Bambini in alto mare
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Africa: mai più bambini senza famiglia. Ma la cooperazione internazionale si è dimenticata del diritto di essere figlio

Accoglienza e sostegno abitativo, psicologico e sociale in piccole comunità per minori e mamme sole; accoglienza familiare temporanea per i minori sotto i 12 anni; accompagnamento individualizzato lungo il progetto migratorio attraverso la presenza di un tutore specializzato; ma anche affido internazionale per i bimbi senza famiglia costretti nei campi profughi in Africa e percorsi facilitati per quanti desiderano ricongiungersi ai parenti arrivati da tempo in altri Paesi del Vecchio Continente: sono i 5 punti forti del ‘Piano Africa’ che Ai.Bi. ha elaborato qualche tempo fa.

IL CRITERIO-CHIAVE DEL BENESSERE DEL MINORE: LO STATO FAMILIARE

Un progetto che oggi meriterebbe di essere reso operativo. Perché ai criteri usati per valutare il benessere di un minore straniero non accompagnato quali la salute, la nutrizione, l’educazione e l’aspettativa di vita, manca il più significativo: lo stato familiare. Una ferita che mina alle fondamenta, per tanti di loro, le possibilità di crescere in modo armonico e inserirsi felicemente nella società. Un percorso reso ancor più difficile dalla traumatica separazione dai riferimenti affettivi e culturali, spesso in un’età di piena costruzione del sé. Ma che sembra non interessi più di tanto alle grandi istituzioni umanitarie e alle organizzazioni governative, nazionali o internazionali, quali UNICEF, UNDP, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (il titolo completo dell’ente, infatti, è questo: ma non sono in molti a saperlo).

«Occorre aprire ai Paesi africani», sottolinea Marco Griffini, Presidente di Ai.Bi., «soprattutto in questo tempo di difficoltà. Non è possibile chiudere definitivamente le porte alle relazioni di cooperazione con questi Stati finalizzate al prendersi cura dei minori perché questi non offrono al momento adeguate garanzie di trasparenza. La trasparenza si conquista proprio rilanciando la cooperazione».

MILIONI DI MINORI SENZA FAMIGLIA

I dati del Rapporto Unicef 2016 parlano di 140 milioni di minori orfani nel mondo, di questi circa 100 milioni sono bambini africani. Ad essi si affiancano 8 milioni di minori abbandonati in Repubblica Democratica del Congo, due milioni e mezzo in Kenia e 100mila attualmente ospiti di istituti in Marocco, non di rado perché la famiglia non riesce a prendersene cura. Senza contare quanti vengono costretti dai parenti e/o dalle condizioni di vita nel loro Paese a intraprendere gli estenuanti ‘viaggi della speranza’ verso le nostre coste.

«Per questi bambini – sottolinea Griffini – la famiglia diventa il principale fattore di sostenibilità e di recupero orientato al felice inserimento nella società».

AZIONI CONCRETE DA ATTUARE IN AFRICA E A CASA NOSTRA

Perciò, il ‘Piano Africa’ di Ai.Bi. punta a investire nell’organizzazione di un sistema di “accoglienza diffusa”, proponendolo ben prima del ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, che lo ha recentemente evocato quale soluzione alle ‘distorsioni’ dei grandi centri di accoglienza.

Il focus del ‘Piano’ di Ai.Bi. è indirizzato sia su azioni da intraprendere nei luoghi della fragilità sociale del continente africano, che su percorsi di accoglienza e integrazione a casa nostra. In questo senso, il metodo di lavoro prevede la creazione di reti tra Organizzazioni della società civile, anche e soprattutto nei Paesi di provenienza, per affiancare e formare i decision makers e le realtà governative africane, velocizzando il passaggio dall’assistenzialismo degli orfanotrofi e degli istituti a sistemi di tutela e protezione dell’infanzia avanzati. Ma anche, nel contempo, promuovendo e regolamentando in modo dettagliato anche il sostegno a distanza e l’adozione internazionale.

Perché poter contare – o meno – sul supporto e sull’affetto di una famiglia, per milioni di minori stranieri non accompagnati, può voler dire scegliere tra un destino di emarginazione e radicalizzazione dell’odio e un futuro di crescita e realizzazione sociale, economica e personale.

 

 

 

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