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{"id":133936,"date":"2016-09-29T16:55:26","date_gmt":"2016-09-29T14:55:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/?p=133936"},"modified":"2016-10-03T17:38:47","modified_gmt":"2016-10-03T15:38:47","slug":"la-lettera-aperta-di-due-zii-voi-non-lo-immaginate-ma-questa-e-la-vita-che-fanno-gli-orfani-di-femminicidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/la-lettera-aperta-di-due-zii-voi-non-lo-immaginate-ma-questa-e-la-vita-che-fanno-gli-orfani-di-femminicidio\/","title":{"rendered":"La lettera aperta di due zii. \u201cVoi non lo immaginate, ma questa \u00e8 la vita che fanno gli orfani di femminicidio\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-133937 size-full\" src=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/bambino-rifiutato-1.jpg\" alt=\"bambino-rifiutato\" width=\"400\" height=\"286\" data-id=\"133937\" srcset=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/bambino-rifiutato-1.jpg 400w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/bambino-rifiutato-1-150x107.jpg 150w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/bambino-rifiutato-1-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/bambino-rifiutato-1-77x55.jpg 77w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Il terrore vissuto si concretizza anche fisicamente, di giorno hanno <strong>tremori forti<\/strong> e inarrestabili, pallore, <strong>occhi sbarrati, rannicchiamento, isolamento e dondolio del corpo<\/strong>\u2026 di sera sono assaliti da paure, <strong>si fanno accompagnare in tutte le stanze, anche in bagno non riescono a stare da soli<\/strong>. Le notti sono sempre con la luce accesa, insonni, non basta tenerli per mano, con i letti tutti accostati, <strong>si svegliano di soprassalto per gli incubi<\/strong>, con <strong>urla<\/strong>, tremori ed <strong>enuresi<\/strong>. Anche quando dormono si contorcono e <strong>il loro volto \u00e8 deformato dal terrore.<\/strong> E ancora grandi difficolt\u00e0 di concentrazione e di memoria, isolamento, irritabilit\u00e0, instabilit\u00e0, <strong>aggressivit\u00e0,<\/strong> sensi di colpa e di ingiustizia, <strong>vergogna di sentirsi diversi,<\/strong> trattati con compatimento, <strong>guardati con piet\u00e0 o curiosit\u00e0<\/strong>. Sopra ogni cosa, anche di giorno, tanta, tanta paura: <strong>innanzitutto che il padre fugga dal carcere e uccida anche loro,<\/strong> paura della confusione, dei rumori, del sangue, degli odori di quel giorno, paura delle ombre, dell\u2019imprevedibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Sono gli orfani del femminicidio<\/strong>, bambini e bambine, ma anche adolescenti, ragazzi, che spesso assistono all\u2019omicidio della madre e che da quel momento <strong>perdono non solo l\u2019amore pi\u00f9 grande, la sicurezza, la casa, ma anche se stessi. <\/strong>E per ritrovarsi, per riacquistare fiducia nel futuro, \u00e8 una lunga marcia. Al loro fianco nonni, zii, altre volte famiglie affidatarie.<\/p>\n<p>Sull\u2019argomento torna La Stampa che ieri 28 settembre ha pubblicato la lettera aperta di due zii che raccontano quanto i loro nipoti, vittime di femminicidio, vivano direttamente sulla loro pelle. Tre drammi contemporanei: <strong>il dramma degli orfani, della guerra e del terremoto<\/strong><\/p>\n<p>Alla fine della lettera vengono messi in evidenza <strong>gli innumerevoli paradossi del malfunzionamento del sistema<\/strong>, dovuto anche, ma non solo, a carenze legislative, che vittimizzano ulteriormente questi orfani speciali.<\/p>\n<p>Ma soprattutto noi ci chiediamo:\u00a0 <strong>per questi bambini, orfani, \u00e8 meglio che vengano adottati e inviati il pi\u00f9 lontano possibile dal luogo del delitto per far si che possano dimenticare o andare in una famiglia di parenti?<\/strong> Per una loro reale ed effettiva rinascita, non sarebbe auspicabile darli in adozione ed essere accolti da una famiglia che sappia loro trasmettere amore e sicurezza? Dove soprattutto nessun elemento li ricolleghi ad un passato da dimenticare?<\/p>\n<p>Ecco la versione la versione originale della lettera aperta pubblicata su La Stampa il 28 settembre 2016.