Accogliere cambia le storie: verso la Giornata Nazionale dell’Affidamento Familiare

Il Tavolo Nazionale Affido lancia un appello per rilanciare l’accoglienza: tra prevenzione, buone pratiche e la necessità di risorse stabili per tutelare il futuro dei minori

Non è solo una pratica burocratica o una risposta all’emergenza: l’affidamento familiare è una “scelta di bellezza” capace di riscrivere il destino dei bambini e delle comunità. In vista della Giornata Nazionale dell’Affidamento Familiare, il Tavolo Nazionale Affido ha delineato un manifesto per “ricominciare”, chiedendo alle istituzioni e alla società civile di trasformare le eccellenze territoriali in una normalità diffusa su tutto il territorio nazionale.

Affidamento Preventivo: Intervenire prima della crisi

Uno dei pilastri del documento presentato è il concetto di affido preventivo. L’obiettivo è superare l’idea dell’affidamento come “misura riparativa” che interviene quando il legame familiare è ormai spezzato. L’affidamento familiare deve invece diventare un supporto tempestivo per rafforzare le competenze dei genitori biologici, evitando rotture irreversibili. Questo approccio protegge la continuità affettiva del minore, garantendogli un ambiente sano senza recidere le proprie radici, ma offrendo alla famiglia d’origine un sostegno nel percorso di recupero delle proprie potenzialità.

L’emergenza dei piccolissimi: Il fattore tempo

Il Tavolo Nazionale pone l’accento sulla fascia d’età 0-5 anni. I dati mostrano una realtà preoccupante: il numero di bambini piccolissimi in strutture residenziali è ancora superiore a quelli in affido. “Il tempo dei bambini non coincide con quello delle istituzioni”, si legge nel documento.
Nei primi mille giorni di vita, la stabilità emotiva è decisiva. Per questo, promuovere un affidamento tempestivo è una priorità assoluta per evitare che i ritardi burocratici si trasformino in danni permanenti per la crescita dei più piccoli.

Oltre i 18 anni: Il Prosieguo Amministrativo e l’Inclusione

La tutela non può scadere con la maggiore età, per questo è importante il prosieguo amministrativo, che permette ai ragazzi di restare all’interno della rete di supporto anche dopo i 18 anni. Questo è fondamentale per:

  • Neomaggiorenni: Che necessitano ancora di riferimenti affettivi solidi.
  • Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA): Per i quali l’affido rappresenta il miglior volano di integrazione sociale.
  • Minori con disabilità o bisogni speciali: Per i quali il Tavolo chiede procedure amministrative snellite e sostegni economici mirati per le famiglie accoglienti.

La Rete tra Pubblico e Terzo Settore

L’affido funziona se non è un’esperienza isolata. Il richiamo al d.lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore) è centrale: si punta a un modello di responsabilità condivisa in cui enti locali, scuole, servizi sanitari e associazioni collaborino in modo sinergico. Le reti di famiglie non sono semplici “esecutori”, ma parte integrante del sistema di tutela.

Le 4 Condizioni per il Successo: Risorse e Diritti

Per trasformare le buone pratiche in normalità, il Tavolo Nazionale Affido indica quattro pilastri istituzionali:

  1. Dotazione di risorse: I Centri Affidi devono diventare Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), con personale formato e stabile.
  2. Omogeneità Nazionale: I diritti di un bambino non possono variare da regione a regione.
  3. Riconoscimento delle Associazioni: Valorizzare le reti familiari come interlocutori istituzionali.
  4. Cultura dell’Affido: Promuovere una narrazione positiva sui media per diffondere la cultura dell’accoglienza.

Informazioni e richieste sull’affido familiare

Chiunque volesse approfondire la conoscenza dell’affido familiare e riflettere sulla propria disponibilità a intraprendere questo percorso, può partecipare agli incontri organizzati da Ai.Bi. Tutte le informazioni si trovano alla pagina dedicata del sito dell’Associazione.