Dopo una pausa di 4 anni, con un numero interamente dedicato alla spiritualità dell’affido, riprende le pubblicazioni la rivista semestrale per una cultura della accoglienza curata da La Pietra Scartata e Amici dei Bambini

Nel nuovo fascicolo di “Lemà sabactàni?”, sono disponibili sia il percorso che gli sviluppi del seminario – promosso e organizzato ad Assisi nel 2019 dal movimento Ai.Bi. Amici dei Bambini e dall’associazione La Pietra Scartata – dedicato al tema La follia dell’affido. Amare un figlio pur sapendo che non è mio figlio”, una giornata di studio, confronto e condivisione per istruire una prima riflessione sulla spiritualità di una specifica accoglienza che interpella tutti benché particolare.

Il seminario aveva a suo tempo proposto un approccio originale al tema se consideriamo che una riflessione sull’accoglienza affidataria, dopo la cosiddetta “vicenda di Bibbiano” – che ha smantellato fiducia, compromesso speranze e demolito prospettive – poteva essere attratta verso un profilo politico, sociale, psico-pedagogico, giuridico, amministrativo o gestionale per interpretare e proporre una possibile rivoluzione in tema di accoglienza familiare, ferita da uno scandalo con radici ancora oggi non del tutto evidenti e che ha fatto emergere una realtà e un sistema ostili all’accoglienza squisitamente familiare.

Al contrario, evitando tale traiettoria, le famiglie dei due enti hanno voluto raccogliere la sfida senza lasciarsi abbracciare dal soffocante sconforto e dalla delusione, esplorando l’ipotesi che questa esperienza di accoglienza, l’affido, possa avere una specifica e peculiare spiritualità, ovvero possa essere vissuta da persone – certo coinvolte in un sistema complesso e protagoniste di delicate e fragili relazioni – innanzitutto ispirate ed istruite dal senso cristiano dell’accoglienza.

Ecco la ragione che ha suggerito di collocarsi nella dimensione dell’ascolto della parola di Dio, attraverso l’individuazione di un brano che potesse essere un testo idoneo ad accompagnare l’analisi, l’esplorazione delle diverse dimensioni della vita di accoglienza, comprese quelle più faticose e quelle meno leggibili o interpretabili, nel desiderio di giungere a tratteggiare i primi elementi di una spiritualità dell’accoglienza affidataria, attraverso una iniziale ricognizione, quasi fenomenologica, dell’esperienza dell’accoglienza affidataria.

La “parabola del buon samaritano” (Lc 10,25-37) è quindi diventata il paradigma di lettura e di interpretazione dell’esperienza di accoglienza in affido di figli allontanati dalla propria famiglia, in grado di fare emergere o “spingere fuori” i suoi tratti peculiari e di istruire un suo idoneo profilo.

Il nuovo fascicolo di “Lemà sabactàni?”. Cosa è possibile trovare nella prima parte?

Nella prima parte del nuovo fascicolo sono ospitati i testi sia di alcuni dei diversi interventi proposti e condivisi durante il seminario, sia di riflessioni e approfondimenti che l’evento di Assisi ha successivamente suscitato.

Oltre alla traccia per la lectio divina del brano di Luca, “Abbi cura di lui”, proposta da don Massimilano Sabbadini (Consigliere spirituale dell’Associazione La Pietra Scartata; responsabile del Servizio per la famiglia della Diocesi di Milano), sono innanzitutto disponibili le testimonianze e le riflessioni di Maria Teresa e Sergio Bertoldo, Cristina e Paolo Pellini, Luca Russo e Marco Mazzi.

