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{"id":106739,"date":"2015-06-19T08:00:56","date_gmt":"2015-06-19T06:00:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/?p=106739"},"modified":"2015-06-22T17:27:11","modified_gmt":"2015-06-22T15:27:11","slug":"la-pro-vocazione-dellabbandono-il-bambino-rifiutato-urla-a-dio-il-suo-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/la-pro-vocazione-dellabbandono-il-bambino-rifiutato-urla-a-dio-il-suo-perche\/","title":{"rendered":"La pro-vocazione dell\u2019abbandono: il bambino rifiutato urla a Dio il suo \u201cperch\u00e9?\u201d"},"content":{"rendered":"<p><b><a href=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-tempesta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-106740\" style=\"margin: 5px;\" alt=\"ges\u00f9 tempesta\" src=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-tempesta.jpg\" width=\"400\" height=\"286\" data-id=\"106740\" srcset=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-tempesta.jpg 400w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-tempesta-150x107.jpg 150w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-tempesta-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-tempesta-77x55.jpg 77w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Al pari del personaggio di Giobbe nella Bibbia, il bambino abbandonato si trova all\u2019improvviso a dover vivere solo, emarginato, rifiutato da tutti. E si chiede il perch\u00e9 di questo, cosa ha fatto di male. Lancia quindi la sua pro-vocazione a Dio e protestando gli chiede: \u201cPerch\u00e9?\u201d Dagli esempi di Giobbe e di Ges\u00f9 che placa la tempesta si sviluppa la riflessione proposta nell\u2019omelia di domenica 21 giugno da don Maurizio Chiodi, assistente spirituale nazionale di Amici dei Bambini e de \u201cLa Pietra Scartata\u201d.<\/b><\/p>\n<h3 align=\"left\"><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 align=\"left\">PRIMA LETTURA \u00a0Gb 38,1.8-11 Dal libro di Giobbe<\/h3>\n<p align=\"left\"><i>Il Signore prese a dire a Giobbe in mezzo all\u2019uragano:<br \/>\n\u00abChi ha chiuso tra due porte il mare,<br \/>\nquando usciva impetuoso dal seno materno,<br \/>\nquando io lo vestivo di nubi<br \/>\ne lo fasciavo di una nuvola oscura,<br \/>\nquando gli ho fissato un limite,<br \/>\ne gli ho messo chiavistello e due porte<br \/>\ndicendo: \u201cFin qui giungerai e non oltre<br \/>\ne qui s\u2019infranger\u00e0 l\u2019orgoglio delle tue onde\u201d?\u00bb.<br \/>\n<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><b>SECONDA LETTURA<\/b><b>\u00a0<\/b><b>2 Cor 5,14-17<\/b><b>Dalla seconda lettera di s. Paolo apostolo ai Cor\u00ecnzi<\/b><\/p>\n<p align=\"left\"><i>Fratelli, l\u2019amore del Cristo infatti ci possiede; e noi sappiamo bene che uno \u00e8 morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli \u00e8 morto per tutti, perch\u00e9 quelli che vivono non vivano pi\u00f9 per se stessi, ma per colui che \u00e8 morto e risorto per loro.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><i>Cosicch\u00e9 non guardiamo pi\u00f9 nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo pi\u00f9 cos\u00ec. Tanto che, se uno \u00e8 in Cristo, \u00e8 una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.<\/i><\/p>\n<h3 align=\"left\">VANGELO \u00a0Mc 4,35-41 Dal Vangelo secondo Marco<\/h3>\n<p align=\"left\"><i>In quel tempo, venuta la sera, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abPassiamo all\u2019altra riva\u00bb. E, congedata la folla, lo presero con s\u00e9, cos\u00ec com\u2019era, nella barca. C\u2019erano anche altre barche con lui.<br \/>\nCi fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: \u00abMaestro, non t\u2019importa che siamo perduti?\u00bb.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><i>Si dest\u00f2, minacci\u00f2 il vento e disse al mare: \u00abTaci, calmati!\u00bb. Il vento cess\u00f2 e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: \u00abPerch\u00e9 avete paura? Non avete ancora fede?\u00bb.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><i>E furono presi da grande timore e si dicevano l\u2019un l\u2019altro: \u00abChi \u00e8 dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?\u00bb.<\/i><\/p>\n<div>\n<p align=\"left\"><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 molto pro-vocatoria la Parola di Dio di questa domenica.