Papà Aurelio: L’esperienza della fede è la mia forza, nei momenti di difficoltà ci ha aiutato la preghiera”.

 In un momento storico scandito da culle sempre più vuote, l’allegra “truppa” della famiglia Anania, risveglia speranza e buon umore.

Una villetta a tre piani ospita i 16 membri della famiglia, 14 figli, più mamma e papà, ma in realtà sarebbero 16, se non fosse che Luca è fuori per lavoro e Priscilla si è sposata…

A raccontare una quotidiana giornata di routine al tempo del covid, è il Corriere della Sera.

 Parole d’ordine: programmazione, armonia, aiuto reciproco e preghiera!

 La sveglia anche in dad suona per tutti di buon mattino, alle 6.00.

C’è chi si stira, chi prepara la tavola, chi aiuta i più piccoli a prepararsi… tutti da Paola 8 anni, l’ultima arrivata, alla più grande, Marta, 26 anni, sanno bene quali sono i propri compiti e prima di accendere i pc ed iniziare le lezioni, tutti i membri della famiglia sono coinvolti nella liturgia delle lodi.

Si, perché la fede è davvero importante per la famiglia Anania. “L’esperienza della fede è la mia forza – racconta papà Aurelio – nei momenti di difficoltà ci ha aiutato la preghiera”.

Poi ecco l’accendersi dei pc… “È come stare alla Nasa” sottolinea scherzando Aurelio. Chi si posiziona all’ingresso, chi in camera, chi addirittura prende possesso del garage e chi in cucina, dove mamma Rita, per non fare rumore racconta di essere costretta a muoversi come “la pantera rosa”.

Quella degli Anania è una famiglia molto ben organizzata, dove regna altruismo e solidarietà. Il pomeriggio tutti collaborano nella realizzazione delle pulizie e la sera, dopo cena, mamma, papà e figli, si riuniscono per pregare ancora una volta assieme, recitando il rosario, perché “La preghiera annulla le fatiche”.

 

Tags: