Come realizzare uno “spazio neutro”? La proposta del centro Beniamino della Cooperativa Sociale AIBC

Non tutti i genitori hanno la possibilità di sperimentare e vivere il rapporto con i propri figli all’interno della propria casa

Non tutti i genitori hanno la possibilità di sperimentare e vivere il rapporto con i propri figli all’interno della propria casa. I bambini che si trovano a vivere “fuori dalla propria famiglia” e sono collocati presso altre famiglie affidatarie o in strutture o con un solo genitore, vivono i rapporti con la propria mamma e/o con il proprio papà (come anche per altre figure parentali.. non dimentichiamo i nonni e gli zii) in una stanza, chiamata tecnicamente “spazio neutro”.

Chi sono queste famiglie? Sono famiglie che, a causa di gravi problematiche, non possono vivere la quotidianità con i propri figli in un contesto caldo e accogliente. I bambini di cui stiamo parlando hanno sulle loro piccole spalle già grandi fatiche e fardelli, a volte, causati da grosse fatiche che i loro genitori si portano dietro.

In molti casi, osserviamo genitori che a loro volta non sono mai stati figli, non hanno mai sperimentato l’amore sano, genuino ed equilibrato fra un genitore e figlio e di conseguenza non sanno come si fa. Per dare una nuova occasione per far si che ogni bambino abbia la possibilità di vivere con la propria famiglia, occorre tentare tutte le strade.

Come realizzare uno spazio neutro che garantisca a bambino e genitore la possibilità di incontrarsi e viversi

Una di queste strade può essere lo spazio neutro. Lo spazio neutro è un servizio che ha come obiettivo quello di garantire al bambino, e garantire anche al genitore, la possibilità di incontrarsi e di viversi. A volte solamente per un’ora al mese, a volte di più…

È come se per la singola ora che hanno a disposizione ogni trenta giorni, la stanza dello spazio neutro diventasse il loro nido caldo e accogliente. Per questo motivo il nostro spazio neutro Beniamino ha le sembianze di un piccolissimo monolocale, dove c’è la possibilità di avere un piano cottura, un angolo con i giochi e uno per le coccole. Il genitore deve avere la possibilità di vivere tutti gli aspetti della propria genitorialità.

Non è come vivere in casa propria… è vero, ma c’è sempre la presenza di un educatore che è presente per assicurarsi che il bambino stia bene, sia sereno e provare a dare stimoli, suggerimenti al genitore per cogliere i bisogni del bambino e per crescere nel proprio ruolo.

Avendo anche lo specchio unidirezionale all’interno dello spazio neutro, l’operatore, per alcune situazioni, ha la possibilità di osservare e garantire la tutela del bambino senza entrare nella stanza e poter osservare la dinamica fra loro senza la sua presenza. È importante monitorare e osservare la modalità di approccio, la modalità di ascolto, la modalità di gestione del tempo che utilizza il genitore. Viene pensato e strutturato un progetto, che prevede fasi diverse, per accompagnare i genitori a vivere bene questi momenti, mettendo sempre al centro il bambino.

Non tutte le situazioni sono facili. A volte ci sono genitori che non riescono a lasciare fuori dallo spazio le proprie grandi fatiche e confondono il momento che hanno per stare con il proprio figlio, per far emergere tutte le loro sofferenze. L’equipe di Beniamino ha l’obiettivo di tutelare sempre i bambini, che senza responsabilità alcuna, si trovano a “pagare” per responsabilità del mondo degli adulti.

Per una loro maggior tutela è stata pensata anche un’uscita di emergenza per le situazioni in cui lo stare in quella stanza per il bambino non è il suo bene. Lo spazio neutro Beniamino ha seguito e sta seguendo, da diversi anni, tanti bambini e le loro famiglie. Molti di loro accolti in strutture di accoglienza, altri in affido familiare e altri che hanno storie di separazioni conflittuali fra i genitori.

Molti di loro sono stati accompagnati gradualmente al rientro a casa con la propria mamma e papà, altri verso un progetto altro ma definitivo. Sicuramente per ciascun bambino è stato pensato e ideato un progetto personalizzato che partisse esclusivamente dai suo bisogni, cercando di valorizzare le risorse e le caratteristiche della propria famiglia.

Valentina Bresciani

Responsabile pedagogico strutture di accoglienza – Cooperativa Sociale AIBC