<\/p>\n<p>In genere, a questa parola, \u201cprovocatoria\u201d, noi diamo un significato piuttosto negativo. Se diciamo che uno \u00e8 un provocatore, intendiamo che \u00e8 un disturbatore, uno che crea scompiglio, confusione, un molestatore, fastidioso e inutile.<\/p>\n<p>E invece la parola pro-vocatore \u2013 come dice la sua etimologia \u2013 ha un significato anzitutto buono e positivo: pro-vocare \u00e8 chiamare a rispondere, \u00e8 rivolgere un appello, \u00e8 stimolare e risvegliare, ponendo in modo nuovo, senza che sia possibile sfuggirvi, una domanda, un interrogativo, un dubbio, una questione \u2026<\/p>\n<p>Ecco, tanto il Vangelo quanto la prima lettura, contengono una domanda, all\u2019inizio e alla fine. Cos\u00ec termina il Vangelo, proprio con una domanda su Ges\u00f9<i>: \u00abChi \u00e8 dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?\u00bb. <\/i>E anche la prima lettura comincia con una domanda che Dio stesso rivolge a Giobbe: <i>\u00abChi ha chiuso tra due porte il mare\u2026?\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>Queste due domande sono rivolte anche a noi, oggi, come per scuoterci ancora una volta dal rischio di lasciarci prendere dall\u2019assuefazione e dall\u2019abitudine rassegnata di chi non \u00e8 capace di scorgere mai nulla di nuovo e di sorprendente nella vita, nostra e del mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cominciamo dalla prima lettura, che \u00e8 presa dal libro di Giobbe.<\/p>\n<p>Conosciamo, almeno un po\u2019, la vicenda di questo personaggio straordinario della Bibbia ebraico-cristiana.<\/p>\n<p>In modo sorprendente, Giobbe non \u00e8 ebreo, non appartiene al popolo di Israele. E\u2019 uno straniero. Per\u00f2 \u00e8 un uomo timorato di Dio e cio\u00e8 un uomo di grande fede, un uomo saggio, buono e ricco.<\/p>\n<p>Giobbe mette insieme delle qualit\u00e0 che \u00e8 difficile trovare in una stessa persona: \u00e8 facoltoso, ha una bella famiglia, \u00e8 rispettato da tutti per la sua onest\u00e0 e la sua saggezza, \u00e8 un uomo di grande fede.<\/p>\n<p>A un certo punto per\u00f2, si abbatte su di lui una tempesta tremenda, che mette radicalmente alla prova la sua fede: perde tutti i suoi beni, gli muoiono tutti i suoi figli e viene colpito da una terribile malattia, che lo fa vivere come un morto. Non muore Giobbe, ma \u00e8 condannato a una vita \u2018di morte\u2019, solo, emarginato, sofferente, abbandonato da tutti.<\/p>\n<p>Dopo aver sopportato un po\u2019 questa durissima prova, a un certo punto Giobbe esplode nella sua protesta \u2018contro\u2019 Dio. \u201cPerch\u00e9?\u201d, gli chiede \u2026<\/p>\n<p>Alcuni suoi amici cercano di convincerlo, con abili e astuti ragionamenti \u2018teologici\u2019 che Dio \u00e8 giusto e che quindi, se a un uomo capitano disgrazie, mali o malattie, allora vuol dire che ha fatto qualcosa di male, vuol dire che si \u00e8 meritato il male che lo ha colpito.<\/p>\n<p>Questi falsi amici, questi pessimi consolatori, lo vogliono convincere, come se fossero loro Dio, come se loro di Dio sapessero tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In fondo, dietro tanti discorsi, che all\u2019apparenza sembrano tanto convincenti \u2013 quante volte, anche oggi, ritornano queste stesse domande: \u201cche cosa ho fatto di male\u2026?\u201d oppure anche noi diciamo: \u201cecco, il Signore mi ha castigato \u2026!\u201d \u2013 c\u2019\u00e8 invece molta arroganza, ipocrisia, presunzione.<\/p>\n<p>Per questo, Giobbe non pu\u00f2 accettare tutte queste parole, che sono davvero insopportabili per lui, come anche oggi \u00e8 insopportabile per un uomo malato che qualcuno pretenda di \u2018consolarlo\u2019, con delle \u2018belle\u2019 parole.<\/p>\n<p>Quante volte anche a noi capita di cadere nel trabocchetto delle parole illusorie, con le quali vorremmo \u2018consolare\u2019 chi soffre o addirittura vorremmo ingenuamente \u2018stimolarlo\u2019 a reagire, a non lasciarsi andare \u2026<\/p>\n<p>E\u2019 facile dire agli altri quello che noi non sapremmo fare!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 nel mezzo di questo dramma che Dio accetta la \u2018sfida\u2019 di Giobbe.<\/p>\n<p>Gli appare <i>\u00abin mezzo all\u2019uragano\u00bb. <\/i>Giobbe \u00e8 nella tempesta. Cos\u00ec Dio gli appare ed \u00e8 (quasi) invisibile. Giobbe pu\u00f2 udire solo le parole di Dio. Ma quelle del Signore non sono nemmeno parole. Sono domande.<\/p>\n<p>Oggi la prima lettura ne riporta una, che si ricollega al Vangelo:<i> \u00abChi ha chiuso tra due porte il mare \u2026?