﻿{"id":46650,"date":"2013-03-01T18:35:13","date_gmt":"2013-03-01T17:35:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/?p=46650"},"modified":"2013-03-01T18:35:45","modified_gmt":"2013-03-01T17:35:45","slug":"figli-in-provetta-di-3-genitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/figli-in-provetta-di-3-genitori\/","title":{"rendered":"Figli in provetta di 3 genitori"},"content":{"rendered":"<p><b style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/figli-in-provetta-di-3-genitori\/detail-test-tube\/\" rel=\"attachment wp-att-46655\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-46655\" alt=\"detail-Test-tube\" src=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/detail-Test-tube.jpg\" width=\"100\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/detail-Test-tube.jpg 100w, https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/detail-Test-tube-55x55.jpg 55w\" sizes=\"auto, (max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a>Il 9 maggio del 202, una Commissione della Food and Drug Administration, l\u2019agenzia di farmacovigilanza americana, discusse pubblicamente un fatto straordinario: fra il 1998 e il 2002, in tre cliniche degli Stati Uniti erano nati con fecondazione assistita pi\u00f9 di 23 bambini con un Dna appartenente a 3 persone, due donne e un uomo.<\/b><span style=\"color: #000000;\"> Per la prima volta nella storia dell\u2019umanit\u00e0 era stata manipolata\u00a0 la linea germinale \u2013 cio\u00e8 i gameti \u2013 di alcuni esseri umani mediante una particolare procedura chiamata \u201c trasferimento ooplasmatico\u201d, che consentiva di trasmettere questo loro particolarissimo Dna alle generazioni future, contrariamente a quanto stabilito dalle pi\u00f9 importanti convenzioni internazionali, da quella di Oviedo e dell\u2019Unesco sul genoma. \u00a0Ma poi, considerato l\u2019elevato numero di malformazioni verificatesi in quei nati, e la scarsit\u00e0 di studi su animali di\u00a0 dati pre- clinici a disposizione, la Fda decise di bloccare quel tipo di procedure.<\/span><\/p>\n<p><b style=\"color: #000000;\">La notizia avrebbe dovuto far scalpore almeno quanto ne aveva suscitato la nascita della pecora Dolly per clonazione<\/b><span style=\"color: #000000;\">, considerata anche la spregiudicatezza\u00a0 dell\u2019esperimento in s\u00e9, applicato alla procreazione di essere umani nonostante studi pregressi insufficienti, e con ben poche certezze sulla salute dei bambini nati a seguito di queste manipolazioni. Una superficialit\u00e0 e un cinismo non nuovi, purtroppo, nel settore della fecondazione assistita, ma non per questo meno raggelanti. Ma nonostante la portata\u00a0 e le inaccettabili modalit\u00e0 con cui era stata condotta, l\u2019intera vicenda rimase a conoscenza dei soli \u201caddetti ai lavori\u201d. La si pu\u00f2 trovare citata , in nota in un parere del nostro Comitato nazionale per la biotica su chimere e ibridi, in riferimento a un verbale di una riunione dell\u2019Hfea, l\u2019authority inglese su fecondazione assistita\u00a0 ed embriologica.<\/span><\/p>\n<p><b style=\"color: #000000;\">Non sappiamo cosa ne sia stato di quei bambini con un Dna unico al mondo, proveniente da tre persone<\/b><span style=\"color: #000000;\">. Le modifiche genetiche potrebbero aver avuto effetti in questi anni, potrebbero averne nei successivi, o forse nei loro discendenti o forse mai: a tutt\u2019oggi, di queste persone la letteratura scientifica\u00a0 sembra aver perso le tracce.\u00a0 Ma il tentativo di procreare\u00a0 esseri umani con Dna di tre persone non \u00e8 mai stato abbandonato nei laboratori. L\u2019attenzione degli studiosi non \u00e8 mai venuta meno, anzi, \u00e8 cresciuta nel tempo, tanto che lo scorso anno l\u2019Hfea ha lanciato una consultazione pubblica sull\u2019argomento, in Gran Bretagna, per informare l\u2019opinione pubblica della possibilit\u00e0 di ammettere questo tipo di pratiche nelle cliniche inglesi e verificare l\u2019accettazione di questo tipo di esperimenti, in vista della possibilit\u00e0 di renderli leciti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La procedura \u00e8 stata presentata sempre nella solita chiave terapeutica, \u00e8 cio\u00e8 come <strong>innovativa terapia genica delle linee germinali, allo scopo di prevenire malattie ereditarie [..]<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nello scorso ottobre e a dicembre, l\u2019importante rivista scientifica britannica Nature ha pubblicato due articoli sull\u2019argomento. Nel primo, alcuni ricercatori dell\u2019Oregan hanno spiegato di essere riusciti a produrre linee staminali embrionali umane fecondando ovociti geneticamente modificati in laboratorio: un Dna complessivo, quello degli embrioni ottenuti, ancora una volta riconducibile a tre persone, due donne e un uomo, ma formato con una tecnica differente rispetto a quella applicata negli Stati Uniti pi\u00f9 di dieci anni prima. Due mesi pi\u00f9 tardi in un secondo articolo, un team di scienziati ha illustrato una tecnica pi\u00f9 sofisticata della precedente, che consente la produzione di ovociti modificati apparentemente privi di anomalie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\" data-mce-mark=\"1\"><strong>La notizia \u00e8 rimbalzata sui media di tutto il mondo<\/strong> \u2013 dall\u2019Economist al Wall Street Journal \u2013 che hanno ripetuto il mantra della nuova scoperta per prevenire malattie ereditarie, spesso glissando sul \u201cparticolare\u201d patrimonio genetico dei nascituri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il copione, insomma, \u00e8 sempre los tesso: in nome di ipotetiche terapie per patologie attualmente incurabili, si cerca di far accettare dall\u2019opinione pubblica, e di fare autorizzare giuridicamente, qualsiasi esperimento tecnicamente realizzabile sugli esseri umani, nel tentativo di ridisegnarne i tratti fondanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il presunto fine \u00e8, in questo caso, impedire la trasmissione di alcune malattie ereditarie, dovute ad anomalie del Dna mitocondriale; il mezzo \u00e8 la modifica delle linee germinali umane e la creazione di esseri umani con un Dna inesistente in natura, proveniente da tre persone. Ma il vero fine \u00e8 saggiare l\u2019onnipotenza della tecno scienza, costi quel che costi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L\u2019autore principale della prima ricerca pubblicata su Nature, che ha avuto la maggior eco, \u00e8 Shokurat Mitalipov, uno dei ricercatori che sulla stessa rivista, nel novembre del 2007, spiegava di essere riuscito a produrre linee cellulari staminali embrionali clonate di macachi con la stessa tecnica con cui era stata fatta nascere la pecora Dolly: sarebbe dovuta essere la dimostrazione che quella modalit\u00e0 di clonazione funzionava in esseri viventi complessi come i primati, e quindi, in futuro, negli esseri umani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Letto il testo dell\u2019articolo, numeri alla mano, l\u2019esperimento si rivelava evidentemente fallimentare. Ma soprattutto gli autori molto sfortunati: nello stesso periodo lo scienziato giapponese Yamanaka pubblicava il suo lavoro decisivo sulle sue iPS \u2013 le staminali pluripotenti indotte \u2013 che metteva la parole fine a quel filone di ricerca sulla clonazione e che gli avrebbe aperto la strada al nobel.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Eppure la manipolazoione genetica di cui stiamo parlando, spacciata come prevenzione delle anomalie del Dna mitocondriale, oltre al problema del Dna innaturale e alla modifica ereditaria delle linee germinali, fa rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta: ripresenta cio\u00e8 il problema della clonazione umana, in termini ancora pi\u00f9 pesanti di quelli posti alla nascita della pecora Dolly.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per capire meglio dobbiamo entrare nel merito delle tecniche utilizzate. Un gamete femminile, cio\u00e8 u ovocita, \u00e8 una cellula che ha il 99,9% del suo patrimonio genetico nel Dna del nucleo, e lo 0,1%al di fuori del nucleo, nei mitocondri, che si ereditano solo per via materna tramite appunto gli ovociti, poich\u00e9 i mitocondri presenti negli spermatozoi si distruggono subito dopo la fecondazione, e non vengono trasmessi alla prole.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La prima tecnica utilizzata per eliminare i mitocondri portatori di anomalie genetiche, era il trasferimento ooplasmatico: dopo la manipolazione in laboratorio, l\u2019ovocita aveva mitocondri \u201csani\u201d insieme a quelli \u201canomali\u201d, con il Dna in totale proveniente da due donne. Abbandonata questa strategia a seguito dei fallimenti e del pronunciamento della FdA, le tecniche attualmente possibili sono tre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La prima, proposta nell\u2019articolo di Nature, consiste di nuovo in una manipolazione degli ovociti, una variante rispetto a quella precedente: i mitocondri anomali di una donna sono sostituiti con quelli sani di un\u2019altra donna. E\u2019 una specie di eterologa in cui la \u201cdonatrice\u201d cede solo una parte\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">dei propri ovociti a una donna che ne ha di geneticamente difettosi. Il Dna difettoso viene eliminato, e quello sano, della \u201cdonatrice\u201c, non contribuisce ai tratti somatici del bambino che eventualmente nascer\u00e0. Una procedura che pu\u00f2 essere utilizzata anche per tentare di \u201cringiovanire&#8221;gli ovociti di donne biologicamente anziane. Con la fecondazione in vitro dell&#8217;ovocita modificato, l&#8217;embrione risultante avr\u00e0 anche il contributo genetico del maschio, e quindi di tre persone complessivamente,<\/span><span style=\"color: #000000;\">in cui c`\u00e8 una \u201cmadre biologica parziale&#8221;che ha contribuito solo per una parte degli ovociti, cioe i mitocondri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La seconda procedura possibile prevede invece la sostituzione dei mitocondri malati con quelli sani mediante un trasferimento nucleare fra zigoti, cio\u00e8 embrioni al primo stadio di sviluppo, quello monocellulare: in sostanza, si manipolano due embrioni per formarne un terzo, che pu\u00f2 essere trasferito in utero ed eventualmente dar luogo a una gravidanza. Anche in questo caso l&#8217;eventuale nato da un embrione cosi ottenuto avrebbe il patrimonio genetico riconducibile almeno a tre persone: il Dna nucleare appartiene alla coppia portatrice di anomalie mitocondriali, quella che cerca di avere un figlio sano. I mitocondri appartengono alla donna che ha messo a disposizione un embrione sano, e quindi sono geneticamente legati a questa donna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Presso l&#8217;Universita di Newcastle sono stati condotti esperimenti di questo tipo, utilizzando embrioni provenienti da trattamenti di fecondazione in vitro ma non trasferiti in utero perch\u00e9 anomali. Il Nuffield Council &#8211; un importante comitato etico inglese -in un report sull&#8217;argomento, rende anche conto di notizie secondo le quali in Cina cinque embrioni cos\u00ec modificati sono stati trasferiti in utero, e successivamente abortiti, sia volontariamente sia spontaneamente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Si \u00e8 discusso, in letteratura, se questa procedura potesse essere considerata una clonazione, e la risposta data generalmente \u00e8 negativa, poich\u00e9 non e duplicato nessun individuo, e neppure nessun embrione. C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche chi la considera una clonazione contestuale alla distruzione dell`embrione clonato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Diversa la terza possibilit\u00e0. invece, per ora solo ipotizzata, che sarebbe sostanzialmente una clonazione multipla: un embrione con anomalie mitocondriali viene disgregato nelle sue cellule singole, i blastomeri, dai quali sono estratti i nuclei, che vengono poi trapiantati negli ovociti di\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">una seconda donna, precedentemente enucleati, con mitocondri sani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il risultato \u00e8 una serie di embrioni tutti uguali fra loro, nel Dna nucleare, tanti quanti gli ovociti enucleati: \u00e8 una vera e propria clonazione riproduttiva, dove per\u00f2 non si tratta di produrre una copia identica di un essere vivente adulto (come nel caso della pecora Dolly), ma di formare embrioni identici fra loro, clonando un embrione iniziale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Anche solo da una descrizione sommaria come questa appena fatta, si possono trarre alcune conclusioni. La prima \u00e8 che la complessit\u00e0 raggiunta dalle nuove tecnologie chiede sempre pi\u00f9 di entrare nel merito scientifico dei singoli esperimenti per darne adeguate valutazioni; la seconda \u00e8 che gi\u00e0 esistono persone, al mondo, con un patrimonio genetico modificato, fatte nascere in esperimenti che meriterebbero una stigmatizzazione innanzitutto da parte della comunit\u00e0 scientifica e medica, per il fatto stesso di essere stati condotti. Di queste persone sarebbe importante conoscere le sorti e lo stato di salute. E inoltre evidente pi\u00f9 che mai l`estrema vulnerabilit\u00e0 di tante coppie che accedono alle tecniche di fecondazione assistita, e la difficolt\u00e0, da parte di chi ne avrebbe il dovere e\/o la competenza, nel monitorare quel che sta accadendo. La terza \u00e8 che ancora una volta si copre, con la scusa di nuove terapie, il tentativo di ridisegnare in laboratorio esseri umani, manipolandoli nei primissimi istanti della loro esistenza, spesso senza conoscere neppure le conseguenze e i rischi di quelle manipolazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><b><i>\u00a0<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><b><i>(Da il Foglio, 1 Marzo 2013)<\/i><\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 9 maggio del 202, una Commissione della Food and Drug Administration, l\u2019agenzia di farmacovigilanza americana, discusse pubblicamente un fatto straordinario: <strong>fra il 1998 e il 2002, in tre cliniche degli Stati Uniti erano nati con fecondazione assistita pi\u00f9 di 23 bambini con un Dna appartenente a 3 persone, due donne e un uomo.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[71],"tags":[],"class_list":["post-46650","post","type-post","status-publish","format-standard","category-aibinews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v27.2 (Yoast SEO v27.3) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Figli in provetta di 3 genitori - Ai.Bi. 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