Mentre i coniugi Maria Teresa Giacomelli Sergio Bertoldo, (genitori adottivi ed affidatari dell’associazione La Pietra Scartata) con la propria testimonianza – “La compassione, l’ora giusta, il tempo della fiducia e la risorsa più preziosa” – hanno raccolto il paradigma della parabola, proposto e riconosciuto grazie alla condivisa lectio divina, avviando una prima rilettura della propria storia di affido familiare, i coniugi Cristina Riccardi Paolo Pellini (genitori affidatari del movimento Ai.Bi. Amici dei Bambini) raccogliendo le sollecitazioni della giornata di Assisi, hanno successivamente ripreso in considerazione la parabola intuendo nel buon samaritano una figura affascinante anche per l’accoglienza affidataria. La loro ricerca – “Interrompere il proprio viaggio, cambiare i programmi. Uno stile per l’affido” – ha esplorato la propria esperienza di affido, trovando opportuni anche alcuni collegamenti con l’enciclica di Papa Francesco sulla fraternità e l’amicizia sociale “Fratelli Tutti”.

Luca Russo (genitore affidatario dell’associazione Papa Giovanni XXIII), nel proprio contributo – “chi troviamo ‘moribondo’ su ciglio della strada?” – racconta e condivide alcuni emblematici frammenti della personale e affascinante esperienza vissuta con la moglie Laura nella propria casa-famiglia “fuori le mura” di Assisi. Marco Mazzi (genitore affidatario dell’associazione Famiglie per l’accoglienza), nel proprio testo – “in cammino verso Gerico” – rintraccia, con riferimento alla preziosa esperienza vissuta con la moglie Licia, la fatica di rivolgere lo sguardo verso quanti sono o si sentono interpellati da chi si trova “moribondo sul ciglio della strada” della propria esistenza (ora figli, ora famiglie, ora genitori), nel tentativo di abbozzarne il profilo mentre esplora occasioni e condizioni per aprirsi e vivere una vocazione che anche nell’affido può esprimere fecondità.

Il nuovo fascicolo di “Lemà sabactàni?”. Cosa è possibile trovare nella seconda parte?

 Nella seconda parte del fascicolo, inoltre, la rivista offre anche la raccolta di undici sintetici e preziosi approfondimenti svolti dai coniugi Cristina Paolo Pellini – “Undici passi. Meditazioni e riflessioni per una spiritualità dell’affido” – i quali hanno lasciato che la Parola di Dio diventasse lente di lettura e chiave di interpretazione, oltre che possibile bussola, per vivere e comprendere il carisma dell’accoglienza familiare nelle dinamiche proprie e peculiari dell’affido, esperienza da loro vissuta da coprotagonisti. Alla ricerca del codice genetico dell’accoglienza affidataria, del suo autentico significato, nel loro undicesimo passo, non vengono evitate quelle domande che di frequente si presentano in quanti si stanno interrogando sulla propria disponibilità ad accogliere in affido bambini in difficoltà familiare: “come faccio ad amare e a crescere questo bambino sapendo che ha una mamma e un papà che lo aspettano?”; “ha senso per il bambino e per noi l’affido? Non è un’inutile sofferenza?”.

Il nuovo fascicolo di “Lemà sabactàni?”. La terza ed ultima sezione

La terza ed ultima sezione del numero 17 della rivista ospita, infine, un approfondito e documentato studio dell’avvocato Enrica Dato, da anni sensibile ed attiva in materia di diritti umani e, in particolare, di diritti dei minori e misure di protezione dell’infanzia. Nel suo contributo – “Accoglienza familiare temporanea e proposte di modifica della legge” – l’autrice evidenzia come l’affidamento, in tutte le sue “forme”, sia da un lato uno strumento preventivo della disgregazione familiare e dell’abbandono, e, dall’altro, occasione per limitare i danni prodotti da una crescita prolungata senza stabili legami familiari in grado di compromettere il diritto allo sviluppo della personalità di ogni minorenne. Nel contributo, Enrica Dato rende disponibile sia un’illustrazione della disciplina dell’affidamento che una recensione critica dell’affidamento nelle fonti del diritto internazionale, prima di presentare le recenti sentenze in materia di affidamento in Italia o nell’attività della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. L’analisi considera, infine, le diverse proposte di riforma dell’affidamento di minorenni oggi ancora in esame prima di presentare le osservazioni e le proposte in merito formulate dal movimento Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini.

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