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{"id":218708,"date":"2024-01-08T07:40:59","date_gmt":"2024-01-08T06:40:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/?p=218708"},"modified":"2024-01-08T14:27:31","modified_gmt":"2024-01-08T13:27:31","slug":"bambinixlapace-profughi-ucraini-moldova-svetlana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/bambinixlapace-profughi-ucraini-moldova-svetlana\/","title":{"rendered":"#BAMBINIxLAPACE. Le storie dei profughi ucraini in Moldova: conosciamo Svetlana e le sue sfide"},"content":{"rendered":"<h2>Grazie al progetto di adozione a distanza #BAMBINIxLAPACE, nonostante le difficolt\u00e0 linguistiche e culturali, una madre ucraina ha scelto di iscrivere i suoi tre figli in una scuola moldava, per garantire loro un&#8217;educazione di qualit\u00e0 e un futuro migliore. Leggi la sua storia<br \/>\n<!--more--><\/h2>\n<p><em>\u201cUn genitore che vuole bene ai suoi figli, prima di tutto si occupa della loro educazione, restando consapevole del ruolo della scuola e dell\u2019importanza della comunicazione con i pari in ambiti sicuri e adatti alle loro esigenze di crescita. Dopo l\u2019educazione che il bambino riceve in famiglia, la scuola \u00e8 una tappa successiva che non deve mancare per niente dal suo percorso di sviluppo\u201d.<br \/>\n<\/em>Questa \u00e8 la convinzione di Svetlana, una madre ucraina, che \u00e8 riuscita ad iscrivere tutti i suoi tre figli in una scuola moldava a pochi giorni dall\u2019arrivo nel Paese.<br \/>\nContrariamente agli altri genitori ucraini che, per motivi facilmente da capire, hanno preferito per i loro figli la scuola on-line o l\u2019homeschooling ad una scuola con partecipazione fisica, in cui si insegna in russo per\u00f2, Svetlana ha giocato tutte le sue carte, facendo frequentare i suoi figli una scuola moldava, che \u00e8 una delle <a href=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/moldova-nuovo-anno-scolastico\/\">istituzioni dotate di tutto lo strumentario necessario<\/a> da Amici dei Bambini.<br \/>\n\u201cLa sfida \u00e8 stata molto salata\u201d \u2013 racconta \u2013 \u201cma anche cos\u00ec, sono convinta di aver fatto la scelta migliore, sia per i bambini, sia per noi adulti che, una volta inseriti i figli nel processo educativo, abbiamo potuto tornare alla normalit\u00e0, cio\u00e8 trovare un lavoro e continuare la vita senza rimanere dipendenti dagli aiuti umanitari\u201d.<br \/>\nSvetlana, come tanti altri suoi connazionali parlano con riconoscenza della Moldova e del suo popolo che, sin dai primi giorni di accoglienza dei profughi ucraini, ha continuato a condividere e ad assicurare il benessere di coloro che ancora stanno arrivando.<br \/>\n<em>\u201c\u2026 Ma la dignit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra cosa\u201d,<\/em> opina Svetlana, sostenendo che a quasi due anni di permanenza in una casa che ti ha aperto le porte, non si \u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 profugo, n\u00e9 ospite. Si \u00e8, cittadini responsabili e rispettosi. Proprio per queste ragioni, Svetlana ha insistito che i suoi bambini imparassero la lingua romena e partecipassero ai corsi adempiendo agli obblighi scolastici parimente agli studenti moldavi, ormai diventati amici dei suoi figli.<br \/>\nDi grande aiuto \u00e8 stato il <strong>Centro Risorse Educazionali<\/strong>\u00a0(EduTechLab) che accoglie bambini ucraini e moldavi, proponendo loro attivit\u00e0 di sviluppo e ricreazione in una maniera ricreativa, divertente ed efficiente.