“Aiutaci Signore a dare senso profondo alla parola Accoglienza, a fermarci sulla soglia delle lettere che la compongono, a farle entrare nelle nostre case e a trasformarle in vita, pane e giorni con la potenza del tuo Amore”

IL FILO DELLA PREGHIERA (giovedì 31 marzo alle ore 21.00)

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo. Amen.

Twitter di Papa Francesco

(Lunedì 28 marzo 2022)

“Preghiamo insieme senza stancarci,

la Regina della pace,

alla quale abbiamo consacrato l’umanità,

in particolare la Russia e l’Ucraina,

con una partecipazione grande e intensa,

per la quale ringrazio tutti voi”

Stralcio dall’udienza generale di Papa Francesco di mercoledì 23 marzo 2022: Catechesi sulla Vecchiaia – 5. La fedeltà alla visita di Dio per la generazione che viene.

“…Quando perdi la sensibilità del tatto o del gusto, te ne accorgi subito. Invece, quella dell’anima, quella sensibilità dell’anima puoi ignorarla a lungo, vivere senza accorgerti che hai perso la sensibilità dell’anima. Essa non riguarda semplicemente il pensiero di Dio o della religione. L’insensibilità dei sensi spirituali riguarda la compassione e la pietà, la vergogna e il rimorso, la fedeltà e la dedizione, la tenerezza e l’onore, la responsabilità propria e il dolore per l’altro. È curioso: l’insensibilità non ti fa capire la compassione, non ti fa capire la pietà, non ti fa provare vergogna o rimorso per avere fatto una cosa brutta. È così: i sensi spirituali anestetizzati confondono tutto e uno non sente, spiritualmente, cose del genere. E la vecchiaia diventa, per così dire, la prima perdita, la prima vittima di questa perdita di sensibilità. In una società che esercita soprattutto la sensibilità per il godimento, non può che venir meno l’attenzione verso i fragili e prevalere la competizione dei vincenti. E così si perde la sensibilità. Certo, la retorica dell’inclusione è la formula di rito di ogni discorso politicamente corretto. Ma ancora non porta una reale correzione nelle pratiche della convivenza normale: stenta a crescere una cultura della tenerezza sociale. No: lo spirito della fraternità umana – che mi è sembrato necessario rilanciare con forza – è come un abito dismesso, da ammirare, sì, ma… in un museo. Si perde la sensibilità umana, si perdono questi movimenti dello spirito che ci fanno umani…  Solo la vecchiaia spirituale può dare questa testimonianza, umile e folgorante, rendendola autorevole ed esemplare per tutti. La vecchiaia che ha coltivato la sensibilità dell’anima spegne ogni invidia tra le generazioni, ogni risentimento, ogni recriminazione per un avvento di Dio nella generazione che viene, che arriva insieme con il congedo della propria. E questo è quello che succede a un anziano aperto con un giovane aperto: si congeda dalla vita ma consegnando – tra virgolette – la propria vita alla nuova generazione…”.

Momento di silenzio (la durata è a discrezione di ciascuna famiglia)

  

Le preghiere delle famiglie:

Sara e Fabio chiedono a tutti noi di pregare così: “Accogliere deriva dallo stesso verbo di cogliere, raccogliere… Raccolgo qualcosa perché è prezioso, riconosco il suo valore, lo porto dentro casa. In questi giorni di guerra leggiamo tante volte la parola “accoglienza” che tanto ci è familiare: aiutaci Signore a dare senso profondo alle parole, a fermarci sulla soglia delle lettere che le compongono, a farle entrare nelle nostre case e a trasformarle in vita, pane e giorni con la potenza del tuo Amore”.

Tutti noi insieme, chiediamo al Signore di custodire questi amici: Morgan e Samuele, Lucas e Samuel con Jesuane, Paul, Marta, Andrea, Esther, Stefania, Francesca e Veronica, Xiuxiào, Filippo e Annalia, Giacomo, Jussara, Rafael, Kamelia, Fabio, Giuly, Pasquale, Martin, Gabriele e Pietro, Antonella, Daniela, Julia e Marjana, Rayan, Ray, Cindy, Mery, Artur, Mariangela, Rabia, William, Ronny, Kasambi, Chenchèn, Giulia, Aurora, Kevin e Francesco, Rosa, John, Paulo, Kakà, Maddi, Valentin, Johan e Cinthia.

(Ciascuno aggiunga i propri cari e ce lo comunichi, così li inseriamo. Indicateci anche le situazioni risolte, potremo così condividere con gioia gli effetti della nostra fiduciosa preghiera).   

 

Padre nostro…

 

Pensiero del giorno:

“L’amore è la più grande medicina.”

(Madre Teresa di Calcutta)

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male, e ci conduca alla vita eterna.

Amen.

 

Si consiglia di avere un simbolo, un oggetto o altro che ci permetta di fare un po’ di “deserto” intorno a noi (una Bibbia, o un crocefisso, o altro). Si consiglia inoltre che la preghiera sia recitata dalla coppia. Per coloro che recitano la Liturgia delle Ore potrebbe precederla o seguirla. Giorno previsto: il giovedì alle ore 21,00 (secondo le possibilità di ciascuna famiglia).

 Coloro che volessero inviarci le proprie preghiere o volessero chiedere di pregare per una persona a loro cara possono contattarci all’indirizzo: ilfilodellapreghiera@aibi.it

 

Sostieni anche tu la campagna di Ai.Bi. BAMBINIxLAPACE. chiunque può partecipare scegliendo una delle varie modalità di aiuto e vicinanza alle famiglie e i bambini ucraini. Perché, ora, il loro futuro dipende anche da te

 

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