Brasile

Amici dei Bambini opera in Brasile in quattro stati: San Paolo, Bahia, Minas Gerais e Parà.

Contesto

Il contesto

Il paese più popoloso del Sud America

Il Brasile è lo stato più esteso e popolato di tutto il continente sudamericano. Secondo l’ultimo censimento, la popolazione brasiliana ha raggiunto 183,9 milioni di abitanti, di cui il 27,5% sono bambini e adolescenti.

Un paese segnato da povertà e disuguaglianze sociali: secondo la Banca Mondiale il 29% dei brasiliani vive sotto la soglia di povertà,

La maggior parte della popolazione delle favelas è costituita da bambini e adolescenti in stato di abbandono. La presenza dei padri non supera il 20% dei casi. Le tante ragazze madri spesso non riescono a garantire ai figli nemmeno un pasto al giorno.

L’emergenza dell’abbandono minorile

Il Brasile è uno dei paesi sudamericani in cui l’abbandono minorile è più diffuso: povertà, disgregazione sociale e familiare determinano negli adulti rassegnazione e disperazione che si ripercuotono sui bambini.

Secondo una ricerca condotta dall’Istituto Brasiliano di Ricerca Economica Applicata, i minori ospitati negli istituti statali sono circa 40mila. Un numero ampiamente sottostimato che non tiene in considerazione l’alto numero di strutture “sommerse” non coperte da sovvenzioni statali.

Nei vari stati gli istituti sono molto differenti tra loro: esistono piccole realtà di tipo familiare, strutture intermedie dove sono accolti tra i trenta e i quaranta bambini, e grosse strutture chiamate “abrigos” che accolgono fino a cento minori.

Progetti

I nostri progetti

Amici dei Bambini è presente in Brasile fin dal 1983, con interventi di prevenzione dell’abbandono minorile e de-istituzionalizzazione dei minori ospiti delle strutture.

Siamo attivi in quattro stati: San Paolo, Bahia, Minas Gerais e Parà.

Stato di San Paolo

1.Istituto Santa Terezinha – cittá di Carapicuiba

L’istituto Santa Terezinha è un grande complesso che istituzionalizza attualmente 110 bambini tra 0 e 18 anni e in cui negli ultimi anni si è riscontrata una sempre minore affluenza degli stessi, in quanto le attività dell’istituto si sono focalizzate sul percorso di reinserimento familiare e di ricostruzione dei vincoli domestici.

Dal 2004 è iniziata una nuova fase verso la presa di coscienza che l’istituzionalizzazione infantile debba costituire una misura ultima e di breve durata, e che priorità debba essere data alla reintegrazione nella famiglia e nella comunità. L’istituto ha iniziato così a cercare di offrire a bambini e adolescenti un clima familiare, provvedendo allo sviluppo integrale di ciascuno ed offrendo opportunità e attività per la loro realizzazione personale, sociale, culturale e spirituale: tutti elementi indispensabili per la formazione dei cittadini. Nel tentativo di attuare tale percorso, l’istituto si è aperto alla comunità, offrendo la propria struttura ed i propri servizi ai bambini e alle famiglie di Carapicuiba. L’istituto lavora in modo molto profondo e porta a compimento attività di ricostruzione dei vincoli familiari e di de-istituzionalizzazione.

Grazie al supporto della Regione Lombardia, Amici dei Bambini ha avviato nell’istituto, all’interno di un progetto pilota per promuovere e sostenere l’accoglienza familiare, un servizio di accompagnamento familiare dei minori ospitati. In particolare, una equipe multidisciplinare appositamente formata ha proceduto alla stesura di un piano di vita per ogni minore ospitato all’interno dell’istituto. All’interno del piano di vita sono stati definiti gli obiettivi intermedi, le azioni, le responsabilità e le tempistiche sui quali é stato strutturato il percorso di reinserimento in famiglia di origine oppure, qualora ciò non sia stato possibile, quello di inserimento in una famiglia sostitutiva.

Inoltre per quegli adolescenti per il quale non é stato possibile nè il reinserimento nella famiglia biologica, nè in una sostituitiva, spesso a causa dell´età, è stato costruito un percorso volto all’autonomia e all’accompagnamento verso l’uscita dall´istituto.

