DOMENICA 8 MAGGIO. Quarta domenica di Pasqua. Cristina e Claudio (Gruppo Famiglie – Regione Lombardia) commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,27-30)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,27-30)
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Il commento di Cristina e Claudio

L’idea di essere associati a una pecora ci ha sempre lasciati un po’ a disagio: non è un animale che ispiri proprio ammirazione, anzi … Solitamente è associato a chi non ragiona con la propria testa, a chi segue il gregge, gli altri, senza porsi tante domande.
Con il passare del tempo, però, ci siamo accorti che tutti “seguono” (oppure “inseguono”) qualcuno o qualcosa. Anche chi ostenta di non dare retta a nessuno, di essere unico artefice del proprio destino, alla fine segue/insegue la propria affermazione, la propria supremazia… con effetti a volte disastrosi.
E, allora, forse seguire qualcuno non è un male in sé, anzi!
Un bambino, non segue forse i suoi genitori? E nessuno gli dice che è sciocco nel farlo, anzi! I genitori, si sa, vogliono bene ai propri figli, li conoscono e darebbero la vita per loro.
E il nostro Signore non ci vuole altrettanto bene? Certo non darebbe la vita per noi, ma solo perché l’ha già data!
Siamo ben contenti, allora, di ascoltare la Parola di Gesù e di seguirlo, o almeno di provarci. Ci rasserena il fatto che Gesù ci dà già oggi la vita eterna e che non andremo mai perduti, e ci rasserena il fatto che lo stesso vale anche per tutti quei bambini che vengono messi da parte o abbandonati e per i quali noi genitori (affidatari o anche adottivi) diamo il nostro piccolo contributo affinché non vadano perduti e si sentano anche loro “custoditi” dalla mano del Signore.

 

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