Kenya. Il direttore dell’istituto Vijiji Home of Light racconta le sfide del sostegno a distanza

Grazie al sostegno a distanza “La Vijiji Home of Light è un tetto di speranza per numerosi bambini bisognosi e fuori famiglia”. ll direttore dell’istituto racconta l’impegno di chi da anni lavora per costruire il futuro dei bambini abbandonati.

La Vijiji Home of Light è una struttura di accoglienza situata dal 2007 a sud di Nairobi, più precisamente nella Contea del Kajiado.

Da diversi anni, Ai.Bi. sostiene l’istituto attraverso il programma di adozione a distanza per garantire ai minori più svantaggiati servizi essenziali come protezione  ed istruzione.

Tutto questo è possibile grazie all’impegno quotidiano della collaborazione tra gli operatori del centro e dello staff di Ai.Bi. in Kenya.

Nell’intervista a seguire, il Coordinatore di Vijiji, Ronald Ngala, ci racconta nel dettaglio le sfide e le soddisfazioni del lavoro di squadra a favore dell’infanzia abbandonata.

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Caro Ronald, spiegaci in cosa consiste il tuo lavoro e quello di tutto lo staff della Vijiji Home of Light.

La Vijiji Home of Light è un tetto di speranza per numerosi bambini bisognosi di maggiori attenzioni: tra questi vi sono minori cresciuti in contesti familiari inadeguati, bambini abbandonati, orfani oppure figli di detenuti ed anche bambine che rischiano di subire l’atroce pratica della Mutilazione Genitale Femminile.

Da più di un decennio lavoriamo a fianco della comunità maasai per dare maggiore supporto ai minori che vivono nelle zone rurali a sud della capitale. Da Nairobi, infatti, ci siamo trasferiti qui ad Isinya, dove abbiamo acquistato un appezzamento di terreno per costruire una struttura il più ospitale ed accogliente possibile, un faro di speranza per i minori meno fortunati.

In che modo offrite il vostro sostegno ai bambini nella  Contea del Kajiado?

Grazie ad Ai.Bi. ed alle sue attività di sostegno a distanza e ai sostenitori italiani, i bambini di Vijiji possono finalmente avere una vita più serena e dignitosa, come quella di tanti altri bambini della loro età. Lo staff di Ai.Bi. Kenya supporta gli operatori del Vijiji quotidianamente affinché ogni bambino riceva tutte le cure ed attenzioni essenziali ad un corretto sviluppo:  un’istruzione adeguata, pasti completi ogni giorno, accesso ad acqua, affetti, viaggi educativi e cure mediche sono soltanto alcuni dei notevoli progressi ottenuti da Vijiji grazie al progetto di sostegno a distanza di Ai.Bi. Nel nostro piccolo, noi di Vijiji garantiamo professionalità e supporto giornaliero ai bisogni psichici e fisici dei bambini con l’impegno di promuovere il loro rientro in famiglia. Attualmente il centro accoglie 27 bambini, 10 femmine e 17 maschi: sono il nostro orgoglio ed è sempre appagante vederli giocare allegramente nell’area all’aperto;  ciascuno di loro ha ritrovato nell’altro un fratello o una sorella, un compagno di gioco e di vita.

Con la riforma di “Alternative Care”, il governo keniota vuole optare per strumenti alternativi agli Istituti nel campo della tutela minorile. Spiegaci il tuo punto di vista da coordinatore di un istituto.

Noi di Vijiji siamo convinti che la famiglia sia il migliore ambiente per far crescere i bambini in maniera sana e costruttiva. Siamo favorevoli alla riforma governativa, per questo ci impegniamo ogni giorno nella ricerca dei familiari per chi vive nella struttura e nella promozione dell’accoglienza in famiglia. Tuttavia, il nostro ruolo di protezione, accoglienza, supporto all’educazione e lavoro con le famiglie di origine rimane e rimarrà un’attività di indispensabile utilità per la comunità per prevenire e risolvere l’abbandono.

Quale progresso che ti rende particolarmente orgoglioso vorresti condividere con noi?

Questo lavoro mi ha dato tante soddisfazioni. Tra queste, vedere i ragazzi impegnarsi nell’istruzione e realizzarsi nella vita è per me motivo di grande orgoglio. Per fare un esempio, anche quest’anno una delle ragazze che sosteniamo al corso per diventare parrucchiera ed estetista terminerà il suo percorso di studi e siamo sicuri che sarà in grado di dimostrare il proprio valore anche a livello professionale. Quando è arrivata da noi frequentava la 4a elementare e mostrava estreme difficoltà nell’apprendimento. Siamo fieri di lei, ha fatto dei passi da giganti nonostante la complessità del contesto.

Grazie al sostegno a distanza di Ai.Bi. abbiamo inoltre avuto la possibilità di monitorare costantemente la salute di tutti i bambini ospitati nella struttura. Il loro contributo non si fermato a questo: ogni bambino ha ricevuto assistenza legale, aiutandoci a gestire la loro documentazione e promuovendo il loro diritto a vivere in famiglia.

Grazie per la tua disponibilità. C’è altro che vorresti aggiungere?

Non smetterò mai di ringraziare i sostenitori a distanza che da anni si impegnano con il loro contributo a dare una speranza ai minori più sfortunati. E dimenticavo… la cisterna da 15.000 litri per l’acqua ha cambiato la vita di questi bambini ed anche questo è opera della nostra collaborazione!