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{"id":114733,"date":"2015-11-06T08:00:43","date_gmt":"2015-11-06T07:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/?p=114733"},"modified":"2015-11-09T18:25:19","modified_gmt":"2015-11-09T17:25:19","slug":"il-miracolo-delladozione-donare-accoglienza-a-un-bambino-abbandonato-e-ricevere-da-lui-molto-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/il-miracolo-delladozione-donare-accoglienza-a-un-bambino-abbandonato-e-ricevere-da-lui-molto-di-piu\/","title":{"rendered":"Il miracolo dell\u2019adozione: donare accoglienza a un bambino abbandonato \u00e8 ricevere da lui molto di pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><i><a href=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/vedova-povera1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-114734\" style=\"margin: 5px;\" alt=\"vedova povera\" src=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/vedova-povera1.jpg\" width=\"400\" height=\"286\" data-id=\"114734\" srcset=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/vedova-povera1.jpg 400w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/vedova-povera1-150x107.jpg 150w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/vedova-povera1-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/vedova-povera1-77x55.jpg 77w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Le Letture di questa XXXII Domenica del Tempo ordinario ci parlano di persone senza pi\u00f9 speranze e senza alcuna possibilit\u00e0 per l\u2019avvenire. Ma ancora in grado di donare qualcosa al prossimo. Come i bambini abbandonati, dimenticati in qualche istituto, apparentemente senza futuro. E tuttavia pronti a donare se stessi alle famiglie che si mostrano pronte ad accoglierli, anche se giungono da una terra straniera e non li hanno mai incontrati prima. \u00c8 il miracolo dell\u2019accoglienza: quello che sperimentano tutte le famiglie adottive che donano il proprio amore a un bambino abbandonato e ricevono in cambio molto di pi\u00f9.<\/i><\/p>\n<p><i>Da questi temi prende spunto la riflessione proposta da don Maurizio Chiodi, assistente spirituale nazionale di Ai.Bi. Amici dei Bambini e de La Pietra Scartata, per domenica 8 novembre.<\/i><\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><\/h3>\n<h3>PRIMA LETTURA Dal primo libro dei Re <a href=\"http:\/\/www.bibbiaedu.it\/bibbia2008\/1Re%2017%2C10-16%26layout%3D3%26hs%3d2\">1Re 17,10-16<\/a><\/h3>\n<p><i>In quei giorni, il profeta El\u00eca si alz\u00f2 e and\u00f2 a Sar\u00e8pta. Arrivato alla porta della citt\u00e0, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiam\u00f2 e le disse: \u00abPrendimi un po&#8217; d&#8217;acqua in un vaso, perch\u00e9 io possa bere\u00bb.<\/i><\/p>\n<p><i>Mentre quella andava a prenderla, le grid\u00f2: \u00abPer favore, prendimi anche un pezzo di pane\u00bb. Quella rispose: \u00abPer la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po&#8217; d&#8217;olio nell&#8217;orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andr\u00f2 a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo\u00bb.<\/i><\/p>\n<p><i>El\u00eca le disse: \u00abNon temere; va&#8217; a fare come hai detto. Prima per\u00f2 prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poich\u00e9 cos\u00ec dice il Signore, Dio d&#8217;Israele: &#8220;La farina della giara non si esaurir\u00e0 e l&#8217;orcio dell&#8217;olio non diminuir\u00e0 fino al giorno in cui il Signore mander\u00e0 la pioggia sulla faccia della terra&#8221;\u00bb.<\/i><\/p>\n<p><i>Quella and\u00f2 e fece come aveva detto El\u00eca; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l&#8217;orcio dell&#8217;olio non diminu\u00ec, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di El\u00eca.