SOSTEGNO A DISTANZA

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Sostegno a Distanza Italia
Con un impegno di 10 euro al mese, aiuterai Ai.Bi. a sostenere le proprie attività in Italia. Grazie al tuo prezioso sostegno, contribuiremo ad assicurare ai bambini l’accoglienza giusta tramite la promozione dell’affido e la creazione di strutture ricettive.Scopri di più >>

Sostegno a Distanza Progetto
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Sostegno Senza Distanza Bambino
Con un impegno di 50 euro al mese, attiverai un “sostegno senza distanza”, e accoglierai nel tuo cuore la storia di un bambino abbandonato, cambiando il suo destino.Scopri di più >>

 
 

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«Mamma, sei sicura che possa chiamarti così per sempre?»

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«Mamma, sei sicura che possa chiamarti così per sempre?»

boliviaIl lieto fine non arrivava mai per Nancy. Abbandonata alla nascita, adottata a cinque anni e di nuovo abbandonata. Questa bambina, accolta a soli sette giorni di vita nell’istituto Virgen de Fàtima, una cosa ha conosciuto nella vita: il trauma dell’abbandono.

Il più amaro è stato quello arrivato dopo l’adozione. Nancy ha trascorso i suoi primi cinque anni di vita in istituto. Una volta accertata la sua condizione di bambina abbandonata, è stata inserita nelle liste dei bambini adottabili. Un giorno sono arrivati due adulti e lei, intimorita, si è lasciata condurre per mano fuori dal centro. Prima di salire in macchina, ha dato un ultimo veloce sguardo al luogo dove lasciava tanti amici. Le due persone mai viste prima le hanno detto di rivolgersi a loro chiamandoli mamma e papà. Lei ha obbedito, anche se tutto le sembrava strano.

Erano anni che sognava di poter usare quelle due parole che per i bimbi abbandonati esistono solo nel vocabolario della fantasia. Ma il trasporto e l’affetto non si possono imporre da un giorno all’altro.

Tre settimane di tempo e la coppia la rifiuta senza fornire motivi convincenti. Nancy si ritrova così nuovamente in istituto, ma per questioni burocratiche non nel vecchio centro. A cinque anni d’età, smarrita, confusa e triste, ha dovuto adattarsi a un nuovo gruppo sociale di bambini. Per lei il dolore vero non era tanto la perdita di quei due genitori, quanto la lontananza dall’ amichetta che aveva lasciato nel Virgen de Fatima.

Il Giudice dell’Infanzia e Adolescenza ha fatto trasferire la bimba nel vecchio istituto e soprattutto ha cercato un’altra madre adottiva. Nel mese di agosto, Nancy ha trovato una nuova famiglia, che ha adottato anche un altro ospite dell’Istituto Virgen de Fátima. Per ora Nancy è serena, e sembra aver trovato una buona intesa con la nuova mamma adottiva. Quest’ultima è stata aiutata dal personale di Ai.Bi. ad affrontare la fragile durezza di Nancy.

Purtroppo sono migliaia i bambini come Nancy, bimbi che hanno bisogno di essere accolti e supportati nella loro solitudine. Trovare per tutti loro una famiglia che li ami è un lavoro che richiede dedizione, impegno e risorse. Attiva un Sostegno a Distanza per i nostri progetti in Bolivia.

Yangyu scorazza con il monopattino: un abbraccio aiuta più della fisioterapia

Yangyu scorazza con il monopattino: un abbraccio aiuta più della fisioterapia >>

 

Yangyu scorazza con il monopattino: un abbraccio aiuta più della fisioterapia

SCOOTER 2Yangyu è l’ultimo arrivato nella Casa Famiglia di Xi’an, che Ai.Bi. gestisce da più di due anni e che accoglie bimbi con paralisi celebrale. Nel centro a volte arrivano bimbi che nemmeno camminano, ma grazie alla fisioterapia che seguono giornalmente a volte recuperano molto più di quello previsto dai medici.

Per Yangyu il passaggio dalla casa dei genitori affidatari alla nuova struttura è stato particolarmente faticoso. Per giorni è rimasto in silenzio, timido e diffidente verso tutti. Pian piano con l’aiuto delle tate è riuscito a integrarsi con gli altri piccoli ospiti e così ritrovare un po’ di serenità.

In Cina il sistema di protezione dei bambini in stato di abbandono prevede che intorno ai 2 anni e mezzo i bambini vengano trasferiti dagli istituti alle Case Famiglie sia per questioni di spazio –i grandi vanno via per fare spazio ai nuovi arrivati- sia per dare modo ai bambini di fare esperienza di un ambiente più a dimensione familiare.

Dopo sei mesi dal suo ingresso nella Casa di Xi’an , le tate hanno preparato a Yangyu una sorpresa. Ha ricevuto la visita speciale della sua mamma affidataria. Il bambino è stato felicissimo di rivederla e per due giorni si è goduto le sue coccole.

Nei due giorni trascorsi fuori dalla Casa Famiglia, il bambino si è divertito molto: ci sono state lunghe passeggiate al parco, gelati e giri in monopattino, gioco che Yangyu ha scoperto da poco e per cui va matto.

Quando è arrivato il momento dei saluti, Yangyu è stato proprio bravo e non ha versato nemmeno una lacrima. Ha ringraziato la mamma affidataria con un caloroso abbraccio e un bel sorriso e poi è tornato dai suoi compagni, impaziente di raccontare loro tutto quello che ha vissuto.

Per continuare ad aiutare Yangyu e gli altri bambini, abbiamo bisogno dell’aiuto di tanti. Attiva anche tu un Sostegno a Distanza per i nostri progetti in Cina.