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{"id":107868,"date":"2015-07-06T07:00:58","date_gmt":"2015-07-06T05:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/?p=107868"},"modified":"2015-07-07T17:07:42","modified_gmt":"2015-07-07T15:07:42","slug":"lo-stupore-dellaccoglienza-il-dovere-di-ascoltare-il-figlio-adottato-per-accettare-davvero-il-suo-dono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/lo-stupore-dellaccoglienza-il-dovere-di-ascoltare-il-figlio-adottato-per-accettare-davvero-il-suo-dono\/","title":{"rendered":"Lo stupore dell\u2019accoglienza: il dovere di ascoltare il figlio adottato per accettare davvero il suo dono"},"content":{"rendered":"<p><i><a href=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-nella-sinagoga.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-107869\" style=\"margin: 5px;\" alt=\"ges\u00f9 nella sinagoga\" src=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-nella-sinagoga.jpg\" width=\"400\" height=\"286\" data-id=\"107869\" srcset=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-nella-sinagoga.jpg 400w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-nella-sinagoga-150x107.jpg 150w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-nella-sinagoga-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/ges\u00f9-nella-sinagoga-77x55.jpg 77w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>I concittadini di Ges\u00f9, riuniti della Sinagoga ad ascoltarlo, si stupiscono delle Sue parole. Non sono pronti ad accogliere il Suo messaggio perch\u00e9 presumono di conoscere gi\u00e0 tutto di Lui. Da questo episodio evangelico parte la riflessione di don Maurizio Chiodi, assistente spirituale nazionale di Amici dei Bambini e de \u201cLa Pietra Scartata\u201d, per domenica 5 luglio.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>PRIMA LETTURA Ez 2,2-5<\/h3>\n<h3>Dal libro del profeta Ezechiele<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>SECONDA LETTURA<\/b><b>\u00a0<\/b><b>2 Cor 12,7b-19<\/b><\/p>\n<p><b>Dalla seconda lettera di s. Paolo apostolo ai Cor\u00ecnzi<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>VANGELO \u00a0Mc 6,1-6<\/h3>\n<h3>Dal Vangelo secondo Marco<\/h3>\n<div>\n<p><i>Part\u00ec di l\u00e0 e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. <sup>2<\/sup>Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: \u00abDa dove gli vengono queste cose? E che sapienza \u00e8 quella che gli \u00e8 stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? <sup>3<\/sup>Non \u00e8 costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?\u00bb. Ed era per loro motivo di scandalo. <sup>4<\/sup>Ma Ges\u00f9 disse loro: \u00abUn profeta non \u00e8 disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua\u00bb. <sup>5<\/sup>E l\u00ec non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guar\u00ec. <sup>6a<\/sup>E si meravigliava della loro incredulit\u00e0.<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 un passaggio significativo quello indicato dalla Parola di Dio di questa domenica &#8216;del tempo ordinario&#8217;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo aver compiuto molti miracoli, dopo aver predicato alle folle, per molto tempo e con grande frutto, Ges\u00f9 con i suoi discepoli torna nella sua patria, a Nazareth.<\/p>\n<p>\u00c8 per lui spontaneo, al sabato, nella sinagoga, mettersi ad insegnare. Lo faceva dappertutto e lo fa anche qui nella sua piccola comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma qui, proprio qui, accade qualcosa di strano e di sorprendente. A volte \u00e8 proprio nelle situazioni che ci sono familiari, che ci possono capitare le cose pi\u00f9 inattese e imprevedibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il racconto del Vangelo di Marco \u00e8, in questo caso, molto dettagliato.<\/p>\n<p>Anzitutto si dice: \u00ab<i>molti, ascoltando, rimanevano stupiti\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>Lo stupore \u00e8 un sentimento che ci coglie molto all&#8217;improvviso, quando ci troviamo dinanzi ad evento che non avevamo messo in conto. Pu\u00f2 essere bello, quando la cosa che ci sorprende ci appare buona, oppure pu\u00f2 essere brutto, quando quel che accade ci provoca dolore, irritazione, tristezza, preoccupazione.