2. Casa Abrigo – cittá di Araçatuba

La Casa Abrigo è mantenuta dal Comune e riceve attualmente 43 minori tra i 4 e i 18 anni. E’ nata nel 1993 e riceve minori in situazione di rischio sociale. I principali motivi di istituzionalizzazione sono maltrattamento e negligenza, oltre ai problemi di alcolismo e droga dei genitori o famigliari. È costituita da due grande residenze una per i bambini e l’altra per gli adolescenti, in quest’ultima i le ragazze sono divise dai ragazzi.

Grazie al supporto della Regione Lombardia, Amici dei Bambini ha avviato nell’istituto, all’interno di un progetto pilota per promuovere e sostenere l’accoglienza familiare, un servizio di accompagnamento familiare dei minori ospitati. In particolare, una equipe multidisciplinare appositamente formata ha proceduto alla stesura di un piano di vita per ogni minore ospitato all’interno dell’istituto. All’interno del piano di vita sono stati definiti gli obiettivi intermedi, le azioni, le responsabilità e le tempistiche sui quali é stato strutturato il percorso di reinserimento in famiglia di origine oppure, qualora ciò non sia stato possibile, quello di inserimento in una famiglia sostitutiva.

Inoltre per quegli adolescenti per il quale non é stato possibile nè il reinserimento nella famiglia biologica, nè in una sostituitiva, spesso a causa dell´età, è stato costruito un percorso volto all’autonomia e all’accompagnamento verso l’uscita dall´istituto.

3. La Casa da Criança N.S. Aparecida – cittá di Araçatuba

L’istituto accoglie attualmente 33 bambine e adolescenti tra i 2 e i 18 anni. Alle origini l’istituto era legato alla Chiesa ed era gestito da un gruppo di suore, ma dal 1980 la responsabilità è di un’Associazione locale. La struttura è abbastanza grande: esistono quattro spazi con le stanze delle bambine e ragazze e i bagni, una cucina, un refettorio, un centro educativo infantile, una lavanderia, una biblioteca e in un edificio a fianco, una piccola area dedicata ai corsi per imparare semplici professioni. L’idea è quella di aprire questi corsi per le famiglie. Purtroppo il fatto di ricevere solo femmine spesso obbliga alla separazione di gruppi di fratelli, che quindi vengono istituzionalizzati negli altri due istituti della cittá e nulla viene realizzato affinché tale vincolo possa essere ripristinato.

Grazie al supporto della Regione Lombardia, Amici dei Bambini ha avviato nell’istituto, all’interno di un progetto pilota per promuovere e sostenere l’accoglienza familiare, un servizio di accompagnamento familiare dei minori ospitati. In particolare, una equipe multidisciplinare appositamente formata ha proceduto alla stesura di un piano di vita per ogni minore ospitato all’interno dell’istituto. All’interno del piano di vita sono stati definiti gli obiettivi intermedi, le azioni, le responsabilità e le tempistiche sui quali é stato strutturato il percorso di reinserimento in famiglia di origine oppure, qualora ciò non sia stato possibile, quello di inserimento in una famiglia sostitutiva.

Inoltre per quegli adolescenti per il quale non é stato possibile nè il reinserimento nella famiglia biologica, nè in una sostituitiva, spesso a causa dell´età, è stato costruito un percorso volto all’autonomia e all’accompagnamento verso l’uscita dall´istituto.

Nel corso del 2009 Amici dei Bambini ha avviato con la collaborazione dell’Associazione Santa Terezinha un centro comunitario di promozione dell’accoglienza familiare all’interno degli spazi dell’istituto, con l’ausilio del personale già presente nella struttura, prevedendo un’area bambino, un’area famiglia e un’area sviluppo. Quest’ultima viene implementata per promuovere l’accoglienza e fornire assistenza tecnica e professionale alle famiglie. Il centro è diventato un punto di riferimento di tutte quelle famiglie biologiche che hanno uno o più figli ospitati presso gli istituti partner di progetto. Inoltre il centro permette di avere uno spazio più accogliente e adeguato per effettuare gli incontri tra le famiglie e i minori, potendo allo stesso tempo godere di una supervisione delle tecniche dell’equipe. Infine, il centro offre infine una ludoteca fornita di molti libri e giochi sia per i bambini degli istituti che della comunità, per favorire il reinserimento sociale dei minori istituzionalizzati. All’interno degli istituti non esistono ludoteche, per questo quella all’interno del centro è diventato un luogo molto amato dai bambini, dove possono finalmente godere del loro diritto al gioco e al divertimento, accompagnati da un’educatrice che cerca di usare il gioco come strumento educativo e di socializzazione. Uno dei più importanti risultati è dato dal fatto che la ludoteca è diventato uno spazio di incontro tra fratelli che erano stati istituzionalizzati in istituti diversi, e per questo motivo erano anni che non riuscivano a incontrasi, facendo sì che i legami familiari si affievolissero sempre di più.

4. Il Lar Espirita Caminho de Nazaré – cittá di Araçatuba

L’Istituto è diviso in quattro case con una mamma sociale che vive insieme ai bambini. Ogni casa possiede una sala, stanze e bagni. Ma la cucina e il refettorio sono in comune a tutte le case. Anche qui le cause dell’istituzionalizzazione sono per il 90% legate a negligenza e maltrattamenti. L’istituto non è aperto alla comunità e non sta offrendo la propria struttura e i suoi servizi ai bambini e alle famiglie di Araçatuba. Attualmente le case ospitano 23 minori, sia bambini che bambine, da 0 a16 anni.

Grazie al supporto della Regione Lombardia, Amici dei Bambini ha avviato nell’istituto, all’interno di un progetto pilota per promuovere e sostenere l’accoglienza familiare, un servizio di accompagnamento familiare dei minori ospitati. In particolare, una equipe multidisciplinare appositamente formata ha proceduto alla stesura di un piano di vita per ogni minore ospitato all’interno dell’istituto. All’interno del piano di vita sono stati definiti gli obiettivi intermedi, le azioni, le responsabilità e le tempistiche sui quali é stato strutturato il percorso di reinserimento in famiglia di origine oppure, qualora ciò non sia stato possibile, quello di inserimento in una famiglia sostitutiva.

Inoltre per quegli adolescenti per il quale non é stato possibile nè il reinserimento nella famiglia biologica, nè in una sostituitiva, spesso a causa dell´età, è stato costruito un percorso volto all’autonomia e all’accompagnamento verso l’uscita dall´istituto.

5. CMPCA – Centro Municipal de Proteção à Criança e ao Adolescente – Campinas

Il Centro, che opera dal 1982, ha una capacità di 58 bambini da 0 a 14 anni, attualmente ne ospita 28. E’ l’unico istituto municipale della città e riceve l’appoggio della Segreteria Municipale di assistenza Sociale. Attualmente vi lavorano 62 funzionari, tra specialisti e personale amministrativo; tuttavia, molti di loro non sono competenti né specializzati in materia e questo ostacola ed impedisce un’idonea risoluzione dei casi seguiti. Esiste già un lavoro con le famiglie di origine: appena un bambino entra in istituto l’equipe tecnica si mette in collegamento con gli altri servizi e, in collaborazione con il Tribunale, si valuta il caso specifico al fine di trovare la soluzione più idonea nell’interesse e diritto del minore a vivere in famiglia. Tuttavia, molte volte il ritorno in famiglia non è definitivo e capita che il minore venga re-istituzionalizzato. Questo può essere determinato dalla mancata professionalità ed esperienza del personale addetto. Una delle attività portate avanti è il programma di “appadrinamento affettivo”, che viene per lo più portato avanti per i bambini più grandi, dai 7 anni in su, ossia coloro per i quali è più difficile trovare una soluzione familiare di tipo definitivo. Ci sono delle famiglie volontarie, selezionate e formate, che ospitano i minori durante i fine settimana e durante le vacanze, cercando di rendere il più breve possibile la loro permanenza in istituto. Il risultato dell’intervento è che molte volte queste famiglie decidono di accogliere definitivamente, attraverso l’adozione, il minore ospitato. Inoltre sono beneficiari del progetto SAPECA, che opera dal 1997 per la sensibilizzazione, selezione e formazione delle famiglie affidatarie; la maggior parte dei minori che vengono accolti dalle famiglie affidatarie legate al progetto provengono infatti da questa struttura.

Amici dei Bambini intende avviare nel 2010 un centro comunitario di promozione dell’accoglienza familiare all’interno degli spazi dell’istituto, con l’ausilio del personale già presente nella struttura, prevedendo un’area bambino, un’area famiglia e un’area sviluppo.

Stato di Bahia

1. Comunità dei villaggi rurali attorno alle cittá di Senhor do Bonfim e Jaguarari

Il progetto é realizzato dal nostro partnet locale “Associazione partner dei Bambini” (APAC) nelle cittá di Senhor do Bonfim e Jaguarari – Stato di Bahia: il territorio arido e privo di opere per la canalizzazione dell’acqua causa enormi carenze alimentari e sanitarie agli abitanti; i bambini, ancora una volta, ne sopportano le maggiori conseguenze. I problemi che emergono con particolare urgenza sono un elevato tasso di analfabetismo, la disgregazione ed emarginazione sociale, l’assenza di prospettive di sviluppo, le difficoltà nella conduzione familiare e l’inadeguatezza dei servizi sociali. L’associazione locale APAC – Associação Parceira das Crianças, offre servizi ludico-educativi a circa 800 minori distribuiti in 8 villaggi rurali attorno alle cittá di Senhor do Bonfim e Jaguarari. Il progetto ha lo scopo di fornire effettiva protezione ai bambini e agli adolescenti delle comunità coinvolte nel progetto, in particolare a quei minori a grave rischio di esclusione sociale beneficiari del progetto stesso, garantendo loro l’accesso ai servizi sociali di base nonché ai processi formativi sviluppati sul territorio.
In ogni comunitá esiste un centro comunitario dove sono offerte ai bambini di etá compresa tra i 6 e i 12 anni le seguenti attivitá:

  • educazione infantile
  • sostegno scolastico
  • attivitá ludico-pedagogiche
  • supporto nutrizionale
  • attivitá di orientamento igienico-sanitarie

Inoltre sono offerti momenti di formazione e riqualificazione professionale agli educatori e alle famiglie visite domiciliari, momenti di formazione su temi come salute, igiene, integrazione famiglie-comunitá-scuola, associativismo, generazione di reddito e economia solidale.

2. Casa Lar – cittá di Campo Formoso

La Casa Lar di Campo Formoso é stata aperta da Amici dei Bambini a fine 2007 in collaborazione con il potere municipale, il potere giudiziario e il pubblico ministero per far fronte ad una situazione di violenza e di miseria di cui, fino a quel momento, i bambini erano vittime.  La Casa Lar attualmente ospita 9 bambini e 6 adolescenti. Grazie al lavoro della nostra équipe lo scorso anno 4 bambini sono stati reinseriti nelle proprie famiglie biologiche. I bambini e gli adolescenti partecipano di attività ludiche ed educative dentro e fuori dalla casa insieme ad altri bambini del quartiere. Esiste inoltre una equipe che lavora per ridurre al minimo possibile il tempo di permanenza dentro la casa, fornendo sussidio al potere giudiziario e al pubblico ministero affinché possano decidere per il reinserimento famigliare o la collocazione in una nuova famiglia.

Ai.Bi. collabora nella gestione della Casa Lar pagando l’affitto della struttura, mettendo a disposizione una equipe interdisciplinare composta da un coordinatore con formazione in legge, uno psicologo, un assistente sociale e due educatori, oltre ad un autista.

La nostra associazione  mette inoltre a disposizione le risorse necessarie a realizzare attivitá ludico-educative e a garantire la possibilitá di convivenza famigliare e comunitaria e inclusione sociale. Ai.Bi. fornisce inoltre le risorse per la formazione periodica dell’equipe interdisciplinare e dei collaboratori della Casa Lar. L’obiettivo principale dell’equipe interdisciplibare è quello di favorire la reintegrazione nella famiglia biologica o in una nuova famiglia cercando di far si che ogni minore trascorra il più breve tempo possibile nella Casa Lar.