<\/p>\n<p><em>Gentile Direttore, <\/em><\/p>\n<p><em>siamo Agnese e Giovanni Paolo, zii affidatari di due orfani di femminicidio, abbiamo partecipato al Convegno Switch-off sugli \u00aborfani speciali\u00bb del 21 settembre alla Camera dei Deputati. Esprimiamo profonda gratitudine alla dottoressa Anna Costanza Baldry e ai suoi collaboratori che, con il loro studio scientifico serio, approfondito, umano, hanno fatto luce su questa grave piaga sociale. Nessuno pu\u00f2 lontanamente immaginare cosa vivono questi bambini, solo chi sta al loro fianco comprende e condivide il dolore e la tragedia, ogni istante del giorno e della notte, incessante, devastante. <\/em><\/p>\n<p><em>Questi bambini, in un attimo, vivono tre drammi: il dramma degli orfani, il dramma della guerra, il dramma del terremoto. <\/em><\/p>\n<p><em>1) Il dramma degli orfani perch\u00e9 perdono entrambi i genitori, ma in modo unico, terribile: in un momento di quotidianit\u00e0, nella sicurezza della loro casa, la loro madre viene uccisa dal padre, che diventa l\u2019assassino, l\u2019incubo, l\u2019imprevedibilit\u00e0 pi\u00f9 terrificante.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>2) Il dramma della guerra perch\u00e9 vedono la guerra a casa loro: spari, urla, sangue e morte. <\/em><\/p>\n<p><em>3) Il dramma dei terremotati perch\u00e9 perdono la loro casa, le loro cose, i loro giochi per sempre, nulla esiste pi\u00f9, solo distruzione\u2026\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Come si sentono i bambini\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>I nostri due nipotini di 8 e 10 anni, accolti nei primi giorni dai nonni materni anziani e poi da noi zii e dai nostri due figli, sono travolti da realt\u00e0 pesantissime: il funerale, il dolore del lutto loro e dei familiari, la mancanza di tutti i riferimenti, i giochi, gli effetti personali, la casa. Sono catapultati in una nuova realt\u00e0 familiare dalle abitudini pressoch\u00e9 sconosciute, esposti ai commenti degli adulti, alle domande dei bambini, alle notizie e alle foto di mamma e pap\u00e0 sui giornali e su internet. Poi inizia la fase del processo, la condanna. Rivivono ogni istante \u00abil fatto\u00bb, cos\u00ec come lo chiamano loro, e lo raccontano minuziosamente ai familiari, alle insegnanti, alla psicologa e si chiedono: \u00abPerch\u00e9 non possiamo raccontarlo al giudice?\u00bb. Quei pochi minuti durano per ore, prima narrati con fatica immane, poi scritti, con calligrafia alterata dalla mano rigida. Tante domande e sensi di colpa, per essersi salvati e non aver potuto salvare, per non essere stati sentiti: \u00abZia, come faccio a dire al giudice ci\u00f2 che veramente \u00e8 successo?\u00bb.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Dopo la tragedia, il terrore vissuto si concretizza anche fisicamente, di giorno hanno tremori forti e inarrestabili, pallore, occhi sbarrati, rannicchiamento, isolamento e dondolio del corpo\u2026 di sera sono assaliti da paure, si fanno accompagnare in tutte le stanze, anche in bagno non riescono a stare da soli. Le notti sono sempre con la luce accesa, insonni, non basta tenerli per mano, con i letti tutti accostati, si svegliano di soprassalto per gli incubi, con urla, tremori ed enuresi. Anche quando dormono si contorcono e il loro volto \u00e8 deformato dal terrore. I disturbi fisici di giorno sono imbarazzanti: balbuzie, tic, psoriasi, nausea, inappetenza, quello pi\u00f9 mortificante \u00e8 l\u2019enuresi\u2026\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>I disturbi psichici sono: grandi difficolt\u00e0 di concentrazione e di memoria, isolamento, irritabilit\u00e0, instabilit\u00e0, aggressivit\u00e0, distacco emotivo, forte conflittualit\u00e0 tra fratelli, sensi di colpa e di ingiustizia, vergogna di sentirsi diversi, trattati con compatimento, guardati con piet\u00e0 o curiosit\u00e0. Sopra ogni cosa, anche di giorno, tanta, tanta paura: innanzitutto che il padre fugga dal carcere e uccida anche loro, paura della confusione, dei rumori, del sangue, degli odori di quel giorno, paura delle ombre, dell\u2019imprevedibilit\u00e0. Frequentare la scuola diventa una fatica immane, non si \u00e8 pi\u00f9 abili come prima, ci si sente incapaci, sfortunati a vita, si vuole essere invisibili e lasciati in pace. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Tutti i luoghi frequentati precedentemente, scuola, sport, parco giochi, luoghi di svago, il mare non danno pi\u00f9 sollievo, destano in loro fortissimi ricordi e sprofondano in frequenti, dolorosi flash back. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un posto, a loro conosciuto, che dia un po\u2019 di sollievo e pace, bisogna portarli in ambienti nuovi e ricercarli accuratamente, che siano tranquilli e poco frequentati. Sono di una fragilit\u00e0 assoluta: qualsiasi piccolo episodio di tensione o di aggressivit\u00e0 nella vita sociale, manda questi bambini completamente in tilt per intere settimane, si sentono perseguitati e riaffiora in loro il forte senso di colpa, di impotenza. <\/em><\/p>\n<p><em>Durante il giorno se ne escono, all\u2019improvviso, coi loro racconti agghiaccianti e tante, profonde domande\u2026 <\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 fondamentale un immediato e valido supporto psicologico per questi bambini e un lavoro di squadra costante tra psicoterapeuta, famiglia e scuola. <\/em><\/p>\n<p><em>Come si sente la famiglia affidataria parentale.<\/em><\/p>\n<p><em>Per i parenti affidatari e i loro figli, noi abbiamo gi\u00e0 due figli, tutto cambia, si stravolge. Oltre a vivere i drammi dei bambini, si affronta un percorso a ostacoli: il sequestro dell\u2019abitazione, l\u2019autopsia, le deposizioni dai carabinieri, gli incontri con l\u2019avvocato, il processo, il Tribunale dei Minori, l\u2019Asl, gli enti assistenziali e anche le istituzioni comunali e regionali per chiedere un aiuto. In un istante sono spazzati via serenit\u00e0, abitudini, comodit\u00e0, tempo libero, progetti, clima allegro, vacanze, relazioni, vita sociale e possibilit\u00e0 economiche. Anche la propria amata casa viene stravolta, per creare nuovi spazi, i ritmi e lo stile di vita sono completamente modificati, totalmente rivolti alla gestione dell\u2019emergenza pi\u00f9 stravolgente e coinvolgente che possa esistere: curare e salvare questi bambini, non si riesce a pensare ad altro. Si devono prendere decisioni immediate, complicate, delicate per il futuro di questi bimbi, sia dal punto di vista delle azioni legali, burocratiche, amministrative, che dal punto di vista della salute, delle terapie psicologiche, delle scelte scolastiche, doposcuola, assistenza allo studio e tempo libero. Tutto senza trascurare nulla, pensando ad ogni risvolto psicologico, scegliendo per loro ambienti contenuti, rassicuranti.<\/em><\/p>\n<p><em>Nell\u2019immane impresa di prendersi cura di loro, si lavora a costruire una nuova famiglia senza smantellare l\u2019equilibrio di quella preesistente, continuando a svolgere la propria attivit\u00e0 lavorativa. La carenza di riposo e le notti insonni per gli incubi dei nipoti, che perdurano per anni, rendono tutto estremamente faticoso, sempre pi\u00f9 pesante. Si sopporta tutto, con amore, tenacia, forza, unione, dedizione, entusiasmo. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Ci\u00f2 che veramente \u00e8 insopportabile, che causa una fatica disumana, compromettendo il difficile equilibrio psicofisico ed economico dell\u2019intero nuovo nucleo familiare, sono gli ostacoli inaspettati per quanto riguarda la tutela e il sostegno ai minori e a tutto il nuovo nucleo familiare; ostacoli che si incontrano, assurdamente, proprio con gli enti che sono preposti per supportare i minori in difficolt\u00e0 e le loro famiglie affidatarie.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Sono gli innumerevoli paradossi del malfunzionamento del sistema, dovuto anche, ma non solo, a carenze legislative, che vittimizzano ulteriormente questi orfani speciali. Nella nostra storia, purtroppo, sono affiorate tutte queste assurdit\u00e0, fortemente discriminanti nei confronti di queste vittime, \u00e8 emerso il non rispetto di diritti garantiti anche dalla Convenzione di Istanbul: articolo 5 risarcimento alle vittime, articolo 26 protezione e supporto ai bambini testimoni di violenza, articolo 46 circostanze aggravanti. Facciamo appello a tutte le autorit\u00e0 politiche affinch\u00e9 si lavori in coralit\u00e0 e si legiferi al pi\u00f9 presto per tutelare anche questi deboli e indifesi, un esercito di orfani invisibili a cui dobbiamo un futuro migliore.<\/em><\/p>\n<p>Fonte : La Stampa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il terrore vissuto si concretizza anche fisicamente, di giorno hanno tremori forti e inarrestabili, pallore, occhi sbarrati, rannicchiamento, isolamento e dondolio del corpo&hellip; di sera sono assaliti da paure, si fanno accompagnare in tutte le stanze, anche in bagno non riescono a stare da soli. 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