Nel primo sabato del mese di aprile 2022 si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura di Lucia e Luigi D’Antonio (comunità La Pietra Scartata – Regione Campania). Prega insieme a noi, sabato 2 aprile alle ore 21.00 su Facebook e su Youtube

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 7,40-53)
In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.

Il commento di Lucia e Luigi

Una scena inquietante, preludio della Passione di Gesù: sullo sfondo, da un lato, una moltitudine indistinta, vagamente dialogante, di persone senza volto (“alcuni fra la gente”, “altri”, “le guardie, “i sacerdoti”, “i farisei”), contrapposti a un volto (“Nicodemo”). Si distingue l’impegno dei primi – teso alla qualificazione identitaria di Gesù (“è un profeta”, “è il Cristo”), all’analisi della sua provenienza con i correlati pregiudizi (“vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!”), sostenuto dall’assenza di fede (“ha forse creduto in lui …”) – dalla figura di Nicodemo che, avendo conosciuto Gesù, richiama alla Sua autenticità e al senso delle parole appena proferite dal Cristo (“sgorgheranno fiumi di acqua viva “).
Un netto contrasto di ruoli e di atteggiamenti, sintesi della rappresentazione simbolica del variegato caleidoscopio di persone, tutte inconsapevolmente co-attori del destino della vicenda umana di Gesù. Ma, come non trovare elementi di analogia con l’esperienza di ogni uomo e, finanche, dei bambini abbandonati.

Quante volte voi, da soli, nella quotidiana speranza di ritornare ad essere figli, intercettate sul vostro cammino uomini senza volto, chiamati – a vario titolo – ad orientare il vostro destino? Quante volte il pregiudizio della qualificazione identitaria, della provenienza definita da alcuni fra la gente, preclude più o meno consapevolmente le occasioni della vostra accoglienza? Quante volte non rispondiamo al vostro appello e la comune indifferenza (ciascuno tornò a casa sua) consolida la vostra condizione di abbandono? Quante volte, di contro, incontrate il vostro Nicodemo (che si riconosce come uno di voi), che – allargando le braccia dell’accoglienza con un vero atto di fede (credendo in voi) – riconosce integralmente il senso di originalità e di unicità che custodite?

Preghiamo

Nel primo mistero della gioia ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine
Preghiamo: Signore non abbandonarci alla tentazione dell’indifferenza rispetto all’emergenza planetaria dell’abbandono che, esaltata anche dalle guerre e da conflitti, coinvolge milioni di bambini sofferenti.

Nel secondo mistero della gioia ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta
Preghiamo: Signore sostieni tutte le coppie o famiglie che, sentendosi uno di loro, sono in attesa di accogliere un bambino abbandonato e credano con costanza e fede nel progetto di vita intrapreso.

Nel terzo mistero della gioia si contempla la nascita di Gesù nella capanna di Betlemme
Preghiamo: Signore dai un volto a quei funzionari o giudici minorili che, muniti di specifica responsabilità di tutela dei diritti dei bambini abbandonati, si distacchino da pregiudizi e tabù ed esaltino il loro impegno di orientamento verso una famiglia accogliente.

Nel quarto mistero della gioia ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe
Preghiamo: Signore sostieni la fede dei bambini abbandonati nel desiderio di una loro famiglia affinché, specialmente in questo momento di particolare crisi, non cedano alla disperazione.

Nel quinto mistero della gioia ricordiamo il ritrovamento di Gesù nel Tempio
Preghiamo: Signore volgi lo sguardo ai tanti giovani adolescenti, specialmente quanti adottati, che vivono disorientati alla ricerca della propria identità nella oggettiva difficoltà di un contesto sociale come quello attuale che presenta elementi di precarietà relazionale, prospettive incerte, ansie per un presente segnato da pandemie, guerre.

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