New York Times: “Erano mariti e padri, operai di negozi di alimentari e fabbriche che vivevano vite civili ordinarie prima della guerra…”

New York Times

Sono trascorsi ormai tre mesi da quando le truppe russe hanno invaso i confini dell’Ucraina, dando vita ad una guerra terribile nel cuore dell’Europa con il suo carico di sofferenza, morte e devastazione.

Tanti, troppi orribili avvenimenti hanno coinvolto e continuano a coinvolgere la popolazione ucraina. Crimini tremendi contro l’umanità, come quello che sembra essere stato perpetrato nei confronti di alcuni uomini disarmati da parte di soldati paracadutisti russi, il 4 marzo, in un cortile a Bucha, sobborgo di Kiev.

Già un’immagine di corpi di uomini ucraini, alcuni con le mani legate, giustiziati avevano fatto il giro del mondo, ma in Russia era stato negato l’accaduto. Ora, un’indagine condotta dal New York Times, che ha portato alla pubblicazione da parte del quotidiano di alcuni documenti video, sembra fornire nuove prove sulla veridicità dei fatti: “i paracadutisti russi – scrive il N.Y.Times- hanno radunato e giustiziato intenzionalmente gli uomini fotografati nel cortile, implicando direttamente queste forze in un probabile crimine di guerra. I ministeri degli Esteri e della Difesa russi non hanno risposto alle richieste di commento sulle scoperte del Times”.

Bucha: i video di 9 uomini inermi

Nelle immagini video riprese da una telecamera di sicurezza e da un testimone di una casa, il 4 marzo scorso, si vedono alcuni militari russi che, armi puntate, fanno marciare in fila 9 uomini disarmati. Attraversano velocemente la strada, le schiene ricurve, il braccio destro appoggiato alla cintura del compagno davanti, quello sinistro portato sopra la testa. Poi quegli stessi uomini sono condotti in un cortile.

Quel che è successo dopo è orrore puro.

I soldati – hanno raccontato alcuni testimoni al N.Y. Times– hanno preso gli uomini dietro un vicino edificio per uffici che i russi avevano preso in consegna e trasformato in una base di fortuna. Ci sono stati colpi dei di pistola. I prigionieri non sono tornati”. Testimonianza purtroppo confermata da un altro video, girato con un drone il 5 marzo, del quale sempre il quotidiano americano è venuto in possesso che conferma la presenza dei poveri corpi giustiziati.

Erano – racconta il New York Times- mariti e padri, operai di negozi di alimentari e fabbriche che vivevano vite civili ordinarie prima della guerra. Ma con le restrizioni sugli uomini che lasciano il paese, insieme alla determinazione di proteggere le loro comunità, la maggior parte degli uomini si è unita a varie forze di difesa nei giorni precedenti alla loro uccisione. Quasi tutti vivevano a pochi passi dal cortile in cui i loro corpi si sarebbero poi trovati”.

Per leggere l’articolo del New York Times QUI

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