Cassazione. Procuratore Generale “Utero in affitto contrario a ordine pubblico” e a Milano la maggioranza si spacca

Condanna della pratica dell’utero in affitto dalla Cassazione. Le Associazioni Pro Vita e Generazione Famiglia “Bene PG: utero in affitto contrario a ordine pubblico”.

A Milano i politici cattolici alzano la testa e si dissociano dalla posizione del Sindaco Sala “le persone in privato possono fare ciò che vogliono ma non possono comprare bambini, affittare uteri e dichiararsi madri e padri di figli non loro

Esprimiamo la nostra soddisfazione per la posizione del Procuratore Generale rispetto alla sua chiara condanna della pratica dell’utero in affitto finalmente indicato come “contrario all’ordine pubblico”” si legge in una nota congiunta delle associazioni Pro VitaGenerazione Famiglia e CitizenGo Italia a sostegno della richiesta del Procuratore Generale della Cassazione,  di annullamento della sentenza della Corte d’Appello di Trento che aveva detto sì alla trascrizione del nome del secondo padre sull’atto di nascita di due bambini nati in Canada con la tecnica dell’utero in affitto.

Alla rete Lenford, che paventa il rischio di uno stato etico, il presidente di Generazione Famiglia, Jacopo Coghe, risponde  ribadendo che “si tratta di difendere il diritto dei bambini ad avere il papà e la mamma e a non essere comprati al mercato degli uteri, non è più un fatto privato dunque, ma riguarda la comunità e i diritti fondamentali dell’uomo”.

Per Filippo Savarese, che guida CitizenGo Italia, va dato merito anche alle associazioni pro family per quanto stanno facendo “per sensibilizzare l’Italia, tra cui la recente campagna di manifesti di Pro Vita e Generazione Famiglia contro l’utero in affitto”, per i quali, ricordiamo, il sindaco capitolino, Raggi, aveva chiesto immediata rimozione.

Toni Brandi, presidente di Pro Vita, auspica che “la Corte accolga la disposizione del PG. Il fatto” – dice- “ è rilevante essendoci altri conflitti aperti in ulteriori Comuni.”

E proprio in questi giorni da Milano arriva un segnale forte e inequivocabile: una parte della maggioranza in Consiglio Comunale si dissocia pubblicamente dalla posizione del sindaco, Giuseppe Sala, sul tema della trascrizione degli atti di nascita dei bambini figli di due padri, dopo che il Tribunale di Milano aveva ordinato agli uffici di Stato civile di rettificare l’atto di nascita di una bimba figlia di due padri.

Una sentenza che “porta ad una deriva inaccettabile – ha detto il consigliere Enrico Marcora, esponente della lista civica del sindaco, Noi Milano – perché si legittima la pratica dell’utero in affitto che in Italia è illegale.

Da cattolico impegnato in politica mi dissocio radicalmente dalla posizione del mio sindaco, perché le persone in privato possono fare ciò che vogliono ma non possono comprare bambini, affittare uteri e dichiararsi madri e padri di figli non loro”. Parere condiviso dai colleghi di lista, Elisabetta Strada, Marco Fumagalli e la consigliera del PD, Roberta Osculati.

Finalmente i politici cattolici alzano la testa sull’utero in affitto.

Fonte

ANSA.IT

NOTIZIAPROVITA.it