Borgo Valsugana (TN). Alla festa della Prima Comunione partecipano 168 milioni di bambini abbandonati

L’officina dell’adozione internazionale ha compiuto un nuovo miracolo: una solidarietà contagiosa! E così, i “fantastici 4” di Borgo Valsugana hanno voluto condividere la loro gioia con tanti coetanei meno fortunati.

Per alcuni sarà “desueta” perché ciò che conta è il Sacramento, eppure la festa della Prima Comunione è nella memoria di tutti noi un piacevole ricordo. Un momento importante suggellato da un festa conviviale che vede come protagonisti bambini e famiglie e coinvolge l’intera comunità parrocchiale.

E’ successo a Borgo Valsugana in Trentino; nel giorno della loro Prima Comunione quattro bambini hanno animato i portali barocchi e le botteghe artigiane dell’antico borgo con palloncini bianchi con messaggi positivi che hanno raggiunto in volo le valli vicine.

Una domenica pomeriggio di condivisione per tutta la comunità dell’antico borgo plasmato dal Brenta. Andrea, Fabio, Matteo e Mattia (nomi di fantasia), accompagnati all’altare da sorelle e fratelli e dalle quattro bambine che una settimana prima avevano celebrato la prima Riconciliazione, si sono seduti vicino a don Renato che li ha coinvolti nel rito, spiegando passo ogni momento della celebrazione fino alla consacrazione.


Sull’Altare anche le “buone azioni” compiute dai bambini nei mesi precedenti e il loro impegno per i bambini meno fortunati. E sì, perché questi “Fantastici 4” hanno voluto festeggiare questa giornata insieme a 168 milioni di bambini che ogni giorno in tutto il mondo vivono in situazioni di abbandono, privati dell’affetto e dell’amore più importante che ci sia per ogni bambino, quello di una famiglia.

Al termine della cerimonia, genitori e figli hanno offerto alla comunità di Borgo Valsugana piccoli panini preparati da loro e benedetti per l’occasione, invitandoli ad un gesto di solidarietà per i bambini abbandonati sostenuti dai progetti di Amici dei Bambini. Poi, il lancio dei palloncini bianchi.

Una giornata di riconciliazione e solidarietà resa possibile grazie all’intraprendenza di 4 bambini che hanno voluto condividere la loro gioia con tanti coetanei meno fortunati per sensibilizzare gli adulti sul diritto di ogni bambino che oggi non è ancora figlio.

Se a ciò si aggiunge che due di loro sono figli adottivi ecco che “l’officina dell’adozione internazionale” ha compiuto un nuovo miracolo: una solidarietà contagiosa!

 

Fonte Voci Amiche