SABATO 16 APRILE. Veglia pasquale nella notte Santa della Resurrezione del Signore Gesù. Don Massimiliano Sabbadini (Consigliere Spirituale de La Pietra Scartata) commenta il passo del Vangelo di Luca (Lc 24,1-12)

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,1-12)

Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.

Il commento di Don Massimiliano 

«È RISORTO» – Al centro del brano evangelico che si proclama al culmine della Veglia pasquale sta l’affermazione che è anche il cuore della nostra fede e il suo fondamento: Gesù è risorto!

Non è solamente tornato a vivere temporaneamente, come accadde a Lazzaro, pure riportato in vita dal suo amico, ma destinato nuovamente a morire. Qui il Signore è “colui che è vivo”, non è più solo “vivente”, ma è “Il Vivente”. Su di Lui la morte non ha più potere e infatti non lo si deve cercare tra i morti, come fanno, piamente, le donne di Gerusalemme.

Anche per noi l’incontro con Gesù vivo non può avvenire nei confini di una commemorazione, di una devozione rivolta al passato, di un “corpo” da onorare ma che non sarebbe possibile seguire. L’esperienza di Cristo vivo è orientata dai “due uomini” in “abiti sfolgoranti” (facilmente identificabili, per chi conosce il linguaggio biblico, con Mosè ed Elia, i portavoce di Dio nella Prima Alleanza): “Ricordatevi di come vi parlò …”. E la stessa indicazione è ripresa e ampliata dal Risorto stesso nei brani successivi del Vangelo di Luca, quando incontra i discepoli di Emmaus e poi gli Apostoli, richiamandoli alle parole dette “quando era ancora con loro”, spronandoli a comprendere il senso delle Scritture tutte orientate alla passione, morte e resurrezione del Cristo, e aggiungendo per due volte la decisiva condivisione del cibo (il pane a Emmaus e il pesce arrostito a Gerusalemme).

È dunque nella Parola e nell’Eucarestia che possiamo incontrare il Vivente!

Ciò non limita la nostra esperienza di fede, anzi, la amplifica lasciando all’iniziativa inesauribile – eterna! – del Risorto di incontrarci, parlarci, toccarci, nutrirci, illuminarci e inviarci ad annunciarlo a tutti.

È molto consolante notare che la testimonianza delle donne non è subito accolta (appare anzi “come un vaneggiamento”) e che la comprensione della notizia pasquale avviene con difficoltà anche da parte degli apostoli, bisognosi di fasi successive per lasciarsi davvero convincere e coinvolgere da Cristo risorto. Forse è così anche per noi e per molti.

Nelle nostre famiglie si celebra probabilmente la Pasqua secondo le belle tradizioni, ma il desiderio e gli auguri di condivisione, di serenità e di pace, soprattutto in questi tempi tragici, non basteranno al cuore di ciascuno assetato nel più profondo di quella Vita che davvero vince la morte e ogni sua drammatica traccia sul nostro cammino.

Chiediamo allora gli uni per gli altri il dono di una fede sempre più autentica, toccata dall’incontro personale e vivo con il Signore, il Vivente che ci fa vivere con Lui e come Lui.

“O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo Figlio unigenito, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la risurrezione del Signore, di rinascere nella luce della vita, rinnovati dal tuo Spirito” (orazione colletta della Messa del giorno di Pasqua).

 

Tags: