Siria

 
 

Versa la tua quota online

Hai già attivato un sostegno con Ai.Bi. e vuoi versare la tua quota online?
Versa qui >>

 
 
 
 
 

Siria. Sei anni di guerra e 20 mila bambini morti: l’efficacia del sostegno a distanza per ridare un futuro credibile ai bambini sopravvissuti

siria-3

La guerra civile siriana è ormai entrata nel settimo anno di vita e le gravi violazioni contro i bambini nel 2016 hanno raggiunto il livello più alto mai registrato.

Secondo l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani, dal 2011 sono morti quasi 20 mila bambini e circa 10 mila donne.

A pagare un prezzo altissimo in questa guerra senza fine, sono dunque i più piccoli, quelli che invece di crescere tra giochi e balocchi sono e stanno crescendo tra barili-bomba e violenza.

Un quadro allarmante come emerge anche dal dossier “Hitting Rock Bottom” (ovvero ‘Toccando il fondo’), de l’ Unicef, il cui titolo è stato scelto per rendere pienamente l’idea su quanto stia avvenendo nel Paese, evidenzia con crudezza la drastica escalation di violenze in tutta la Siria.

“Nel 2016 non meno di 652 bambini sono stati uccisi – denuncia il dossier -, segnano un 20% in più rispetto al 2015. Di questi, 255 sono stati uccisi all’interno o nei pressi di scuole. Oltre 850 bambini (i più piccoli di soli 7 anni) sono stati reclutati: oltre il doppio rispetto agli arruolamenti del 2015”.

E il quadro è comunque parziale perché le difficoltà d’accesso a diverse aree della Siria impediscono un’analisi completa delle sofferenze dei bambini e dell’urgente assistenza umanitaria. Oltre alle bombe, ai proiettili e alle esplosioni, i bambini spesso muoiono in silenzio per malattie facilmente prevenibili.

L’accesso alle cure mediche, ad aiuti salva vita e ad altri servizi di base resta ancora difficoltoso. Tra i bambini più vulnerabili della Siria, 2,8 milioni sono in aree difficili da raggiungere, compresi 280.000 bambini che vivono in aree sotto assedio. Dopo sei anni di guerra, circa 6 milioni di bambini adesso dipendono dall’assistenza umanitaria, un aumento di 12 volte rispetto al 2012.

In questo contesto di distruzione, desolazione e mancanza di ogni elemento primario per la sopravvivenza, assume un’importanza centrale se non esistenziale per questi bambini il sostegno a distanza. Questo è infatti l’unico modo concreto, specie in tempo di guerra, per fare sentire loro la nostra vicinanza e incoraggiamento ad andare avanti senza perdere la speranza in un futuro migliore. Dando loro, tramite il sostegno a distanza, anche gli strumenti per farcela: ovvero supporto alimentare (distribuzione di ceste alimentari, pasti caldi ‘ready to eat’), sostegno psicologico e per l’autosostentamento e con il progetto di un ospedale pediatrico dentro la collina al riparo dalle bombe.

Con “Non lasciamoli soli”, Amici dei Bambini, in collaborazione con le associazioni siriane, Shafak, Ihsan, SAED Organization e Kids Paradise, realizza, infatti, interventi di prima e seconda emergenza nelle aree di Aleppo, Idlib, Homs e Rural Damasco e in questo modo in 4 anni ha portato aiuti umanitari a oltre 35 mila bambini siriani sfollati e alle loro famiglie.

Stiamo, insomma, proteggendo bambini e famiglie, ma c’è ancora tanto da fare. Per questo non solo non bisogna mollare ma bisogna dare continuità ai nostri interventi in Siria e proprio tu puoi aiutarci: con il sostegno a distanza.

Fonte: Corriere, Il Velino

 

Lascia un commento