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>SECONDA LETTURA <\/b><b>Dalla lettera agli Ebrei <\/b><a href=\"http:\/\/www.bibbiaedu.it\/bibbia2008\/Eb%209%2C24-28%26layout%3D3%26hs%3d2\"><b>Eb 9,24-28<\/b><\/a><\/p>\n<p><i>Cristo non \u00e8 entrato in un santuario fatto da mani d&#8217;uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso pi\u00f9 volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.<\/i><\/p>\n<p><i>Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli \u00e8 apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini \u00e8 stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, cos\u00ec Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparir\u00e0 una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l&#8217;aspettano per la loro salvezza.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>VANGELO Dal Vangelo secondo Marco <a href=\"http:\/\/www.bibbiaedu.it\/bibbia2008\/Mc%2012%2C8-44%26layout%3D3%26hs%3d2\">Mc 12,8-44<\/a><\/h3>\n<p><i>In quel tempo, Ges\u00f9 [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: \u00abGuardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna pi\u00f9 severa\u00bb.<\/i><\/p>\n<p><i>Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gett\u00f2 due monetine, che fanno un soldo.<\/i><\/p>\n<p><i>Allora, chiamati a s\u00e9 i suoi discepoli, disse loro: \u00abIn verit\u00e0 io vi dico: questa vedova, cos\u00ec povera, ha gettato nel tesoro pi\u00f9 di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere\u00bb.<\/i><\/p>\n<div>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Parola di Dio di questa domenica, nella prima lettura e nel Vangelo, ci offre due episodi stupendi, ciascuno a modo suo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il primo libro dei Re, racconta una storia che \u00e8 letteralmente stupenda, perch\u00e9 \u00e8 un \u2018miracolo\u2019: \u2018miracolo\u2019 infatti significa, anzitutto, un evento che ci lascia stupiti, che suscita in noi meraviglia, emozione, perch\u00e9 ci colpisce e non ci pu\u00f2 lasciare indifferenti.<\/p>\n<p>Come vedete, dunque, sono tanti i \u2018miracoli\u2019 che accadono anche nella vita quotidiana, perch\u00e9 sono tante le situazioni, gli eventi, che provocano la nostra capacit\u00e0 di stupirci, di meravigliarci, e che per questo ci fanno pensare al Signore, al suo amore per noi, alla sua bellezza, alla sovrabbondanza dei suoi doni e delle sue grazie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La storia \u00e8 molto semplice.<\/p>\n<p>Il profeta Elia va a Sarepta, una citt\u00e0 della Fenicia, in terra pagana, mentre su tutta la regione infuria una terribile siccit\u00e0. Non c\u2019era pi\u00f9 acqua nei torrenti, nei fiumi, nei pozzi.<\/p>\n<p>Arrivato in citt\u00e0, alla porta, ancor prima di entrare, per ordine del Signore, scorge una povera vedova che stava raccogliendo legna. Dal dialogo con questa donna, subito dopo, appare chiaro che questa sta compiendo gli ultimi gesti della sua vita. Questa vedova povera non ha pi\u00f9 nulla da mangiare e nemmeno da bere. Con i pezzi di legna che sta raccogliendo, far\u00e0 cuocere quel po\u2019 di farina che ha ancora, con un goccio di olio, ne manger\u00e0, lei e suo figlio, e poi a tutti e due non rester\u00e0 che attendere la morte.<\/p>\n<p>E\u2019 una situazione drammatica. Questa donna non ha pi\u00f9 nulla per vivere:<i> \u00abmangeremo e poi moriremo\u00bb. <\/i>C\u2019\u00e8 dolore e disperazione, nelle sue parole, ma insieme anche una grande dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Il profeta le chiede <i>\u00abun po&#8217; d&#8217;acqua<\/i> e <i>\u00abanche un pezzo di pane\u00bb. <\/i><\/p>\n<p>Ma che cosa pu\u00f2 dargli se non ne ha nemmeno per se stessa e per suo figlio?