<\/p>\n<p>Qui nel Vangelo non dice subito in quale linea vada lo stupore degli abitanti di Nazareth, riuniti in preghiera nella loro sinagoga, in uno dei tanti sabati dell&#8217;anno &#8230;<\/p>\n<p>Lo stupore per\u00f2 \u00e8 un sentimento che subito viene a parola. Difficilmente stiamo zitti, quando siamo presi dalla meraviglia davanti a qualcosa o qualcuno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec accade anche per la gente di Nazareth. Tanto pi\u00f9 che, nel momento della preghiera, sono li, l&#8217;uno accanto all&#8217;altro. Si guardano e, spontaneamente, si parlano.<\/p>\n<p>Nelle loro parole, riportate dall&#8217;evangelista, c&#8217;\u00e8 un susseguirsi, incalzante, di domande che quasi rimbalzano l&#8217;una sull&#8217;altra e rispecchiano bene l&#8217;alternarsi e l&#8217;evolversi del sentire dei Nazareni, che conoscevano tanto bene Ges\u00f9 o, meglio, che credevano di conoscerlo tanto bene.<\/p>\n<p>Anche questa \u00e8 una cosa che ci deve far pensare.<\/p>\n<p>Quante volte crediamo di conoscere bene qualcuno perch\u00e9 lo frequentiamo da molto tempo o, magari, viviamo addirittura insieme! Invece ci succede di trovarci di fronte a comportamenti o parole sue che non ci attendevamo nel bene o nel male!<\/p>\n<p>Questa per\u00f2 \u00e8 una caratteristica del rapporto con l&#8217;altro e addirittura anche con noi stessi. L&#8217;altro non \u00e8 mai riducibile ai nostri schemi, alle nostre attese. Tante volte noi vorremmo &#8216;controllarlo&#8217;, sapere tutto di lui. Vorremmo avere tutto &#8216;sotto controllo&#8217; e non siamo aperti ad accogliere la sua differenza da noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec accade anche quando pretendiamo di prevedere tutte le sue parole, i suoi comportamenti, magari anche i suoi pensieri. E cos\u00ec smettiamo di ascoltarlo.<\/p>\n<p>Penso a come questo sia facile nella vita di coppia oppure quando si parla tra amici che si conoscono da tanto tempo. Quando l&#8217;altro\/a parla, la tentazione \u00e8 quella di rispondergli subito, come se sapessimo gi\u00e0, per filo e per segno, quello che vuol dire.<\/p>\n<p>Cos\u00ec perdiamo la capacit\u00e0 di ascoltare, di lasciargli terminare il discorso.<\/p>\n<p>Si creano cos\u00ec delle tempeste di parole, che spesso scatenano tanti guai, specialmente quando sono il modo normale di comunicare, specialmente all&#8217;interno della coppia, o anche tra genitori e figli, e tra figli e genitori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Succede una cosa analoga anche qui a Nazareth tra Ges\u00f9 e i suoi compaesani. \u00ab<i>Da dove gli vengono queste cose?\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>Loro pensano di sapere gi\u00e0 tutto di Ges\u00f9. Non accettano la sorpresa. Non sono disposti a lasciarsi stupire.<\/p>\n<p>Facciamo cos\u00ec, abitualmente, anche noi davanti a Ges\u00f9, alla sua parola. Anzi, anche molti cristiani non si lasciano stupire nemmeno quando, in chiesa, ascoltano il Vangelo. Alle loro orecchie suona come qualcosa di molto lontano, perch\u00e9 sommerso dall&#8217;abitudine. Dormono. Perci\u00f2 non si lasciano scuotere, non si lasciano interpellare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli abitanti di Nazareth, che sono riuniti nella sinagoga per pregare e ascoltare la Parola di Dio, come noi adesso, hanno davanti a se le parole sapienti e i gesti prodigiosi di Ges\u00f9, ma tutto questo lo prendono a rovescio:\u00ab<i>e che sapienza \u00e8 quella che gli \u00e8 stata data?\u00bb<\/i>, si domandano mentre ascoltano la sua splendida Parola.<\/p>\n<p>E ancora \u00ab<i>e i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani?\u00bb. <\/i>Vedono le cose straordinarie da lui compiute, ma sembrano come perdersi. Il loro sguardo li acceca. Le loro orecchie si chiudono.<\/p>\n<p>Come dice, nella prima lettura, Dio stesso, mentre chiama il suo profeta: \u00ab<i>quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal il cuore indurito\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p>Questo, come dir\u00e0 poi Ges\u00f9 stesso, \u00e8 il &#8216;destino&#8217; di ogni profeta. Molto spesso (\u00ab<i>ascoltino o non ascoltino\u00bb<\/i>) la sua parola, nella quale risuona la Parola del Signore, per infiniti motivi, viene respinta, cade nel vuoto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, questa gente si giustifica anche nel suo rifiuto: \u00ab<i>non \u00e8 costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di &#8230; E le sue sorelle, non stanno qui da noi?\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p>Vedete come pian piano questa gente si ostina sempre pi\u00f9 nel suo rifiuto!<\/p>\n<p>Alla fine, sembra esserci quasi una colpa di Ges\u00f9. Come se dicesse: &#8220;ma chi \u00e8 crede di essere questo qui? \u00c8 uno come noi! Si \u00e8 montato la testa? Sta proprio esagerando. Gli altri \u2013 si dicono \u2013 li pu\u00f2 ingannare, ma noi no! Noi lo conosciamo bene&#8221;.<\/p>\n<p>Addirittura, l&#8217;evangelista dice che Ges\u00f9 per loro era motivo di scandalo. Era un ostacolo, un inciampo, un impedimento, un vero e proprio <i>boomerang<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La risposta di Ges\u00f9 \u00e8 composta e soprattutto di grande franchezza.<\/p>\n<p>Davanti al &#8220;muro di gomma&#8221; di quanti lo ascoltano, anche con amarezza, dice che &#8220;<i>nessuno \u00e8 profeta in patria&#8221;,<\/i> come diciamo anche noi in modo oramai proverbiale. Questa parola di Ges\u00f9, in effetti, per noi \u00e8 diventata un proverbio che fa parte della nostra cultura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma la cosa pi\u00f9 sorprendente \u00e8 quella annotazione che Marco sembra buttare l\u00ec, quasi di passaggio, ma che in realt\u00e0 \u00e8 la rivelazione di una verit\u00e0 fondamentale: \u00ab<i>e l\u00ec non poteva compiere nessun prodigio\u00bb <\/i>\u2013 anche se poi la parola viene un po&#8217; sfumata: \u00ab<i>ma solo impose le mani a pochi malati, e li guar\u00ec\u00bb <\/i>\u2013.<\/p>\n<p>Dinnanzi a chi non crede, Ges\u00f9 si trova come incatenato, bloccato, impedito nel suo agire. Non certo perch\u00e9 Ges\u00f9 fosse timido o poco coraggioso, no! In modo pi\u00f9 profondo, qui si dice che la sapienza di Dio e la sua grazia, che si manifestano nelle opere di Ges\u00f9, non sono qualcosa di automatico che piove dal cielo, ma sono l&#8217;inizio di una relazione. Cos\u00ec se l&#8217;uomo si chiude all&#8217;accadere di questa grazia che lo precede ha il terribile &#8216;potere&#8217; di annullarla, dispone di essa.<\/p>\n<p>Un po&#8217; come quando noi rifiutiamo un dono: non gli permettiamo di accadere.<\/p>\n<p>\u00c8 bellissima questa grazia di Dio, insieme cos\u00ec potente e debole!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ges\u00f9 accetta di entrare nella nostra storia. Per lui, per primo, vale quella bellissima parola di Paolo, nella seconda lettura: \u00ab<i>la forza si manifesta pienamente nella debolezza\u00bb<\/i>. La forza della grazia di Dio, in Ges\u00f9 si manifesta come una debolezza che \u00e8 affidata alla nostra libert\u00e0.<\/p>\n<p>Quando un uomo e una donna si aprono all&#8217;amore del Signore allora permettono all&#8217;opera di Dio di manifestarsi in tutta la sua forza e bellezza.<\/p>\n<p>Ma, come dice Paolo, occorre sempre ricordare: \u00ab<i>ti basti la mia grazia\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una parola meravigliosa, non solo per Paolo, ma per tutti noi:<\/p>\n<p>se lasciamo operare in noi la grazia di Dio, allora la nostra vita diventa un miracolo, suo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I concittadini di Ges\u00f9, riuniti della Sinagoga ad ascoltarlo, si stupiscono delle Sue parole. Non sono pronti ad accogliere il Suo messaggio perch\u00e9 presumono di conoscere gi\u00e0 tutto di Lui. 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