\u00bb. <\/i>E cio\u00e8: \u201dchi ha contenuto la potenza impetuosa dell\u2019acqua del mare? Chi le ha fissato un limite \u2026?\u201d.<\/p>\n<p>La bellezza della natura, ma anche la sua potenza, in certi momenti terrificanti, ci pone proprio questa domanda: \u201cChi? Chi si nasconde o si rivela dietro e dietro e dentro a tutto questo?\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 questa stessa domanda che torna nel Vangelo di oggi.<\/p>\n<p>Siamo al termine di una lunga e impegnativa giornata. Ges\u00f9 ha raccontato molte parabole alla folla che lo assedia e lo cerca, senza sosta.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Ges\u00f9 decide di \u2018staccare\u2019. Congeda la folla, rimane solo con i discepoli. E dice loro<i>: \u00abPassiamo all\u2019altra riva\u00bb. <\/i>Cos\u00ec sale su una barca. Altre barche lo seguono.<\/p>\n<p>A un certo punto scoppia una tremenda tempesta di vento, di quelle che sorgevano all\u2019improvviso nel lago di Tiberiade.<\/p>\n<p>I discepoli erano esperti pescatori. Conoscevano bene le insidie del lago.<i> \u00abLe onde si rovesciavano nella barca\u00bb<\/i>. Erano ormai sommersi dall\u2019acqua. Non c\u2019era pi\u00f9 scampo. Stavano per essere travolti. Non c\u2019era pi\u00f9 nulla da fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un contrasto \u2018abbagliante\u2019 con questi momenti drammatici, Ges\u00f9<i> \u00abse ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva\u00bb. <\/i><\/p>\n<p>Forse era molto stanco, Ges\u00f9, al termine di una giornata tanto dura. E tuttavia, questo episodio ci incuriosisce. Come mai Ges\u00f9 dormiva tanto profondamente?<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro, questo sonno ha un evidente significato simbolico. La barca travolta dalla tempesta, i discepoli disperati, sommersi dalla paura di morire e, in tutto questo, il sonno di Ges\u00f9. E\u2019 simbolico questo \u201csonno\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quante volte anche a noi, nelle tempeste e nei drammi della vita, nasce questa domanda: \u201cDove sei, Signore?\u201d. E ancora: \u201cPerch\u00e9 dormi?\u201d, \u201cPerch\u00e9 non mi aiuti?\u201d. E poi: \u201cSe davvero mi vuoi bene, perch\u00e9 mi abbandoni in questi momenti tragici e angosciosi della mia vita?\u201d.<\/p>\n<p>Quanto pi\u00f9 queste domande rimangono senza risposte, tanto pi\u00f9 sono insopportabili per noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il racconto del Vangelo cos\u00ec prosegue: i discepoli si precipitano da Ges\u00f9, lo svegliano, lo rimproverano<i>: \u00abMaestro, non t\u2019importa che siamo perduti?\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>E Ges\u00f9 che cosa fa? Non si giustifica con i discepoli, come a dire: \u201cscusatemi, ero tanto stanco, avevo tanto sonno\u2026 non ho sentito nulla!\u201d. E nemmeno rimprovera (subito) i suoi poveri discepoli.<\/p>\n<p>Nulla di tutto questo. Si alza in piedi sulla barca e poi minaccia il vento e il mare<i>: \u00abTaci, calmati!\u00bb. <\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Immediatamente tutto si placa<i> e \u00abci fu grande bonaccia\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>Solo allora Ges\u00f9 chiede ai discepoli<i>: \u00abPerch\u00e9 avete paura? Non avete ancora fede?\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa domanda Ges\u00f9 la rivolge anche a noi, oggi, anche quando in una difficolt\u00e0 o in una tempesta della vita oggi non lo vediamo l\u00ec, in piedi sulla barca, a placare il vento e il mare.<\/p>\n<p>Anche quando, oggi, ci pare che egli continui a dormire, nel mezzo delle nostre tempeste, egli ci chiede:<i> \u00abPerch\u00e9 avete paura? Non avete ancora fede?\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E a noi, oggi, \u00e8 chiesto di continuare a chiederci, camminando nella fede che ci aiuta a scoprire la potenza della grazia e dell\u2019amore di Ges\u00f9<i>: \u00abChi \u00e8 dunque costui?\u00bb. <\/i><\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019invito ad affidarci a lui anche nelle tempeste!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>don Maurizio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al pari del personaggio di <strong>Giobbe<\/strong> nella Bibbia, <strong>il bambino abbandonato si trova all\u2019improvviso a dover vivere solo<\/strong>, emarginato, rifiutato da tutti. <strong>E si chiede il perch\u00e9 di questo<\/strong>, cosa ha fatto di male. 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