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A volte, magari spesso, \u00e8 capitato anche a noi di trovarci in situazioni in cui ci \u00e8 parso di non aver pi\u00f9 nessuna risorsa, nessuna speranza, nessun futuro, nessuna possibilit\u00e0. In questi momenti non abbiamo la forza per pensare agli altri. Siamo talmente deboli che non riusciamo nemmeno a provvedere a noi stessi. In una situazione analoga, a questa povera vedova il profeta Elia fa una incredibile promessa, a nome del Signore, il Dio di Israele.<\/p>\n<p>Notate che questa donna era straniera, praticava un\u2019altra religione, credeva in un altro dio, era pagana.<\/p>\n<p>Il profeta le dice: \u201cse tu ti fidi delle mie parole, se tu mi doni quello che ti ho chiesto, pur essendo tu cos\u00ec allo stremo, vedrai che il Signore non ti far\u00e0 mancare di nulla\u201d. Come a dire: \u201cse tu mi doni quel poco che hai, il Signore stesso ti ridoner\u00e0, con sovrabbondanza e in modo stupendo, quello che tu credevi di aver perduto\u201d.<\/p>\n<p>E cos\u00ec avvenne. Questa donna si fida della parola del profeta<i>: \u00ab&#8221;La farina della giara non si esaurir\u00e0 e l&#8217;orcio dell&#8217;olio non diminuir\u00e0.&#8221;\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u2018miracolo\u2019, qui raccontato, \u00e8 un\u2019opera davvero prodigiosa.<\/p>\n<p>Eppure miracoli di questo genere, forse un po\u2019 meno clamorosi, non sono poi tanto rari. Non vi \u00e8 mai capitato di aver fatto un piccolo dono a qualcuno e di aver poi scoperto che, in cambio, avete ricevuto molto di pi\u00f9 di quel poco che voi avevate donato?<\/p>\n<p>E\u2019 vero, molte volte, in tanti modi, capita di partire per donare e di tornare ricchi di quello che l\u2019altro e gli altri ci hanno donato!<\/p>\n<p>Non \u00e8 anche questo un miracolo, per cui dobbiamo avere occhi per vedere e per gustare?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una scena analoga, senza tuttavia che accada nessun miracolo e quindi in modo pi\u00f9 \u2018sobrio\u2019, \u00e8 descritta nel Vangelo.<\/p>\n<p>Qui dobbiamo metterci nei panni di Ges\u00f9, dobbiamo guardare con lo sguardo e gli occhi suoi. Ges\u00f9 \u00e8 nel tempio e sta parlando<i> \u00aballa folla\u00bb.<\/i> Pronuncia delle parole molto dure e severe contro gli scribi, coloro che conoscevano bene la Legge e tutta la Scrittura<i>: \u00abGuardatevi dagli scribi\u00bb, <\/i>dice loro.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 non ha nulla contro questa gente, per\u00f2 l\u2019esperienza gli ha insegnato come gli scribi approfittino del loro sapere, per sfoggiare e ostentare se stessi con tanta vanit\u00e0. Amano essere salutati, \u2018riveriti\u2019, invidiati, temuti: approfittano del loro potere!<\/p>\n<p>Ricercano i privilegi, i posti migliori, quando vanno nei luoghi di culto e nei banchetti. Fingono di pregare, solo per farsi vedere. Sono spietati con i poveri e i piccoli. <i>\u00abEssi riceveranno una condanna pi\u00f9 severa\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>Ges\u00f9 con grande forza, in nome di Dio, svela la miseria di questa gente, apparentemente \u2018di chiesa\u2019.<\/p>\n<p>Con il suo sguardo acuto, Ges\u00f9 va oltre l\u2019esteriorit\u00e0 e smaschera la menzogna, la miseria e la meschinit\u00e0 che si nascondono dietro certi comportamenti \u2018religiosi\u2019.<\/p>\n<p>Non dovremmo anche noi, che siamo, pi\u00f9 o meno, \u2018gente di Chiesa\u2019, farci un bell\u2019esame di coscienza?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure non \u00e8 ancora arrivato il cuore e il culmine della scena.<\/p>\n<p>Concluso il suo discorso, sempre nel tempio, Ges\u00f9 si siede, in silenzio, <i>\u00abdi fronte al tesoro\u00bb<\/i>, dove venivano raccolte le offerte date in elemosina, per provvedere ai bisogni del tempio.<\/p>\n<p>Dice il Vangelo che Ges\u00f9,<i> \u00abseduto \u2026, osservava come la folla vi gettava monete\u00bb.<\/i> Immaginiamocelo Ges\u00f9 che sta l\u00ec, seduto, in silenzio, con tanta calma e guarda, osserva, con i suoi occhi bellissimi, trasparenti, puri, capaci di arrivare nell\u2019intimo delle persone che incontra, anche solo per un istante.<\/p>\n<p>Facciamo addirittura lo sforzo di guardare con i suoi stessi occhi. Mettiamoci anche noi, con la nostra fantasia, dinnanzi a questo luogo delle offerte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ges\u00f9 vede che <i>\u00abtanti ricchi ne gettavano molte\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>E\u2019 una parola molto scarna, questa, ma dietro possiamo indovinare molto altro.<\/p>\n<p>I ricchi che arrivano l\u00ec, al tesoro, \u2018gettano\u2019 molte monete, con ampi gesti, con esibizione e con ostentazione. Possiamo immaginare questi gesti ampi, larghi, fatti perch\u00e9 tutti possano ben vedere la loro \u2018generosit\u00e0\u2019. <i>\u00abGettavano\u00bb<\/i> le monete, magari preziose, e stavano l\u00ec ad aspettare di sentirne il tintinnio, nel tesoro. E, magari, con la coda dell\u2019occhio, compiaciuti, questi ricchi \u2018controllavano\u2019 gli sguardi di chi assisteva alla scena. Pieni di s\u00e9, credevano di dare molto, ma stavano dando solo <i>\u00abparte del loro superfluo\u00bb<\/i>, come dir\u00e0 Ges\u00f9 stesso.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, questa gente non d\u00e0 nulla di s\u00e9. D\u00e0 solo quel che avanza e solo in parte!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Invece, a un certo punto, all\u2019improvviso arriva <i>\u00abuna vedova povera\u00bb<\/i> che, con gesto quasi furtivo, nel tesoro, getta solo <i>\u00abdue monetine, che fanno un soldo\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>E\u2019 un\u2019offerta poverissima, che non serve a nulla.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 rimane folgorato. Stavolta non \u00e8 lui a fare \u2018un miracolo\u2019.<\/p>\n<p>E\u2019 lui che assiste a un miracolo e lui ha gli occhi per vederlo, per riconoscerlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Allora, con solennit\u00e0, chiama a s\u00e9 tutti i suoi discepoli e apre loro gli occhi sul miracolo che, forse, \u00e8 sfuggito al loro sguardo:<i> \u00abquesta vedova, cos\u00ec povera ha gettato nel tesoro pi\u00f9 di tutti gli altri\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>Ma, Signore, che cosa dici? Potremo domandargli, stupiti, magari un po\u2019 irritati anche noi \u2026<\/p>\n<p>Ci risponde Ges\u00f9: diversamente dai falsi generosi, <i>\u00abnella sua miseria<\/i> <i>questa vedova, cos\u00ec povera\u00bb,<\/i> nel tesoro ha gettato tutto quello che aveva, <i>\u00abtutto quanto aveva per vivere\u00bb.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la fede: la scelta di donare tutto, magari poco, ma tutto.<\/p>\n<p>Se doniamo tutto, anche se \u00e8 poco, \u00e8 perch\u00e9 ci fidiamo di Dio e affidiamo a lui la nostra vita.<\/p>\n<p>Con sorprendente sovrabbondanza, il Signore ci doner\u00e0 molto di pi\u00f9 di quel che noi abbiamo donato!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Letture di questa <strong>XXXII Domenica del Tempo ordinario<\/strong> ci parlano di persone senza pi\u00f9 speranze e senza alcuna possibilit\u00e0 per l\u2019avvenire. Ma ancora <strong>in grado di donare<\/strong> qualcosa al prossimo. 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