Il commento del noto teologo al documento della Congregazione per la Dottrina della Fede circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso

È possibile impartire benedizioni alle unioni tra coppie dello stesso sesso? la Congregazione per la Dottrina della Fede risponde negativamente.

In alcuni ambiti ecclesiali si stanno diffondendo progetti e proposte di benedizioni per unioni di persone dello stesso sesso – si legge nel Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede ad un dubium circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso del 15.03.2021– Non di rado, tali progetti sono motivati da una sincera volontà di accoglienza e di accompagnamento delle persone omosessuali, alle quali si propongono cammini di crescita nella fede… – ma – … la benedizione delle unioni omosessuali non può essere considerata lecita, in quanto costituirebbe in certo qual modo una imitazione o un rimando di analogia con la benedizione nuziale, invocata sull’uomo e la donna che si uniscono nel sacramento del Matrimonio, dato che non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppur remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. La dichiarazione di illiceità delle benedizioni di unioni tra persone dello stesso sesso non è quindi, e non intende essere, un’ingiusta discriminazione, quanto invece richiamare la verità del rito liturgico e di quanto corrisponde profondamente all’essenza dei sacramentali, così come la Chiesa li intende”.

A spiegare il motivo della decisione della Congregazione per la Dottrina della Fede interviene anche Monsignor Bruno Forte, teologo, filosofo e Arcivescovo di Chieti, Vasto, in un’intervista al Mattino:

La famiglia, nel disegno del Signore è fondata sull’unione di un uomo e di una donna, benedetta nel sacramento, impegnata nella reciproca fedeltà e aperta alla procreazione. Tutte le persone come tali possono essere benedette se lo chiedono: ma un’unione fra persone dello stesso sesso assimilata alla famiglia non corrisponde alla volontà di Dio sulla creatura umana”.

Un giudizio negativo quindi, che si rivolge “esclusivamente” sulla tipologia di unione e che, ribadisce Mons Forte, non va assolutamente confusa con il giudizio sulla “persona in sé”:

I segnali dati dal Papa vanno tutti nella direzione del rispetto di ogni persona e del rifiuto a giudicare chiunque, perché solo Dio scruta e conosce i cuori: mai, però, Papa Francesco ha inteso equiparare al matrimonio secondo il disegno di Dio le unioni fra persone dello stesso sesso” .

Un giudizio quello sull’unione che deve essere tenuto ben distinto da quello sulle singole individualità e che non riguarda solo i legami tra persone dello stesso sesso, ma si allarga fino a ricomprendere anche quelli eterosessuali che siano sanciti al di fuori del sacramento matrimoniale:

rispetto e accoglienza vanno riservati a tutti – spiega Mons. Forte – ma questo non può mai significare oscurare, confondere o contraddire la verità della rivelazione, contenuta nella Parola di Dio e trasmessa nei secoli dalla Chiesa”.

 

Tags: