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{"id":12467,"date":"2010-04-16T14:16:37","date_gmt":"2010-04-16T13:16:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/?p=12467"},"modified":"2010-04-16T14:18:44","modified_gmt":"2010-04-16T13:18:44","slug":"moldova-due-storie-una-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/moldova-due-storie-una-famiglia\/","title":{"rendered":"Moldova, due storie, una famiglia."},"content":{"rendered":"<p>La storia di due coppie di fratelli, uniti dall&#8217;amore di una famiglia che li ha accolti in affido.<\/p>\n<p>I fratelli V., e I., accolti nella Casa Mario sono due bambini di 11 e 6 anni.<\/p>\n<p>Provengono dal distretto di Criuleni e nonostante ancora molto piccoli, i bambini hanno vissuto un passato tumultuoso.<\/p>\n<p>I fratelli, insieme a loro madre, abitavano nella casa della bisnonna. L\u2019abitazione era condivisa anche con alcuni cugini materni.<\/p>\n<p>Purtroppo, nessuno degli adulti poteva essere una risorsa per i bambini, visto che tutti conducevano uno stile di vita amorale: abusavano di alcool ed erano molto violenti. I bambini assistevano spesso a episodi sgradevoli e non poche volte sono state vittime degli adulti. In una lite domestica fra i genitori, V. \u00e8 stato colpito, accidentalmente, alla testa con un martello.<\/p>\n<p>Succedeva spesso che la madre sparisse di casa per periodi abbastanza lunghi, lasciando i piccoli con la bisnonna anziana, molto malata e quindi, incapace di prendersi cura dei bambini. Gli abitanti del villaggio li vedevano spesso a vagare per le strade, malandati e sporchi.<\/p>\n<p>Hanno quindi segnalato il  caso ai Servizi Sociali ed al Consiglio regionale, si \u00e8 deciso che i due minori venissero istituzionalizzati in una struttura di tipo residenziale (un orfanotrofio).<\/p>\n<p>I bambini sono stati istituzionalizzati 2 anni e la madre gli ha fatto visita una sola volta.<\/p>\n<p>La vita dei bambini si svolgeva fra l\u2019istituto e la scuola, non sono mai andati da nessuna parte, a aprte nel periodo estivo che venivano accolti presso una famiglia battista. Gli unici momenti felici che i bambini si ricordano durante la permanenza in quella famiglia era quando andavano a letto. Ci hanno infatti parlato spesso del famoso \u201dletto a piani\u201d del quale sono rimasti molto entusiasti.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i bambini, V., il pi\u00f9 grande \u00e8 molto attento nei confronti del piccolo I. Gli sta sempre vicino e lo aiuta come pu\u00f2. Spesso quando incontrava l\u2019assistente sociale, a scuola, V. le correva incontro per chiederle se era riuscita a trovare una famiglia che potesse accoglierli, o almeno solo un padre, con il quale giocare a calcio. V. infatti, ama il calcio.<\/p>\n<p>Un giorno abbiamo saputo della disponibilit\u00e0 di una coppia moldava di avviare una Casa Famiglia dove accogliere bambini come i fratelli V. e I., per offrire loro le cure l\u2019amore di cui hanno bisogno.<\/p>\n<p>Dopo un periodo di affiatamento, abbiamo notato che i bambini si sono adattati molto presto alle nuove condizioni ed hanno scoperto tantissime passioni comuni con i loro \u201cgenitori\u201d, tra le quali, ovviamente, il calcio. Anche i due genitori \u2013 educatori sono molto entusiasti dei bambini e dei rapporti che sono riusciti a sviluppare in breve periodo.<\/p>\n<p>Le altre bambine accolte sono le sorelle I. e L., anche loro di 11 e 6 anni. Le bambine sono nate nel villaggio di Lucaceni, distretto di Falesti.<\/p>\n<p>Il caso delle due sorelle ci \u00e8 stato segnalato da un rappresentante della Sezione di Assistenza Sociale, membro anche della Chiesa Evangelica della localit\u00e0. Il rappresentante and\u00f2 a fare una visita alla famiglia e trov\u00f2 una situazione veramente disastrosa, la casa era in pessime condizioni. La madre alcolizzata era immobilizzata al letto. Le uniche che la curavano erano le bambine. In seguito all\u2019intervento dei servizi di assistenza sociale, la famiglia ha ricevuto un piccolo aiuto economico), nonch\u00e9 alimenti e carburante (per poter riscaldare la casa) da parte della Chiesa.<\/p>\n<p>I soldi sono stati spesi, con l\u2019aiuto dell\u2019assistente sociale, per l\u2019acquisto dei beni, invece, gli alimenti, abbiamo saputo che la madre li ha scambiati per l\u2019alcol.<\/p>\n<p>A quei tempi, la figlia pi\u00f9 grande frequentava una scuola del villaggio vicino, situato a 4 chilometri di distanza. Siccome non aveva i soldi per il trasporto, I. andava a piedi e spesso, a causa della denutrizione (mangiava una sola volta al giorno, in quanto beneficiava di una mensa gratuita a scuola), non aveva neanche le forze necessarie per camminare. Questo, ovviamente, aveva un\u2019influenza negativa sulla riuscita scolastica della bambina.<\/p>\n<p>La piccolina invece, non aveva neanche il certificato di nascita, per cui non frequentava l\u2019asilo d\u2019infanzia.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi sono state istituzionalizzate ed anche se si trovavano bene in istituto, aspettavano comunque la visita della madre, che purtroppo, non \u00e8 mai avvenuta.<\/p>\n<p>Il caso delle minori \u00e8 stato discusso anche durante una riunione con l\u2019equipe multidisciplinare, in seguito alla quale si \u00e8 deciso che potevano essere accolte nella Casa Mario.<\/p>\n<p>Sin dal primo giorno, tutti i bambini sono riusciti a creare dei buoni rapporti tra di loro.<\/p>\n<p>I genitori hanno apparecchiato il tavolo, hanno mangiato tutti insieme e poi sono usciti nel cortile per farli familiarizzare con i dintorni della casa.<\/p>\n<p>I piccoli sono rimasti in compagnia della madre e si sono offerti persino di aiutarla nei lavori domestici.<\/p>\n<p>I. si \u00e8 messa a fare la pulizia nel cortile e V. invece, per essere anche lui al centro dell\u2019attenzione ci ha fatto una bella dimostrazione delle sue performance sportive.<\/p>\n<p>Tutto il giorno \u00e8 passato tranquillamente, caratterizzato da un ambiente sereno. I bambini si rivolgevano ai due genitori-educatori con \u201cSignora Mariana\u201d e \u201cSignore Oleg\u201d, il giorno dopo invece, hanno superato le barriere ed hanno iniziato a rivolgersi con \u201cMamma\u201d e \u201cPap\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>I due genitori ci hanno confessato poi che erano felicissimi nel sentire queste parole.<\/p>\n<p>Inoltre, i piccoli hanno fatto conoscenza con la famiglia allargata e cos\u00ec loro zio \u00e8 diventato \u201cBadea\u201d Igor. Questo infatti, \u00e8 un modo di chiamare un fratello pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Lo zio \u00e8 quello che accompagna i bambini a scuola e va a riprenderli. Sempre lui li ha presentati agli altri bambini della localit\u00e0. L\u2019ultimo si \u00e8 gi\u00e0 fatto amici nella sua classe e frequenta volentieri la scuola.<\/p>\n<p>V. fa parte della squadra di calcio della scuola ed e\u2019 uno dei giocatori pi\u00f9 bravi.<\/p>\n<p>In questo tempo molto breve, abbiamo notato che i bambini sono diventati pi\u00f9 sicuri di se stessi. Tutti desiderano rendersi utili ed aiutano con piacere i genitori, chi porta l\u2019acqua dal pozzo, chi fa il fuoco, chi a dare una mano alla mamma nel fare le pulizie, chi a dare da mangiare agli animali. Sono veramente molto legati alla loro nuova abitazione e condividono volentieri lavori e opinioni. Ovviamente, non mancano i capricci, soprattutto di I., che \u00e8 il pi\u00f9 piccolo della casa ed anche il pi\u00f9 birichino, ma i genitori sono pazienti ed entusiasti di vederli tutti insieme davanti al tavolo e di dare loro il bacio di buona notte, la sera, prima di accompagnarli al letto a piani assai desiderato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di due coppie di fratelli, uniti dall&rsquo;amore di una famiglia che li ha accolti in affido. I fratelli V., e I., accolti nella Casa Mario sono due bambini di 11 e 6 anni. 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