Siria

 
 

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Siria. Bambini sotto assedio. “La nostra mission è farli giocare facendogli dimenticare il dramma delle bombe”così Ai.Bi sta restituendo il sorriso a 25 mila bambini

siria 13Sono ormai passati 7 lunghi e faticosi mesi da quando abbiamo cominciato a lavorare in tre aree sotto assedio. Un percorso intenso che ci ha consentito, ancora una volta, di rivalutare l’importanza e il valore di lavorare per garantire un supporto a chi ne ha più bisogno. I bambini. A parlare è Giacomo Argenton country coordinator di Ai.Bi. in Siria che fa un bilancio di questi primi 7 mesi.

In questi ormai 6 lunghi anni di guerra “molti dei nostri beneficiari non conoscono altro che la desolazione – continua –, la paura e lo sconforto che avvolgono l’intero paese. Una conoscenza limitata ancor di più dall’assedio che li circonda, dove nulla e nessuno ha possibilità di accedere o uscire. A volte nemmeno la speranza”.

Grazie all’intenso lavoro che Ai.Bi ha svolto in questi mesi, grazie anche al nostro partner locale Ihsan RD, all’interno dei 3 centri “che abbiamo allestito e avviato – precisa -, siamo stati in grado di svolgere 2 cicli di lavoro per il supporto psicosociale”.

Ogni ciclo sono 8 settimane di lavoro nelle quali svolgiamo diversi tipi di attività: sport, arte, attività ludiche e supporto psicosociale.

All’interno dei tre centri abbiamo diverse stanze dove i bambini  – spiega Argenton – ogni giorno hanno modo di svolgere diverse attività ed essere coinvolti in esperienze che possano contribuire non solo al superamento dei traumi che hanno sviluppato in questi anni intensi, ma anche a capire il perché della loro situazione sognando e immaginando un futuro nel quale la normalità non sia scandita da colpi di proiettile, mortaio e bombardamenti ma da amici, famiglia e dalla realizzazione delle proprie ambizioni che vanno al di là della mera sopravvivenza”.

Tre squadre, per 96 operatori in totale, portano avanti il proprio lavoro con un ammirevole dedizione e passione. Hanno a cuore il benessere di ogni singolo bambino ed è per questo che cercano sempre di sorridere e regalare sorrisi.

Quando indossano il gilet dell’organizzazione è come se si trasformassero – continua –, riuscendo a mettere da parte le proprie preoccupazioni per fare spazio a uno spontaneo senso di protezione che regala momenti di gioia e spensieratezza ai bambini che gravitano intorno ai nostri centri”.

Questa passione ha consentito di fare la differenza per 1.625 bambini in 7 mesi. E alle porte abbiamo un nuovo ciclo di lavoro che speriamo possa rendere felici e spensierati tanti altri piccoli siriani.

Purtroppo presso uno dei centri, per motivi di sicurezza, le attività di supporto psicosociale verranno interrotte per i prossimi mesi perché la situazione è diventata troppo rischiosa in quanto la ferocia degli attacchi militari non trova sosta da ormai diverse settimane. Questo tipo di assistenza continuerà in un luogo più stabile, protetto e sicuro cercando di portare avanti quanto iniziato nel giugno 2016.

Qui, come nelle altre aree di progetto, proseguiremo invece il lavoro con le Unità Mobili – precisa –, che possono muoversi in maniera più agevole e sicura anche in condizioni estreme. Giornalmente valutiamo se e come intervenire”.

Uno sguardo al cielo, un’analisi delle comunicazioni radio e via, si riparte per un nuovo spazio, una nuova scuola, un nuovo campo di sfollati, un nuovo sotterrano dove sono nascoste famiglie impaurite in cerca di distrazioni che possano mitigare le paure.

Le nostre Unità Mobili, che svolgono attività ricreative – per i più piccoli – e di sensibilizzazione – per gli adulti –  corrono instancabilmente su e giù, anche in zone dove non è rimasto nulla di più che macerie, per raggiungere chi non riesce ad avvicinarsi ai centri in maniera indipendente”.

Le attività, quindi, offrono a un numero ancora più grande di beneficiari la possibilità di godere delle attenzioni dei nostri operatori sul campo cercando di rendere i nostri servizi quanto più inclusivi possibile.

Grazie al lavoro delle 9 unità mobili abbiamo quindi raggiunto 23.194 bambini con attività ludico ricreative e 19.333 adulti con sessioni di sensibilizzazione che ne aumentino consapevolezza e comprensione di come meglio approcciare difficoltà e problematiche quotidiane.

“Anche se il nostro progetto tra tre mesi si concluderà sappiamo che la competenze che abbiamo regalato allo staff rimarranno – continua-, che i nostri centri e le nostre Unità mobili continueranno instancabilmente a lavorare e che i piccoli siriani potranno godere ancora della gioia di un sorriso o di una nuova amicizia, anche se solo per un momento. Un momento che può fare la differenza”.

Una serie di aiuti umanitari nel quale tu giochi un ruolo da protagonista: puoi, infatti, dare un contributo concreto, dando il tuo voto.

Come? Grazie ad Unicredit che rinnova il suo impegno solidale con l’iniziativa “La formula della solidarietà” con il progetto “1 voto, 200.000 aiuti concreti il cui scopo è donare 200.000 euro da distribuire tra le Organizzazioni Non Profit più votate iscritte a ilMioDono.

Ma affrettati. Perché hai tempo fino a lunedì 16 Gennaio 2017 per esprimere la tua preferenza ad Amici dei Bambini e sostenere con un semplice clic il progetto “Emergenza Siria – Non lasciamoli soli“.

Insieme potremo costruire il primo ospedale pediatrico ricavato in una collina al sicuro dalle bombe e garantire, nell’immediato, protezione e razioni alimentari pronte al consumo a migliaia di bambini in fuga dai quartieri orientali di Aleppo.

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