Marocco

 
 

“Dopo tanti anni ho riabbracciato la mia mamma: e allora ho capito il senso del mio abbandono”

marocco-ragazzi-400-286Ahmed è un ragazzino marocchino che, insieme ai suoi fratelli più piccoli, quando aveva solo 6 anni è stato improvvisamente abbandonato dal padre e lasciato in istituto dalla madre. Da quel giorno, la sua vita è stata molto triste, ma, grazie alle cure degli operatori del centro di Benslimane  di Amici dei Bambini, ha potuto proseguire gli studi. Qualche tempo fa, ha potuto riabbracciare la sua mamma. Oggi vi proponiamo il racconto della sua esperienza: parole piene di sofferenza e di emozione, ma anche di consapevolezza dell’importanza del sostegno ricevuto.

 

Sono passati più di 10 anni da quando mia madre ha lasciato me e i miei fratelli in un orfanotrofio di Rabat. Ricordo perfettamente il dolore che provava, ma soprattutto quello mio e dei miei fratelli più piccoli, perché non volevamo separarci da lei. Già l’abbandono da parte di nostro padre non era stato facile. Un brutto giorno lui è andato via senza dirci niente e lasciando noi e la mamma in una situazione molto complicata. La mamma non smetteva di piangere e il giorno in cui l’abbiamo vista per l’ultima volta, 10 anni fa, ci promise che sarebbe tornata presto a prenderci. E invece sono passati tutti questi anni… un tempo interminabile in cui io e i miei fratelli siamo passati da un orfanotrofio all’altro e le uniche persone che si sono occupate di noi sono stati gli educatori e i responsabili di questi centri.

Sono andato a scuola e ora sto frequentando il liceo. Nonostante tutto, sono cresciuto abbastanza sereno. Certo, non è stato facile all’inizio accettare la situazione: io ero il fratello maggiore, quello che già a quei tempi capiva tutto quanto stesse accadendo. Infatti avevo quasi 6 anni quando tutto è successo. Però non potevo buttarmi giù perché dovevo sempre stare vicino ai miei fratelli più piccoli e più bisognosi del mio sostegno.

Qualche mese fa, dopo tutti questi anni, la nostra mamma è tornata a trovarci. È stata l’emozione più grande della mia vita e di quella dei miei fratelli. Il giorno in cui ci hanno annunciato che l’avremmo rivista io non stavo più nella pelle, non ci potevo credere: ero sicuro che lei non ci aveva mai dimenticati, come noi avevamo avevamo sempre tenuto lei nel nostro cuore!!!

Quando l’ho rivista ho riconosciuto il suo sguardo, nonostante fosse molto invecchiata. Quando ci siamo abbracciati ho riconosciuto il suo profumo. Che gioia è stata poter restare tra le sue braccia, riguardarla negli occhi e poterci raccontare tutto quello che ci è capitato in questi anni! Sono molto felice di averla ritrovata, non provo rancore né rabbia per lei. Ho capito che se, all’epoca, non è più tornata a riprenderci  è perché non avrebbe potuto garantirci un futuro degno. Ora che so che lei c’é, che posso sentirla e vederla più spesso, che posso ricominciare ad avere una relazione con lei.

 

Ahmed è uno dei tanti bambini a cui la famiglia di origine non può assicurare un futuro dignitoso. Bambini che vanno incontro all’abbandono e che solo l’aiuto di un centro come quello di Benslimane può salvare dalla strada e donare loro la speranza di ritrovare la propria famiglia o di incontrarne un’altra che li accolga in adozione. Attiva anche tu un Sostegno a Distanza per i progetti di Amici dei Bambini in Marocco.

 

Lascia un commento