DOMENICA 10 APRILE. Domenica delle Palme. Cristina e Fernando Carallo (Comunità La Pietra Scartata – Regione Puglia) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 22,39-44.23,33-48)

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 22,39-44.23,33-48)
(Gesù) uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate, per non entrare in tentazione”. Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”. Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra.

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto.

Il commento di Cristina e Fernando 

Questa domenica ci fa entrare nella Settimana Santa e facciamo memoria della passione di Gesù. La liturgia della domenica delle palme ha due momenti importanti: la processione degli ulivi (ricorda l’entrata festosa di Gesù a Gerusalemme) e il racconto secondo Luca, che è il centro della stessa liturgia.

Gesù nel racconto della passione secondo san Luca affronta sofferenze indicibili, ma si affida al Padre. Egli nell’orto degli ulivi affronta una vera agonia, essa è angoscia che anticipa la morte. Gesù prega per poter sopportare ciò che dovrà vivere, chiede aiuto al Padre. Infine la rivelazione estrema di Cristo si ha sulla croce, dove chiederà perdono al padre che include tutti. Egli su quella croce perdona i suoi crocifissori e muore per chi lo rifiuta. La passione di Gesù ha un tempo, bisogna confrontare le nostre sofferenze non solo con il tempo presente, ma anche con la prospettiva finale.

La speranza c’è sempre e il Risorto da esempio di questo.

Leggendo la passione sembrerebbe che non ci siano speranze. Quante volte ci siamo lasciati trascinare dallo sconforto?

Pensiamo, noi genitori adottivi, quando abbiamo compreso che non potevamo avere i figli. Quell’angoscia, forse l’abbiamo provata, abbiamo pensato che Dio ci aveva abbandonato. Credo che anche i nostri figli, quando aspettavano una mamma e un papà che non arrivavano, avranno provato lo stesso dolore. Solo quando ci siamo affidati al Signore, pensando a quella Croce, lasciando che Dio curasse e rafforzasse la nostra anima abbiamo compreso che nella Croce c’era la speranza e quella speranza era la Resurrezione a nuova vita. Così si è aperto il cuore all’adozione, un atto grande d’amore.

Questa speranza ha coinvolto i nostri figli, che ci hanno accolto e abbiamo iniziato un nuovo cammino sicuri e forti che Dio è stato, è e sarà sempre con noi, perché solo Lui può vincere la morte e noi con Lui.

 

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