Gentile redazione,
chiedo già subito scusa per la domanda che sto per farvi: so che è qualcosa attraverso cui siamo passati tutti, sia da figli, sia da genitori, ma, quando ci si trova di fronte un figlio adolescente, che un giorno sogna a occhi aperti e l’altro piange come se il mondo dovesse finire… ogni aiuto è ben accetto. Parliamo di “cuore”, naturalmente, e della differenza che c’è tra l’amore vero e un semplice flirt: come posso aiutare mio figlio a capire la differenza e, soprattutto, a riflettere su come i rapporti occasionali sono qualcosa per cui non vale la pena perdersi e disperarsi?

Grazie per il vostro aiuto.
Un saluto
Carlotta


Gentile Carlotta,
il quesito che poni non è per nulla banale, anche se “ci siamo passati tutti”. Quando si è piccoli, si sfoglia la margherita giocando a “m’ama, non m’ama”. Quando si cresce, nulla sembra più un gioco e dire “ti amo” diventa tutto fuorché banale. Il problema, è che i ragazzi spesso fanno finta che non sia così.
Il flirt, infatti, cos’è se non la “finzione di un amore”?
È un comportarsi “come se” si amasse, ma, in fondo, senza spendere davvero il tempo per rafforzare questo amore, per farlo maturare. È un amore, se così possiamo dire, che va di fretta, che non mira al “per sempre”, come è anche giusto che sia, per certi versi. Il problema, però, è rendersi conto che quando ci sono di mezzo i sentimenti, non si può mai dare per scontata la reazione dell’altro.

Qualcuno flirta per verificare il suo potere di seduzione; qualcun’altro perché è un modo per alimentare la propria autostima; qualcuno, ancora, lo fa solo per gioco. Eppure, come si può essere certi che la persona che abbiamo di fronte non finisca per illudersi che quell’amore possa davvero essere “per sempre”? Qualche volta questo succede davvero, certo, e il flirt iniziale evolve in qualcosa di più profondo e duraturo, ma, in generale, è lecito giocare con il cuore di un’altra persona così alla leggera?

Forse è esagerato dire che il flirt è una bugia, ma, certo, il flirt gioca su un filo pericoloso: perché sa che i giovani sono assetati d’amore e, nel suo presentarsi affascinante, ammiccante e, in fondo, poco impegnativo, rischia di intrappolare i ragazzi nelle illusioni, nella parvenza di un amore vero che vero amore non è.
E, a forza di fingere, il pericolo è che ci si perda in quella rete di bugie dalla quale si rischia di non uscire: non tanto perché a un certo punto non si capisca la differenza con l’amore vero, ma, proprio perché capendola, non ci si sente più in grado di viverlo. Perché l’amore vero è anche impegno, è dedizione, è costanza, è senso di responsabilità, e volontà. Tutte cose che i ragazzi sanno affrontare e, forse, se ci sforziamo noi per primi di guardare bene in fondo al loro cuore, hanno anche voglia di farlo. Non incoraggiamoli, allora, ad accontentarsi di un amore fittizio, perché i giovani hanno bisogno di amare veramente. E, soprattutto, hanno bisogno di qualcuno che faccia capire loro che ne sono all’altezza.

 

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