L’equipe interdisciplinare realizza le seguenti attività di progetto:

  • studio del caso: analisi e studio della storia passata di ogni minore.
  • elaborazione delle relazioni psico-sociali: viene redatta una relazione che presenta e riassume le informazioni raccolte nello studio del caso, con una descrizione dettagliata delle interviste realizzate con i membri della famiglia o con gli adulti significativi nella vita dei minori.
  • valutazione del desiderio, della volontà e della capacità di (ri)accoglimento della famiglia di origine: è importante stabilire la validità del rapporto, nell’interesse del minore e confermare la volontà dei due (bambino e genitori) di riunirsi, come una famiglia.
  • elaborazione ed esecuzione di un piano individualizzato di intervento: vengono identificati gli obiettivi che l’equipe interdisciplinare e i funzionari della Casa Lar vogliono raggiungere con ogni minore.
  • accompagnamento familiare: monitoraggio della situazione psico-sociale in cui il minore è stato reinserito e attivazione delle risorse o dei servizi di rete per sostenere la ricostituzione della famiglia .
  • realizzazione di attività didattiche e ricreative con i bambini: le attività sono messe in atto dagli educatori, con pianificazione e supervisione della psicologa al fine di sviluppare la creatività, il senso critico e lo sviluppo psico-motorio, migliorare l’autostima e favorire la risoluzione di problemi personali dei bambini e degli adolescenti e di raccogliere informazioni importanti in termini di reinserimento in famiglia. Tra le attività offerte c’é anche il sostegno scolastico al fine di aiutarli e di superare le eventuali difficoltà nello svolgimento delle attività scolastiche e di ottenere risultati migliori e un efficace alfabetizzazione.
  • attività con gli adolescenti ospitati per rafforzare l’autostima e il raggiungimento della piena autonomia: è fondamentale per il successo del progetto, che gli adolescenti beneficiari abbiano piena fiducia nelle proprie possibilità e capacità e percepiscano le proprie peculiarità e potenzialità. A tale fine, gli adolescenti potranno beneficiare di accompagnamento psico-sociale attraverso una metodologia che prevede azioni congiunte di sostegno individuale e di gruppo. Agli adolescenti sarà offerto il necessario sostegno scolastico, in modo da poter recuperare i ritardi accumulati nel corso degli anni e prepararli per continuare gli studi. Contemporaneamente si prenderà in considerazione l’integrazione dei beneficiari nel mercato del lavoro e della società. Saranno inoltre identificati corsi di formazione professionale, monitorato la frequenza e i risultati. Riteniamo infine essenziale che questi adolescenti possano entrare in contatto con modelli positivi di famiglia (stimoleremo quindi il loro contatto con famiglie che si metteranno a disposizione a tal fine)
  • Promozione della convivenza comunitaria: tale intervento sarà realizzata attraverso l’organizzazione o la partecipazione ad attività al di fuori della casa, come teatro, cinema, sport e attività ricreative, nuoto, escursioni.

3. Associação Dom Bosco – Ilhéus

L’istituto, costruito nel 1965, riceve bambini maschi tra i 7 e i 14 anni (tuttavia, sono presenti anche ragazzi di età superiore). Ha una capacità di 60 minori e, attualmente, ne accoglie 24. E’ situato in una grande area verde e dispone di un’ampia struttura.

Nel mese di settembre 2010, Amici dei Bambini ha avviato nelle città di Itabuna e Ilhéus il progetto “Ludoteche del cacao”. L’iniziativa ha l’obiettivo di rendere possibile la crescita e lo sviluppo intellettuale, fisico e sociale dei bambini e degli adolescenti accolti negli istituti “Dom Bosco” e “Renascer” nella cittá di Ilhéus e nell’istituto “SOS Canto da Criança” nella città di Itabuna. L’intervento propone attività ludico-educative, stimolando la partecipazione, quando possibile, delle famiglie e della comunità. In particolare, le attività che Amici dei Bambini sviluppa all’interno del progetto sono: prescolarizzazione; rinforzo scolastico; realizzazione di laboratori di arte, teatro e lettura; promozione dell’igiene personale, coinvolgendo il personale degli istituti; coinvolgimento delle segreterie municipali di salute nell’organizzazione di incontri per dibattere le tematiche di salute preventiva; promozione di momenti di convivenza famigliare e comunitaria dentro e fuori dagli istituti; realizzazione di campagne di sensibilizzazione per la raccolta di fondi destinati alle esigenze dei bambini e adolescenti accolti negli istituti.

4. Associação Renascer – Ilhéus

La struttura, costruita all’interno di una favela, è stata aperta nel 2006.  E’ un istituto femminile, il quale accoglie attualmente 34 minori di età compresa tra 0 e 18 anni. Tuttavia, è aperto anche ai fratelli delle bambine ospitate.

Nel mese di settembre 2010, Amici dei Bambini ha avviato nelle città di Itabuna e Ilhéus il progetto “Ludoteche del cacao”. L’iniziativa ha l’obiettivo di rendere possibile la crescita e lo sviluppo intellettuale, fisico e sociale dei bambini e degli adolescenti accolti negli istituti “Dom Bosco” e “Renascer” nella cittá di Ilhéus e nell’istituto “SOS Canto da Criança” nella città di Itabuna. L’intervento propone attività ludico-educative, stimolando la partecipazione, quando possibile, delle famiglie e della comunità. In particolare, le attività che Amici dei Bambini sviluppa all’interno del progetto sono: prescolarizzazione; rinforzo scolastico; realizzazione di laboratori di arte, teatro e lettura; promozione dell’igiene personale, coinvolgendo il personale degli istituti; coinvolgimento delle segreterie municipali di salute nell’organizzazione di incontri per dibattere le tematiche di salute preventiva; promozione di momenti di convivenza famigliare e comunitaria dentro e fuori dagli istituti; realizzazione di campagne di sensibilizzazione per la raccolta di fondi destinati alle esigenze dei bambini e adolescenti accolti negli istituti.

5. Associação SOS Canto da Criança –Itabuna

La struttura, fondata nel 1996, accoglie bambine tra 0 e 9 anni. Ospita anche minori più grandi, la cui età, al momento dell’ingresso in istituto, era inferiore ai 9 anni.

La struttura si trova in un quartiere periferico ed estremamente violento della cittá di Itabuna.

Nel mese di settembre 2010, Amici dei Bambini ha avviato nelle città di Itabuna e Ilhéus il progetto “Ludoteche del cacao”. L’iniziativa ha l’obiettivo di rendere possibile la crescita e lo sviluppo intellettuale, fisico e sociale dei bambini e degli adolescenti accolti negli istituti “Dom Bosco” e “Renascer” nella cittá di Ilhéus e nell’istituto “SOS Canto da Criança” nella città di Itabuna. L’intervento propone attività ludico-educative, stimolando la partecipazione, quando possibile, delle famiglie e della comunità. In particolare, le attività che Amici dei Bambini sviluppa all’interno del progetto sono: prescolarizzazione; rinforzo scolastico; realizzazione di laboratori di arte, teatro e lettura; promozione dell’igiene personale, coinvolgendo il personale degli istituti; coinvolgimento delle segreterie municipali di salute nell’organizzazione di incontri per dibattere le tematiche di salute preventiva; promozione di momenti di convivenza famigliare e comunitaria dentro e fuori dagli istituti; realizzazione di campagne di sensibilizzazione per la raccolta di fondi destinati alle esigenze dei bambini e adolescenti accolti negli istituti.

Stato del Minas Gerais

1. Casa Lar Casa de Refúgio e Aconchego Céu – cittá di Santa Luzia

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La Casa Lar Casa de Refúgio e Aconchego é una casa famiglia per bambini da 0 a 12 anni in situazione di rischio personale e sociale. La struttura è stata costruita da Ai.Bi. con il fondamentale appoggio della Regione Lombardia, in quanto nella città mancava un istituto degno di ospitare bambini provenienti da situazioni di negligenza,abbandono,abuso e violenza. La Casa Famiglia ha sostituito l´istituto del quartiere di Padre Miguel, che è stato chiuso a causa delle precarie condizioni strutturali. La Casa Famiglia é caratterizzata da un ambiente accogliente, adatto allo sviluppo psicofisico dei bambini, che vengono seguiti e curati da quattro mamme sociali e una pedagoga. I bambini sono accompagnati da un’equipe specializzata composta da psicologa e assistente sociale, che si occupa dello studio di caso dei minori, realizzando una attenta ricerca sulle informazioni e documenti riguardanti lo storico del bambino e della sua famiglia, visite domiciliari e incontri con i genitori e parenti in istituto, incontri psicologici con i bambini. L´obiettivo dell´attivitá di deistituzionalizzazione, svolta dall´equipe di Ai.Bi. é di decidere insieme alle tecniche del Tribunale di Infanzia e Adolescenza di Santa Luzia, se esistono possibilitá per un ritorno del bambino nella famiglia di origine o allargata o se é necessário stimolare il processo adottivo.

