Il mistero della adozione nel colloquio fra Erica Palumbi e Franco Micucci, genitori adottivi di Yu e Mari e autori del libro Da Oriente a Occidente, e il presidente di Amici dei Bambini Marco Griffini

La presentazione del libro “Da Oriente a Occidente. L’amore senza confini di una famiglia adottiva” (Tau Editrice) è stata l’occasione per trattare alcuni aspetti significativi della spiritualità della adozione, entrando a piene mani nel suo meraviglioso mistero: come un atto di accoglienza possa far rinascere figli e genitori

La testimonianza di un progetto voluto da Dio

La testimonianza dei due genitori è stata molto significativa, perché, come ha sottolineato Marco Griffini introducendo la coppia, regala un messaggio importante di speranza in un momento nel quale anche le adozioni internazionali hanno subito un grosso calo, dettato dalla situazione. Per questo “È importante che chi ha avuto la fortuna (e la grazia) di fare questo percorso di adozione, lanci il suo messaggio di fiducia e speranza”. Quella stessa speranza che è il sigillo dei bambini abbandonati, che ogni giorno vivono nell’attesa che arrivi una nuova mamma e un nuovo papà.

Una speranza, come hanno giustamente raccontato Erica e Franco, che deve essere affidata: “È stato il Signore a scrivere il nostro programma di viaggio” – scrivono i due nel libro, sottolineando come in loro si sia attuato il progetto di Dio, al quale hanno detto di sì.

Paure e dubbi superati dal desiderio di chi si affida

Come succede a quasi tutti i genitori adottivi, anche Erica e Franco hanno sottolineato come si siano sentiti inizialmente smarriti davanti alle difficoltà di non riuscire ad avere un figlio. Ma è proprio qui che si è innescata la consapevolezza che, forse, il Signore aveva in serbo per loro un’altra strada. Quella, come Griffini non ha mancato di sottolineare, della vocazione a una sterilità feconda, capace di trasformare quel “vuoto” sperimentato nel terreno stesso su cui il Signore traccia la via della salvezza. Un percorso che porta al compimento del desiderio non “nonostante” la sterilità, ma proprio attraverso di essa.

È proprio da questa consapevolezza, che, poi, si dipana il racconto concreto delle due adozioni di Erica e Franco: la prima di una bambina piccola, mai uscita dall’istituto che la ospitava, in Cina. La seconda, in Colombia, più grande e dalla storia più complessa, con un fascicolo che la riguardava pieno di contraddizioni.

E ancora una volta, anche davanti alle paure suscitate da una situazione che non si conosce fino in fondo, la coppia ha deciso di affidarsi, di andare oltre la paura e prendere quell’aereo che li ha portati verso il loro secondo bambino.
“Oggi – hanno detto durante la presentazione– benediciamo di aver superato quella paura. Di esserci affidati a Maria nella preghiera e di aver preso quell’aereo”.
Con una gioia negli occhi che vale più di tante parole.

Il video completo della presentazione è visibile QUI

 

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