Siria

 
 

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Siria. Nel dramma dei bambini siriani “Il mio gioco preferito? Tentare un suicidio!”

attività-ludiche-in-siria-1Il 94% dei bambini siriani soffre di ‘disturbi comportamentali da guerra’:  dai casi meno gravi di bambini che fanno la pipì a letto a quelli più gravi che tentano il suicidio”.  A lanciare l’allarme  lo scorso giugno è stato Andrea Moroni, responsabile della cooperazione internazionale di Ai.Bi, Amici dei Bambini, intervenendo a UnoMattina lo scorso 23 giugno per fare il punto della situazione del conflitto in Siria e illustrare le attività della campagna “Non lasciamoli soli” . Da allora la situazione non  solo non è migliorata ma tende ogni giorno a peggiorare: in diverse città della Siria, infatti, si assiste a un preoccupante aumento di bambini che tentano il suicidio.

A Madaya (una città a nord-ovest di Damasco) almeno sei bambini e ragazzi (il più giovane una ragazza di 12 anni) e sette giovani hanno tentato il suicidio negli ultimi due mesi (fonte Save The Children).

I bambini sono psicologicamente stanchi e demotivati – racconta un’insegnante del posto -. Quando facciamo attività ludiche e interattive, come cantare e giocare, non reagiscono affatto, non ridono come farebbero normalmente“. Nei loro disegni ritraggono immagini di bambini massacrati sotto le bombe, carri armati, macerie e la mancanza di cibo.

Centinaia di persone sono “affetti da problemi psicologici e malattie mentali – precisa un rapporto dell’Unicef –, tra cui la depressione grave e paranoia, spesso causate o aggravate dalle condizioni in cui vivono”. Oltre ai problemi di salute mentale, i bambini soffrono di una mancanza di “trattamento medico, anche di base” e sembrerebbe che comincino ad esserci anche le prime segnalazioni di una grave epidemia di meningite.

La pressione di vivere in queste condizioni per anni e anni senza tregua è troppo da sopportare – precisa Unicef, soprattutto per i bambini. Ci sono più di 250.000 bambini che vivono sotto assedio in Siria e mentre sono resilienti, vediamo i segni di trauma e di angoscia ogni giorno“.

Per capire quello che provano ogni giorno questi bambini, bisognerebbe provare a immedesimarsi in loro e anche allora si avrebbe solo una lontana e vaga sensazione di quello che si prova a vivere senza cibo, senza genitori, senza l’accesso a cure, senza una casa, una scuola, dei giocattoli. Senza niente. Solo con la speranza che prima o poi tutto questo finirà.

Quello che ci insegnano i siriani – conclude Moroni – è la grande e straordinaria capacità di reagire. Sia quelli che vanno via dalla loro terra ma poi vi fanno ritorno per aiutare gli altri, sia quelli che rimangono. Una forza che ci spinge a non mollarli al loro destino e stare al loro fianco. Ogni giorno”.

Per questo Ai.Bi. Amici dei Bambini, cerca con tutte le forze di fare la propria parte: ma veramente i bisogni sono molto, molto estesi e al di là di quello che noi possiamo offrire. Con i nostri interventi cerchiamo sempre di soddisfare le esigenze materiali, distribuendo ceste alimentari e cibo ready to eat che con la sua campagna Non lasciamoli soli, andrà avanti anche nel 2017.

Il progetto più ambizioso è la costruzione di un nuovo ospedale pediatrico al riparo dalle bombe, ricavato sotto una collina e in grado di dare assistenza a circa 300 pazienti al giorno. Nel contempo, prosegue la distribuzione di razioni di cibo pronto per gli sfollati di Aleppo.

Ma per riuscire a realizzarli è necessario il tuo contributo: accompagna da vicino il futuro di un bambino siriano con un sad. Puoi scegliere tra il sostegno alla campagna Non lasciamoli soli, una donazione libera o un versamento sul conto corrente postale 3012 intestato ad Amici dei Bambini. Il futuro dell’infanzia in Siria è anche nelle tue mani. Da oggi puoi sostenere la campagna Non lasciamoli soli anche esprimendo la tua preferenza nell’ambito dell’iniziativa La rete della solidarietà sul sito il miodono.it: vota per la campagna di Ai.Bi. in Siria.

 

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