Buongiorno,
siamo una giovane coppia distrutta dal dolore per la perdita della nostra piccola. Nonostante il passare del tempo, la sensazione di vuoto non diminuisce e anche il rapporto tra di noi ne risente. Rischiamo di sfasciarci anche come coppia dopo che lo siamo stati come genitori.
Come possiamo fare? A chi possiamo chiedere aiuto?
Grazie per i consigli che potrete darci.

Marina ed Ernesto

 

Perdere un figlio è una delle esperienze più drammatiche e dolorose che possano capitare a dei genitori. Talmente “indicibile” che in italiano non esiste una parola per definire la condizione di genitore a cui è morto un figlio (mentre esiste la parola “orfano” per i figli senza genitori). Quando capita, durante il difficilissimo percorso di lutto è indispensabile farsi accompagnare per non rischiare di naufragare, proprio come sottolineate voi, singolarmente e come coppia.

Condividere, senza tacere

Il rischio di andare alla deriva dopo la morte di un piccolo è molto concreto, anche perché ciascuno ha il suo modo personale di reagire. Magari buttandosi sul lavoro, per provare a non pensare al vuoto devastante della perdita, oppure chiudendosi in se stessi, pensando che anche chi ci è vicino non potrà comprendere il nostro dolore e “non soffre quanto me”.
In più, può subentrare il senso di colpa, di chi pensa, da cristiano, di non avere abbastanza fede per superare tutto.

In questi casi, gli amici possono essere salvifici, aiutando la coppia a prendere la decisione di farsi aiutare. Solo, incontrando, insieme e personalmente, un terapeuta e partecipando a un gruppo di genitori che hanno vissuto la stessa esperienza, ce la si può fare.

La forza di un’unione contro il baratro della disperazione

Il fatto di poter condividere, di ascoltare le esperienze vissute da altri genitori, è un aiuto fondamentale per riuscire a esternare i propri sentimenti e quelle sensazioni a lungo taciute, senza la paura di sentirsi giudicati.

Capire che il proprio dolore non è “unico”, ma che anche altri lo stavano vivendo, permette a ciascuno di avere una nuova consapevolezza, da cui partire partiti per tornare ad aprirsi reciprocamente, scegliendo ancora una volta di sostenersi a vicenda e affrontare, insieme, una prova così aspra e dolorosa.

Un invito alla preghiera

Comunque ci rendiamo sempre conto che di fronte ad un dolore così immenso, ogni parola risulta vuota e priva di significato. Una cosa, però, possiamo fare, come Associazione “La Pietra Scartata”: invitare le nostre famiglie adottive e affidatarie a pregare per tutti i genitori afflitti da questa immane tragedia, affinché la speranza in Gesù Abbandonato in croce e Risorto possa sempre accompagnarli per tutti i giorni della loro vita: ” Gesù Abbandonato io confido in te “.

 

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