Abbiamo deciso di metterci a disposizione come famiglia, di fare spazio e donare tempo, lasciandoci coinvolgere direttamente ed in prima persona dai bisogni che emergevano attorno a noi

Il progetto di casa-famiglia è stato per noi l’evolversi di un cammino d’accoglienza partito con l’adozione di nostro figlio.

Tale esperienza ha suscitato la volontà di mettersi in gioco ulteriormente, sperimentandoci in uno stile di vita familiare nuovo, aperto ai bisogni, alle necessità del territorio ed in particolare ai bisogni di crescita, di amore e di relazione di cui ogni bambino è portatore.

Ci siamo, infatti, accorti che il dono di un figlio aveva fatto affiorare in noi risonanze nuove che ci permettevano di avvicinarci al mondo dei bambini con occhi diversi e maggior sensibilità.

Abbiamo deciso di metterci a disposizione come famiglia…

Da genitori viviamo come una questione di amore e giustizia l’adoperarci per il benessere del nostro bambino, ma dentro sentiamo la spinta a non ritenere esaurito in tal modo il nostro ruolo, riconoscendoci responsabili anche di coloro che ci vivono accanto. Per questo, credendo nei valori della corresponsabilità e della condivisione, abbiamo deciso di metterci a disposizione come famiglia, di fare spazio e donare tempo, lasciandoci coinvolgere direttamente ed in prima persona dai bisogni che emergevano attorno a noi.

Abbiamo concretamente sentito il desiderio di indirizzare e investire le nostre risorse familiari nell’accoglienza di bambini e ragazzi con problematiche di disagio familiare e attraverso l’accompagnamento quotidiano in famiglia, offrire loro la possibilità di non sentirsi soli in questo particolare momento della vita, contribuendo a mantenere viva in loro la speranza di un futuro sereno. La nostra casa-famiglia si chiama “Il Grembo”, un luogo caldo che nell’intimità accoglie la vita in una persona, la custodisce, la nutre, la protegge, la fa crescere per poi restituirla al mondo e lasciarla libera di andare ad esprimere tutto il bene che certamente ha dentro di sé.

L’esperienza della fede è stata determinante nel nostro percorso: sentiamo, infatti, di essere stati chiamati come coppia a lasciare tutte le nostre sicurezze per aprirci all’Amore che rimane, percorrendo la strada che il Cristo ci ha mostrato.

Siamo, infatti, sicuri che Dio è presente e ci accompagna ogni giorno, che ci invita a tenerci aperti alla speranza, che ci apre ad inattesi rapporti con la vita. È Lui che ci chiede di vivere la nostra esistenza come uomini “per gli altri” e che ci fa sperimentare quel centuplo già nel presente attraverso innumerevoli doni della Sua Provvidenza.

Laura e Silvano Carnazza
(bollettino LPS n. 4/2007, 1-2)

 

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