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Fermare la maternità surrogata. Il Forum Famiglie: “L’utero in affitto è un’aggressione schiavistica alla vita umana”

Donne e uomini di diverse origini etniche, religiose, culturali e socio-economiche dicono no all’utero in affitto, considerato un abuso dei diritti umani delle donne e dei bambini. A metà maggio 2015, 16 associazioni e 100 personalità provenienti da 18 diversi Paesi del mondo hanno lanciato la petizione “Stop surrogacy now” .

Roma. Via libera del Tribunale a una coppia gay per l’adozione di un bimbo nato da utero in affitto. Le reazioni: “Legittimata una pratica razzista e classista”. “Inaccettabile mercificare la maternità”

Aver ottenuto lo stralcio dal disegno di legge sulle unioni civili dell’articolo 5, quello sulla stepchild adoption, a quanto pare è valso davvero a poco. L’adozione del figliastro per le coppie omosessuali, uscita dalla porta, è già rientrata dalla finestra.

Utero in affitto e maternità

Ultimamente si sta diffondendo in maniera sempre più allarmante la pratica dell’«utero in affitto», nel gergo politicamente corretto detto anche «maternità surrogata» o «gestazione per altri». La pratica dell’utero in affitto è in palese contrasto con la Convenzione sulle adozioni internazionali, la Convenzione delle Nazioni Unite sulla schiavitù e la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo. Sull’argomento scrive oggi Francesco Giacopuzzi su L’Arena di Verona nell’articolo dal titolo “Utero in affitto e maternità”.

Tommaso è “figlio di nessuno”. Nato da madre surrogata in Ucraina, tolto alla coppia italiana “committente”: ora sarà dato in adozione.

Bisogna mettere ordine: l’ordine naturale delle cose. Rispettare le leggi di natura senza forzarla (fino alla manipolazione) nell’ottica del soddisfacimento egoistico dei propri desideri. Perché poi a farne le spese è sempre il più debole e indifeso. La prima vittima è lui: quello che non ha chiesto nulla, neanche di essere messo al mondo. Eppure, non solo altri decidono per lui, ma poi di fatto rimane solo. Perché i pasticci creati sono tanti e tali che da figlio di “troppe persone” diventa  “figlio di nessuno”.