2. Istituti gestiti dall’associazione Azione Sociale Obreiros Mirins (ASOM) – cittá di Belo Horizonte

L’associazione Açao Social Obreiros Mirins (ASOM) gestisce 10 istituti nella città di Belo Horizonte, in cui sono accolti circa 124 minori da 0 a 18 anni. Amici dei Bambini ha dato inizio nel 2009 ad un progetto finanziato dalla línea sui Diritti Umani della Unione Europea dal titolo “Belo Horizonte: una rete di appoggio psicosociale e giuridica in difesa della convivenza famigliare e comunitaria” in partnership con ASOM, CEVAM e Tribunale di Infanzia e Adolescenza di Belo Horizonte. Lo scopo principale del progetto é di favorire la deistituzionalizzazione e il reintegro famigliare dei bambini e adolescenti accolti negli istituti di ASOM, sia attraverso l´intervento della equipe psicosociale di Ai.Bi., che si occupa dello studio di caso e dell´elaborazione dei progetti di vita dei minori, sia grazie all´appoggio dell´equipe di avvocati del CEVAM, che dovrebbe stimolare la risoluzione giuridica dei processi, bloccati a causa della morositá della giustizia. Il progetto ha previsto un ciclo di formazioni per approfondire tematiche legate alla ricerca sociale, per mettere in pratica l´attivitá di deistituzionalizzazione, all´area giuridica per conoscere la legislazione e i cambiamenti in atto ed una parte é stata dedicata al lavoro di rete tra le istituzioni pubbliche e private. Inoltre, la partnership con ASOM si basa su azioni concrete per favorire la convivenza comunitária dei bambini e adolescenti in istituto, per questo il progetto prevede l´inserimento dei minori in attivitá sócio-educative, sportive e culturali esterne alla struttura di accoglienza.

Stato del Parà

Gestita dalle Missionarie de Santa Teresinha, la Casa da Criança nasce come risposta ai bisogni sempre crescenti della popolazione che vive nei quartieri vicini, che trova nei servizi offerti dalle suore missionarie gli unici mezzi per sopravvivere e evitare la disgregazione familiare. La Casa da Criancas Santa Ines accoglie piu’ di 250 bambini, per la maggior parte con famiglie monoparentali alle spalle. Infatti la maggior parte sono mamme lavoratrici che non hanno con chi lasciare il proprio figlio durante il giorno . La Casa da Criança Santa Ines offre loro quindi un posto sicuro non solo dove lasciare i propri figli ma anche una scuola che permetta loro di studiare e garantire anche il diritto allo studio che non sempre e’ garantito in particolare ai bambini che provengono da famiglie bisognose. Il progetto si rivolge inoltre ai bambini e alle famiglie attraverso il Settore di Servizio Sociale e Psicologia (DESP) che funziona nella Scuola. Il progetto ha come scopo principale la prevenzione all’abbandono familiare e la promozione della convivenza familiare e comunitaria salutare. La metodologia del lavoro consiste nell’accompagnamento dei bambini e famiglie in situazione di rischio sociale e personale, rilevato attraverso le visite domiciliari regolari, l’orientamento alla rete dei servizi pubblici del municipio di Belém nell’area di assistenza sociale, medica, professionalizzante e educativa. La scuola offre le divise scolastiche e materiale per la scuola alle famiglie in difficile situazione economica e soprattutto l’orientamento sociale e psicoterapeutico, attraverso l’orientamento e articolazione di corsi professionali, mirando la generazione di reddito per le famiglie in difficoltà economica.

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