Messina, al Palanebiolo migranti ammassati in mezzo alla neve: è questa l’accoglienza made in Italy?

 
 

Messina, al Palanebiolo migranti ammassati in mezzo alla neve: è questa l’accoglienza made in Italy?

palanebioloDa un Capodanno bagnato a un Capodanno ghiacciato. È quello che sono stati costretti a trascorrere 200 migranti ammassati nel Palanebiolo di Messina dove le condizioni di accoglienza sono ben lontane dal minimo di dignità che dovrebbe essere riservato a chiunque giunga sulle nostre coste dopo un viaggio lungo mesi interi, a volte anni, intrapreso per sfuggire alla guerra, alla violenza e alla miseria. Invece, se all’inizio del 2014 ad attenderli ci fu l’alluvione, nei primi giorni del 2015 i migranti del Palanebiolo hanno dovuto fare i conti con la neve.

Le tende della struttura messinese si sono coperte di bianco, lasciando al gelo centinaia di persone, tra cui molti bambini. Un danno ulteriore per questi ultimi, che si trovano a dover vivere in un luogo assolutamente non idoneo per la sua promiscuità. Il suo primo anno di vita, quindi, la tendopoli del Palanebiolo l’ha “festeggiato” non potendo offrire altro ai migranti che – come riferisce “Tempo Stretto” – materassi messi a contatto con il suolo e servizi igienici posti addirittura nella struttura esterna al campo, ovvero in quel Palazzetto dello Sport più volte aperto per far fronte ai frequenti sbarchi ma mai trasformato in un luogo adeguato per garantire una degna accoglienza. Tanto da essere definitivamente chiuso per ordine della Prefettura, in seguito a una relazione dell’Asp che ne bocciava le condizioni igienico-sanitarie.

Tutto ciò dimostra la palese inadeguatezza della risposta che lo Stato italiano dà al fenomeno dell’immigrazione. Anziché favorire la creazione di un’efficiente rete di enti e di strutture di accoglienza, l’Italia continua a ricorrere a soluzioni d’emergenza, senza riuscire a garantire in alcun modo la salvaguardia della dignità a chi arriva nel  nostro Paese alla ricerca di una nuova vita. La situazione di Messina è esemplare: i migranti vengono smistati nelle strutture che di volta in volta si rendono disponibili. Un sistema di accoglienza precario andato totalmente in tilt da quando, oltre tutto, il Comune di Messina è rimasto privo di figure di rappresentanza in ambito di politiche dell’immigrazione, dopo le dimissioni dell’esperta in mediazione culturale, Clelia Marano, e dell’assessore all’immigrazione e alla protezione civile, Filippo Cucinotta.

La totale impreparazione dell’Italia ad accogliere degnamente i migranti non fa altro che portare nuova sofferenza a questi ultimi, che quasi sempre, quando mettono piede sulle nostre coste, hanno alle spalle un viaggio terribile che spesso porta alcuni di loro anche alla morte. Le condizioni in cui avviene la traversata del Mediterraneo, infatti, sono a dir poco disumane. Esemplare il caso del mercantile Ezadeen, giunto a Corigliano, in Calabria, con centinaia di migranti, tra cui 70 bambini siriani, stipati negli slot dei maiali e delle mucche e abbandonati dagli scafisti che, dopo aver inserito il pilota automatico, si sono dati alla fuga.

Se queste sono le condizioni di viaggio e non certo migliori sono quelle dell’accoglienza che il nostro Paese riserva loro, non stupisce che migliaia di giovani migranti, una volta approdati in Italia, facciano perdere le proprie tracce. Sono quasi 3mila  i bambini “fantasma”, ovvero irreperibili, sugli 11mila minori stranieri non accompagnati presenti in Italia secondo il rapporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali aggiornato al 31 agosto 2014. Un numero che non potrà diminuire finché non si provvederà a offrire un’accoglienza finalmente degna di questo nome.

 

Fonte: Tempo Stretto

 

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