Al Camping Cevedale la solidarietà è di casa. Maura Depretis, la titolare, racconta il ricordo del papà, la natura del Trentino e il dono della vacanza per le mamme e i bambini di Ai.Bi. Amici dei Bambini
Anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, tra la fine di maggio e i primi di giugno, le porte del Camping Cevedale, in Val di Sole (Trentino), si sono aperte per accogliere gli ospiti delle strutture di accoglienza per nuclei monogenitoriali – comunità mamma-bambino e alloggi per l’autonomia – di Amici dei Bambini e della cooperativa AIBC.
Una tradizione di generosità che si rinnova per il terzo anno consecutivo grazie a Maura Depretis, titolare della struttura, e a tutto il suo staff.
Se per mamme e bambini, come abbiamo già raccontato, questo dono si è trasformato in giorni di gioia, autonomia e nuove scoperte, per Maura offrire questa settimana di sollievo e felicità a chi vive situazioni di fragilità familiare non è un semplice atto di beneficenza, ma una scelta di cuore che affonda le radici nella storia della sua famiglia. Il campeggio è nato nel 1986 come azienda familiare creata dai suoi genitori – papà originario di Brenta di Piave e mamma trentina – per poi passare in gestione a Maura.
Un dono figlio di una storia familiare
“L’idea di aprire le porte al sociale è nata insieme ai miei genitori, in virtù dell’esperienza di mio padre che da piccolo ha vissuto in istituto. Un vissuto che lo ha segnato profondamente – racconta Maura – Lui e mia mamma hanno lavorato tantissimo, costruendo con il lavoro il loro e il nostro futuro. Da tre anni regaliamo questa settimana di vacanza: nel nostro piccolo, è quello che sentiamo di fare. Ci sembrava bello restituire qualcosa alla comunità e a chi ha davvero bisogno”.
Un gesto che sostiene l’impegno storico di Ai.Bi. a tutela dei diritti dell’infanzia e contro l’abbandono, trasformando il ricordo del passato in un dono di speranza per il presente.
Al Camping Cevedale, un’esperienza educativa che fa bene al cuore
L’iniziativa non fa bene solo a chi riceve, ma lascia un’impronta profonda anche in chi accoglie. Il campeggio, che d’estate impiega diversi giovani dipendenti, diventa così anche un cantiere di crescita umana.
“Lavorare per i clienti è bello, ma lavorare per persone che vivono un momento di disagio è utilissimo anche per i nostri giovani dipendenti, che imparano quanto sia importante e non scontato avere un tetto sopra la testa e un lavoro. Oggi siamo tutti un po’ viziati, ammettiamolo! – riflette Maura – Per noi c’è un vero e proprio dovere sociale: è un’esperienza educativa per il nostro staff e poi fa bene al cuore fare del bene agli altri”.
Ringraziamenti e reciprocità
Un impatto confermato dalle risposte entusiaste: “Le educatrici e le dipendenti del campeggio mi hanno dato un bellissimo feedback. Anche le guide che hanno accompagnato i gruppi in escursione hanno compreso quanto queste famiglie siano fragili e come spesso non sappiano nemmeno cosa sia una vacanza o la montagna. Quando ricevo gli apprezzamenti e i disegni da bambini e mamme, li condivido subito con i ragazzi dello staff coinvolti: li rende orgogliosi del lavoro svolto”.
A testimonianza di quanto questo incontro lasci il segno, prima di fare ritorno a casa i bambini hanno riempito la reception del camping Cevedale di disegni, cuoricini e biglietti di ringraziamento.
“Vedo che Ai.Bi. apprezza molto quello che facciamo e fa davvero piacere vedere che ci sia questa bella reciprocità!”.







