ball Z”, perché “combatte qualsiasi persona malvagia per amore del bene”. Di malvagità Yusuf, negli ultimi 4 anni e mezzo, ne ha provate tante. Su tutte, il bombardamento che ha distrutto la sua casa e ucciso suo fratello.

“E’ il mio ricordo più triste – dice il ragazzino intervistato dall’emittente araba Al Jazeera -: un aereo ha bombardato la nostra casa, io e la mia famiglia siamo rimasti intrappolati sotto le macerie. Io mi sono fatto molto male, ma sono uscito vivo”. Ma suo fratello minore non ce l’ha fatta. Come non ce l’hanno fatta alcuni amici e insegnanti di Yusuf rimasti vittime di un altro bombardamento, quello che ha colpito la loro scuola.

Quella scuola che ora non c’è più. Yusuf, a cui piaceva studiare e imparare sempre cose nuove, ora passa quasi tutto il suo tempo nella casa in cui la sua famiglia si è trasferita dopo che la sua abitazione è stata distrutta dalle bombe. Durante la giornata aiuta sua madre, gioca con i fratellini e guarda la televisione. Solo raramente gli viene permesso di uscire a giocare con gli altri bambini nelle strade del quartiere. La paura delle bombe è sempre presente, così come quella del fragore degli aerei che volano sopra le loro teste e che potrebbero sganciare altri ordigni sulla città. “Ho paura della morte – ammette Yusuf – e dell’allarme aereo che potrebbe arrivare in qualsiasi momento” Come quelle che hanno portato via per sempre suo fratello.

Sono solo lontani ricordi, per lui, i bei momenti passati a giocare nel giardino di casa sua – “il mio posto preferito”, lo definisce Yusuf – o le feste che vedevano tutta la famiglia riunita – “il mio ricordo più bello” – o quelli in cui riceveva in regalo dei vestiti nuovi. Ora Yusuf può uscire di casa solo accompagnato dal padre e vive con un solo grande desiderio: “Se potessi cambiare una cosa al mondo – spiega – farei finire tutte le guerre, i bombardamenti, gli scontri e il suono degli aerei. Vorrei tornare a scuola e giocare senza il timore dei missili e di qualsiasi altra cosa che potrebbe uccidermi”.

Da quasi 5 anni questa è la drammatica quotidianità dei bambini di Aleppo, la cui provincia, insieme a quella più occidentale di Idlib, è teatro del nuovo intervento di Amici dei Bambini in Siria destinato a 3.140 bambini che vivono in condizioni di grande stress psicosociale, minacciati da insidie di ogni tipo. Il progetto – della durata di 9 mesi, frutto della collaborazione tra Ai.Bi. e Nazioni Unite e finanziato dall’Unocha, l’Ufficio dell’Onu per gli Affari Umanitari – permetterà quindi a più di 3mila bambini di ricevere il supporto professionale di cui hanno bisogno da operatori siriani adeguatamente formati. Questo intervento si va ad aggiungere a quello già attivato da Ai.Bi. in Siria nell’ambito del progetto Io non voglio andare via, sostenibile con il Sostegno a Distanza e mirato a garantire ai bambini siriani il diritto alla casa, all’educazione, al gioco, al cibo e alla salute: in sostanza, il diritto a continuare a sentirsi a casa nel proprio Paese.

 

Fonte: Al Jazeera

 

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