Adozione a Distanza. La pagina di diario di Mercy: paura, soddisfazione, speranza e ringraziamenti!

Mercy è una delle ragazze che, grazie al programma di Sostegno a Distanza di Ai.Bi. ha visto la sua vita cambiare!
Nonostante sia cresciuta senza gli affetti familiari, a causa delle difficoltà della mamma dovute a problemi mentali e povertà estrema, oggi siamo riusciti a ricostruire un rapporto tra loro due. Ospitata allo Shelter Children’s Home di Nairobi, Mercy ha riassunto in una pagina di diario tutti i suoi sentimenti, i cambiamenti dell’adolescenza, la forza d’animo e soprattutto la voglia di diventare grande

Il viaggio tanto atteso è finalmente giunto. Sono stata in trepidante attesa da novembre, quando ho ottenuto i risultati della 3° media. Non ho avuto il punteggio sperato e quando i miei compagni hanno iniziato a ricevere le loro lettere di ammissione al Liceo, ho pazientemente aspettato, ma il cuore mi batteva costantemente dalla paura di non essere tra quei pochi eletti.

Ricordo ancora la gioia di quel mercoledì pomeriggio dello scorso dicembre, quando mi hanno annunciato di essere stata ammessa alla “Elite School”, una buonissima scuola superiore per ragazze. Ho saputo che era a Maragua, ed ho voluto controllare la mappa del mio Paese non avendo idea di dove si trovasse! Lo staff del Centro mi ha poi spiegato che si trova in una regione al centro del Kenya, che non avevo mai visitato.

L’assistente sociale e la Direttrice di Shelter, le mie seconde mamme, mi hanno aiutata molto per arrivare preparata alla nuova esperienza, assistendomi nel sistemare la grande valigia contenente tutti i miei averi. Mi sono state date coperte, asciugamani, lenzuola, un materasso e scarpe nuove. Ero contenta, ma allo stesso tempo avvicinarmi al grande giorno della partenza mi ha fatto anche molta paura…lasciare casa come fosse per sempre spaventa molto.

Una domenica mi hanno informata che il grande giorno era arrivato, non ho chiuso occhio ed avuto incubi sulla nuova scuola! Comunque, la mattina è giunta velocemente e vestita con la vecchia uniforme scolastica ero pronta per iniziare una nuova vita. Ho salutato tutti e sono stata accompagnata con il nostro furgone, è stato il viaggio più lungo della mia vita…con il sole cocente e le strade polverose.

Siamo finalmente arrivati a Maragua, e dopo poco ho visto un grande cartello con il nome della scuola. Di riflesso avrei voluto uscire dal furgoncino e tornare a casa di corsa a piedi! Ma quando siamo entrati a scuola l’atmosfera accogliente mi ha tranquillizzata. Allo spalancarsi del grande cancello blu ho visto un bellissimo edificio ed alla reception siamo stati accolti in modo molto caloroso. Ho realizzato solo in quel momento che quella sarebbe stata la mia casa per i prossimi quattro anni.  

Mi è stata consegnata la divisa della scuola e spiegate tutte le regole. Mentre parlavamo, al suono della campanella è susseguito un gran baccano di studentesse che uscivano dalle classi e tutti in una direzione, la sala da pranzo. Alcuni passavano sorridendomi, altri come se non ci fossi. E’ stata una sensazione strana e quando mi è stato mostrato il nuovo dormitorio, ho pianto sentendomi persa ed abbracciando la assistente sociale di Shelter che mi ha consolata ma è poi dovuta andare.

Nonostante le mie paure, l’accoglienza dei ragazzi del dormitorio è stata ottima. Comunque non capivo come fosse possibile dormire nello stesso stanzone con 100 studentesse che ti guardano. Mi sono seduta sul mio letto, ho pianto ancora un po’ ma al suono della campanella della cena alle 5.30 una delle ragazze mi ha chiesto di andare con lei alla mensa e la stessa cosa è accaduta la mattina a colazione. Mi sono sentita da subito molto amata e fortunata ad avere compagne buone ed accoglienti.

Oggi a due mesi di distanza mi sento così fortunate a poter imparare nuove materie chimica, biologia e la fisica, cose nuove di cui non avevo mai sentito parlare. Mi manca sempre casa (Shelter) ma la nuova scuola e la nuova vita mi piacciono molto e non piango più!

Sono grata ai miei genitori a distanza che con Ai.Bi. hanno supportato il mio percorso di crescita e mi hanno permesso di ricevere un’istruzione.  Prometto che lavorerò sempre sodo per realizzare i miei sogni.

Che Dio benedica Ai.Bi.

La mia gratitudine va anche a Shelter, per il supporto e per aver creduto in me.

Mercy Kanini

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