Gentilissima redazione,

mi chiamo Giorgia e tra poco meno di un mese darò alla luce una bellissima bambina, che abbiamo deciso di chiamare Marta. Vengo subito al punto: io e mio marito non siamo sposati e la nostra non è proprio una famiglia di “credenti”: non andiamo mai a messa… non ci rivolgiamo a Dio nei momenti di difficoltà. Eppure, ora che Marta sta per venire al mondo, ci iniziamo a chiedere se sia giusto o meno battezzare nostra figlia…

Giorgia

Carissima Giorgia,

 sì, è cosa buona e giusta!

I Sacramenti sono il dono che il Signore Gesù Cristo, risorto e vivo in mezzo a noi, fa alla sua Chiesa perché in essa chiunque possa incontrarLo e vivere di Lui, alimentato e guidato dal suo stesso Spirito.

Risponde a questa convinzione la più “larga” condizione che la Chiesa pone per la celebrazione del Battesimo: che avvenga “nella fede della Chiesa”, tanto che, al limite, anche genitori non credenti possono chiedere il Battesimo per i figli, purché abbiano l’intenzione di ciò che crede la Chiesa e che la comunità dei credenti sia in effetti presente (il celebrante, il padrino e la madrina, i catechisti…). “La fede richiesta per il Battesimo non è una fede perfetta e matura, ma un inizio, che deve svilupparsi. Al catecumeno o al suo padrino viene domandato: «Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio»? Ed egli risponde: «La fede»! (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1253). Una fede che poi sarà chiamata a crescere con l’esperienza della iniziazione cristiana, più popolarmente detta “il catechismo”.

Il bene dei figli, dunque, precede e supera la situazione dei genitori per la ricezione dei Sacramenti.

Naturalmente coerenza vuole che la richiesta della coppia convivente contenga ed esprima in modo sincero anche le domande sulla propria fede: Chi è il Signore per noi? Come coltiviamo la nostra appartenenza alla Chiesa (o il rispetto, se si è di altra o nessuna religione)? Possiamo pensare al Matrimonio e muovere i nostri passi verso la libera e piena consapevolezza di questa decisione di fede? Se ci sono impedimenti come ne affrontiamo il dolore e come ci lasciamo incontrare e accompagnare dalla e nella Chiesa? Sentiamo e alimentiamo la fiducia nel cammino di fede che i figli faranno nella comunità e ne saremo partecipi come sarà possibile?

L’esperienza pastorale è piena di racconti di cammini di iniziazione cristiana di bambini che hanno portato nuova luce nella fede dei genitori e nella loro rinnovata appartenenza ecclesiale. E queste situazioni hanno non di rado mutato anche il volto delle parrocchie, condotte a una più docile e gioiosa capacità di vivere i Sacramenti e dei Sacramenti, meglio e più che solamente amministrarli.

 Don Massimiliano Sabbadini – Consigliere Spirituale La Pietra Scartata

 

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