Fame di Mamma

 

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Torino. Alle 3 di notte squilla il campanello: sulla porta una bambina di poco più di un anno ma con tanto bisogno di accoglienza

fame di mammaSostegno a distanza Italia – Una bambina rimasta sola è in ospedale e ha bisogno di una famiglia. Quella di origine non riesce a superare i propri problemi e le proprie urla. Siamo nel cuore della notte, ma poco importa: le porte della casa famiglia “Il Sorriso” di Torino sono pronte ad aprirsi. Come in tutte le realtà della campagna Fame di Mamma di Amici dei Bambini. Questa notte speciale ci viene raccontata direttamente dalla referente di Ai.Bi. Torino Silvia Vocale, che quei momenti speciali li ha vissuti in prima persona.

 

Nel cuore della notte, quando ormai le luci di casa sono spente e i bambini dovrebbero essere a dormire il cellulare di servizio della Casa Famiglia “Il Sorriso” inizia a suonare: un numero privato, la voce di un operatore che avvisa che una bimba di poco più di un anno – attualmente collocata presso un ospedale – ha bisogno della cure di una famiglia. Una bambina rimasta sola a causa della difficoltà dei genitori di mettere da parte i propri problemi, i loro litigi, le loro urla.

Ed ecco che la Casa Famiglia si anima, nonostante la fatica di una giornata appena trascorsa: ad accoglierla un letto, un biberon, un pigiamino nuovo pronto per essere usato e il calore di una mamma e un papà.

Dietro quella porta – sempre pronta ad aprirsi e ad accogliere la sofferenza di bimbi piccoli e indifesi – c’è lei: una bimba dagli occhi blu notte, con uno sguardo così profondo che però non riesce a comunicare pace e spensieratezza, ma solo paure e lacrime. Una bambina così piccola, che non è ancora capace di parlare ma che è già in grado di trasmettere le sue emozioni con il suo viso e che trova conforto solo pronunciando la parola “mamma”. Il suo respiro affannoso, il cuoricino che batte all’impazzata, i suoi pianti quasi inconsolabili si placano quando chiude gli occhi e si lascia trasportare dal calore della mamma della Casa Famiglia, ma non appena il suo sguardo si incrocia con quello di colei che lo sta consolando le sue paure riaffiorano portando con sé malinconia e sofferenza.

E’ stata una notte lunga e angosciata, piena di pianti, lacrime e disperazione da parte di chi fino a qualche minuto prima era tra le braccia della sua mamma.

Il mattino seguente, dopo aver riposato per circa due ore, la bambina ha iniziato a gattonare e a girovagare per tutta la casa chiamando “mamma” e vedendo la delusione sul suo volto ogniqualvolta entrando in una stanza diversa non trovava quella donna così importante per lei.

Ma è proprio vero che l’amore trionfa: quell’amore incondizionato della mamma e del papà della casa famiglia, che insieme agli altri bimbi presenti, sono riusciti a colmare quel vuoto e a far tornare su quella bambina dopo silenzi e lontananze il sorriso e a far risplendere quegli occhi che come un caldo sole oggi ti avvolgono e ti accarezzano.

 

Aprire le porte a un bambino abbandonato, anche nel cuore della notte, è la quotidianità di un luogo come la casa famiglia. Nel nome della grande missione di Ai.Bi.: prevenire e superare l’abbandono. In Italia Ai.Bi. persegue questa missione con la campagna di Sostegno a Distanza Fame di Mamma: case famiglia, comunità mamma-bambino, appartamenti di semi e alta autonomia e, l’ultima arrivata, la Family House, con il suo complesso di servizi. Tutte strutture che fanno dell’accoglienza il proprio punto di forza e che ognuno di noi può contribuire a sostenere con un piccolo impegno mensile: il Sostegno a Distanza per la campagna Fame di Mamma!

 

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