<\/p>\n<h3>Una nuova vita<\/h3>\n<p>In Ucraina, Svetlana lavorava come commessa, perci\u00f2 non ha avuto difficolt\u00e0 a trovare un lavoro simile in Moldova. Suo marito si \u00e8 facilmente integrato nel settore delle costruzioni. Nonostante gli stipendi modesti, Svetlana \u00e8 contenta che alla cenna si raduna tutta la famiglia e che prima di coricarsi al letto i bambini ricevono il bacino della buona notte sia dalla mamma, che dal pap\u00e0. Ma non \u00e8 stato sempre cos\u00ec. Se nel caso dei due genitori i ritmi sembravano ripresi, invece per i piccoli \u201cil grande cambiamento\u201d era ancora all\u2019inizio. La differenza di contenuto nelle materie scolastiche, i nuovi compagni, la nuova abitazione (vivono in cinque in una stanza di appena 30 m.q.), la nuova scuola con regole ed esigenze del tutto nuove\u2026 la nuova lingua &#8211; <em>\u201cuna tortura\u201d <\/em>che, alle dette della madre, ogni mattina diventava pi\u00f9 grande ed<em> \u201cimpossibile da gestire senza gridi e minacce.\u201d<\/em> Al tutto si aggiungeva l\u2019et\u00e0 preadolescenziale ed il trauma della guerra che ha lasciato impronte molto forti nei bambini di 8, 10 e 12 anni.<br \/>\n<em>\u201cIl pi\u00f9 capriccioso, oppositivo e a volte anche violento \u00e8 stato il figlio di 10 anni. So che pi\u00f9 di una volta ha fatto piangere i suoi professori e li ringrazio di tutto cuore per non aver mollato, per la loro attenzione e cura che hanno dimostrato sempre nei confronti dei miei bambini e degli altri ragazzi rifugiati.\u201d<\/em> \u2013 racconta Svetlana.<\/p>\n<h3>Lezioni a scuola e fuori scuola<\/h3>\n<p>Spinta dalla disperazione, la madre si \u00e8 vista costretta a tornare in Ucraina, portando con s\u00e9 i figli pi\u00f9 grandi, mentre la piccola era rimasta in Moldova con il padre.<br \/>\nAppena arrivati in Ucraina si sono capitati in mezzo ad un attacco missilistico.<br \/>\n\u201cSirene che urlavano, gente che correva per nascondersi negli spazi sotterranei strapieni, umidi, sporchi, con odori insopportabili, servizi che mancano del tutto nella nostra zona, perch\u00e9 \u00e8 la pi\u00f9 bombardata\u2026 e la paura che \u00e8 diventata parte della vita quotidiana di chi \u00e8 rimasto nella citt\u00e0. \u00c8 stato questo il quadro della nostra Patria che abbiamo ritrovato dopo un anno. Stranamente, ma \u00e8 forse, <em>grazie<\/em> a questo quadro orrendo che ho potuto ricuperare mio figlio. Passato lo choc, con il rientro in Moldova, era un altro bambino. Anzi, si \u00e8 dichiarato felice perch\u00e9 sta bene e in pace, perch\u00e9 a scuola pu\u00f2 frequentare un centro risorse come questo, pu\u00f2 stare in un banco pulito, ha una sedia ergonomica, altro che le pietre fredde e sporche del nascondiglio sotterraneo (\u2026) per lui \u00e8 stata una lezione molto dura, ma credo che anzitutto sia stato un insegnamento per la vita\u201d.<\/p>\n<h3>Sostieni anche tu la campagna #BAMBINIXLAPACE<\/h3>\n<p>Serve ancora il sostegno di tutti per venire incontro ai tanti bisogni delle donne, mamme e famiglie colpite dal conflitto. Chiunque pu\u00f2 dare il suo contributo attraverso una\u00a0<strong>donazione \u201cuna tantum\u201d\u00a0<\/strong>o\u00a0<strong>sostenendo il progetto di adozione a distanza\u00a0dei bambini e le famiglie ucraine<\/strong>, per dare continuit\u00e0 agli interventi che l\u2019associazione compie ogni giorno nel contesto dell\u2019iniziativa #BAMBINIXLAPACE. Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/emergenza-ucraina\/?scelta=Adozione%20a%20Distanza\"><strong>QUI<\/strong><\/a>\u00a0per partecipare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie al progetto di adozione a distanza #BAMBINIxLAPACE, nonostante le difficolt&agrave; linguistiche e culturali, una madre ucraina ha scelto di iscrivere i suoi tre figli in una scuola moldava, per garantire loro un&rsquo;educazione di qualit&agrave; e un futuro migliore. 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