Mese: Ottobre 2014

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Emergenza culle vuote in Italia: meno 62mila nati in 6 anni. Perché non investire sull’adozione internazionale? A invertire la rotta potrebbero essere le Regioni…

L’inverno demografico italiano ha toccato le sue temperature più basse: meno 62mila. Tanti sono i bambini dati alla luce nel nostro Paese in meno nel 2013 rispetto al 2008. E mentre chi può fare figli evidentemente sceglie di non metterli al mondo, ci sono migliaia di altre coppie che non possono generarli, eppure li vorrebbero. La loro presenza, il loro desiderio di genitorialità non può fare dimenticare che un mezzo per frenare la crisi demografica ci sarebbe: l’adozione internazionale. Che andrebbe però incoraggiata e non discriminata.

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Sinodo. Famiglia adottive, testimoniate la vostra giusta accoglienza!

A pochi giorni dal Sinodo, i temi connessi alla famiglia la fanno da padroni su tutti i media: dall’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati alla crisi del matrimonio, dal crollo demografico alle tecniche di procreazione. Aspetti tecnico-pratici che evidenziano però la necessità di tornare alle domande fondamentali circa la natura di questa istituzione e sul compito che le è affidato nella società. Cos’è la famiglia? Qual è il suo compito oggi? Un figlio è un diritto o un dono da accogliere? Soprattutto su quest’ultima domanda risulterà prezioso il contributo delle famiglie adottive, invitate a partecipare numerose alla veglia di preghiera del 4 ottobre in piazza San Pietro.

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Donare speranza è “una grande impresa”

Donare speranza è una grande impresa. E di speranza e di aiuti concreti non ce n’è mai abbastanza. Soprattutto quando 168 milioni di bambini nel mondo stanno aspettando che tu privato cittadino o azienda ti accorga di loro e faccia quel gesto che può risolvergli la vita.

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Messina. Da Casa Mosè all’ASD Atene Calcio, 4 misna selezionati per tenere alti i colori… della giusta accoglienza!

Sono arrivati sulle nostre coste come tanti altri, migliaia minori stranieri non accompagnati alla ricerca di una vita migliore. Abu, Momo, Ndidi, Udo dopo lo sbarco hanno conosciuto la giusta accoglienza di Casa Mosè a Messina, dove sono stati chiamati per nome e trattati come persone. Ora, attraverso lo sport, hanno la possibilità di completare quel riscatto che nei pericoli delle onde avevano soltanto sognato, vedono realizzarsi la promessa che riempiva il loro cuore e li spingeva a rischiare la vita per trovare i giorni di un futuro di pace.