Sextortion: come avviene il contatto sui social?

La polizia di Stato lancia l’allarme: il numero di vittime tra i minori è in crescita. Prima regola: nessuna vergogna e niente paura. DENUNCIATE

Sono adolescenti tra i 15 e i 17 anni, ma possono essere minori ancora più piccoli. I casi di giovanissime vittime di sextortion sono in forte aumento. La polizia postale segnala che a fine agosto erano già oltre un centinaio le segnalazioni ricevute, ma si tratta di un fenomeno certamente sottostimato, perché, come si legge sul sito della Polizia di Stato: “la denuncia impone ai ragazzi un disvelamento ai genitori, che a volte appare più doloroso delle minacce dell’estorsione”.

Luci ed ombre del mondo dei social

Tutto ha inizio con un contatto sui social, mondo virtuale nel quale gli adolescenti, ma anche molti adulti, trascorrono gran parte del loro tempo. Una chattata con ragazzi e ragazze, che all’apparenza sembrano gentili. Qualche apprezzamento per un post, una video chat, poi iniziano le richieste sessuali e piano piano si entra in un vero e proprio incubo, fino ad arrivare a minacciare il minore di condividere proprie immagini sessuali con amici e persone care, se non venga subito consegnata una somma di denaro.  A quel punto è la vergogna e la paura a prendere il sopravvento. L’adolescente si chiude in se stesso, trasportando il peso e l’angoscia di quella situazione completamente da solo sulle proprie spalle.

Cosa fare? Ecco i consigli della Polizia Postale pubblicati sul sito ufficiale della Polizia di Stato QUI

  1. Mai cedere al ricatto pagando le somme richieste. Non smetteranno di chiedere denaro se si paga, ma anzi capiranno che hai disponibilità economica e si faranno più insistenti;
  1.  Non bisogna vergognarsi per aver condiviso immagini intime con sconosciuti. A quella età si è curiosi e inesperti e spesso le persone che fanno queste cose sono criminali organizzati che conoscono le fragilità dei ragazzi;
  1.  Non cancellare i messaggi scambiati con gli estorsori, non chiudere i profili social su cui ai viene contattati, ma fare gli screen shot delle conversazioni e delle minacce e del profilo dell’estorsore;
  1. Fare una segnalazione sul nostro portale www.commissariatodips.it per chiedere aiuto, da soli è più difficile risolvere questo tipo di problemi;
  1. Parlarne con i genitori o con un adulto di fiducia, che sapranno come essere di aiuto per gestire la situazione;
  1. Chi ha più di 14 anni può sporgere una denuncia, anche in modo autonomo, in qualsiasi ufficio di Polizia.

 Consigli per i genitori:

  1.  Non bisogna giudicare irresponsabile il loro comportamento, ma valutare che la vergogna e il senso di panico che possono provare li mettono a rischio di compiere atti impulsivi;
  1.  Ascoltare quanto i figli raccontano, acquisire con calma tutte le informazioni e rassicurarli che non sono i soli ad essere incappati in questo tipo di situazioni;
  1. Procurarsi gli screen shot delle conversazioni con gli estorsori e recarsi quanto prima in un ufficio di Polizia per sporgere una denuncia: la tempestività in questi casi è fondamentale per risolvere al meglio le indagini.
  1. Non cancellare immagini, video e non chiudere i profili social prima di aver fornito queste informazioni alla Polizia;
  1. Fare una segnalazione su www.commissariatodips.it e chiedere informazioni e supporto