Congedo di paternità: sale a cinque il numero di giorni di astensione obbligatoria dal lavoro per i dipendenti privati

Da uno a due, da due a quattro e finalmente cinque (forse sei): stiamo parlando del congedo obbligatorio parentale che, con la legge di Bilancio 2019, sembra tornare a tutelare maggiormente il diritto alla paternità

congedo obbligatorio paternitàPiccoli ma significativi sono i passi avanti che, dalla riforma Fornero del 2012, hanno esteso il congedo di paternità da uno a cinque giorni. Per una maggiore condivisione della genitorialità, infatti, la legge 145/2018, di Bilancio per l’anno corrente, ha alzato i giorni di congedo: questi diventano dunque cinque obbligatori, ai quali se ne può aggiungere un sesto, facoltativo.

Ancora da armonizzare le differenze tra il settore pubblico e il settore privato: se nel primo caso modalità, tempi ed ambiti sono ancora da definire, il secondo, privato, ha già stabilito i tempi per il periodo di richiesta (entro 5 mesi di vita del bambino – o dall’ingresso si quest’ultimo in famiglia/Italia in caso di adozioni o affidamenti nazionali e internazionali) e i cambiamenti in situazioni di parto plurimo (caso in cui, precisa l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, INPS, non vede il congedo cambiare).

Il congedo obbligatorio viene considerato dunque un diritto autonomo e aggiuntivo a quello della madre e spetta al padre lavoratore, indipendentemente dal diritto della madre al proprio congedo di maternità: fruito consecutivamente o in maniera frazionata, il congedo è un diritto a cui viene corrisposta un’indennità giornaliera pari al 100% della retribuzione e ai contributi.

Per ciò che attiene il congedo facoltativo, invece, la possibilità di astenersi dal lavoro per un’ulteriore giornata è relativo alla non-astensione della madre: se qualora infatti la madre dovesse decidere di rinunciare a un giorno di congedo, questo potrebbe essere ceduto al padre (con la conseguente anticipazione finale del periodo post-partum di astensione obbligatoria).

È possibile, inoltre, godere di questa giornata facoltativa anche  in contemporanea al congedo di maternità, purché avvenga entro i cinque mesi dalla nascita o adozione del minore.
La normativa prevede, infine, il diritto a percepire gli assegni per il nucleo familiare.

 

Fonte: LaRepubblica.it