Siria

 
 

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Siria. “I bambini pagano il prezzo più alto di una guerra di cui ci si ricorda solo a tratti”: così i siriani raccontano il loro Paese. Con Ai.Bi. un tuo gesto può portare un segnale di pace

siria-4“In questi anni, vivo un dolore continuo per la perdita di un Paese che è stato bombardato, perché la casa di amici è stata rasa al suolo, per un monumento o una persona che non ci sono più”. Parole di Asmae Duchan, giornalista italo-siriana che racconta così le sue sensazioni nel vedere il suo Paese di origine ridotto allo stremo. Il suo pensiero va soprattutto ai bambini, coloro che finiscono per “pagare il prezzo più alto della guerra, di qualsiasi guerra”. Quasi sempre nell’indifferenza generale, al di là del clamore mediatico dei primi momenti che seguono le stragi i cui protagonisti sono i più piccoli. “Il corpicino di Aylan Kurdi senza vita sulle spiagge turche – ricorda la giornalista – era finito sulle pagine di tutti i giornali. Le coscienze di tutti si sono indignate, eppure il giorno dopo altri ne sono morti in mare. E ancora oggi rispondiamo alla guerra con altre armi e altri bombardamenti”. Così il conflitto siriano è entrato nel suo settimo anno. “Una guerra di cui ci si ricorda a tratti”, denuncia Asmae Duchan, che ricorda: “Quando si usano armi chimiche sembra che si sia toccato il fondo, eppure erano già state usate nel 2013 nei sobborghi di Damasco e il 4 aprile scorso non è stato certo l’unico episodio di violenza nei confronti dei bambini“I Siriani vogliono la pace. La Siria ha bisogno di pace”, ricorda a tutti la giornalista.

Un messaggio di pace e di speranza per la Siria, in occasione di questa Pasqua, puoi donarlo anche tu. Con Amici dei Bambini, infatti, puoi dare un aiuto concreto ai bambini siriani e alle loro famiglie affinché possano continuare a sperare in un futuro di pace nel proprio Paese.

Un gesto quanto mai necessario, davanti ai numeri di una strage che pare non avere fine. Dall’inizio della guerra, hanno perso la vita oltre 400mila persone, 20mila delle quali erano bambini. E quelli che non sono morti, sono sempre più terrorizzati, feriti, orfani, malnutriti e bisognosi di ogni cura, testimoni di massacri e usati come scudi umani. A quasi tutti loro ormai manca l’assistenza medica ed educativa. I sistemi scolastici e sanitari sono ormai al collasso: dall’inizio del conflitto circa 700 operatori sanitari sono stati uccisi e oltre il 50% delle strutture mediche sono state danneggiate o distrutte completamente.

A Pasqua non dimenticarti di 6 milioni di bambini sfollati che non hanno neppure assistenza medica, cibo e acqua potabile. Il tuo messaggio di pace dedicato a loro può assumere la forma che preferisci a seconda della donazione che sceglierai. Ai.Bi. ti propone 4 scelte: donazioni da 15, 32, 60 o 100 euro con le quali garantirai rispettivamente una razione alimentare pronta al consumo, gli alimenti di base per una famiglia, un mese di supporto psicologico a 10 bambini o un contributo alla costruzione del primo ospedale pediatrico in condizioni di sicurezza. Sostenendo il progetto Non lasciamoli soli di Ai.Bi. in Siria, ci aiuterai nel nostro impegno che, fino a oggi, ha già portato aiuti umanitari a oltre 40mila famiglie sfollate nelle province di Aleppo, Homs, Idlib e Rural Damasco.

 

Fonte: Centropagina

 

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