Adozione in Ghana: è necessario restare tre mesi nel Paese?

Dopo il periodo di bonding e la sentenza di adozione, la procedura consente alcune soluzioni per conciliare famiglia e impegni lavorativi

“Siamo Federico e Elsa e stiamo concludendo il percorso con il Tribunale per l’ottenimento del decreto di idoneità. Nel frattempo leggiamo, cerchiamo di informarci e siamo molto attratti dal Ghana come Paese di provenienza del nostro futuro figlio. Ci piace la cultura del Paese, ci siamo stati in viaggio anni fa e ci affascinano le persone, i colori, l’atmosfera. Sappiamo però che la procedura prevede una permanenza di circa tre mesi nel Paese e questo ci preoccupa per motivi lavorativi. È obbligatorio che entrambi i genitori restino in Ghana per tutto il periodo oppure uno dei due può fare avanti e indietro?”

La domanda di Federico ed Elsa è molto comune tra le coppie che guardano con interesse al Ghana, un Paese che negli ultimi anni ha conquistato il cuore di molte famiglie adottive grazie alla sua accoglienza, alla ricchezza culturale e alla grande attenzione dedicata ai bambini.

Come si articola l’attesa

La procedura adottiva ghanese prevede effettivamente una permanenza nel Paese di circa tre mesi, ma è importante chiarire come si articola questo periodo.
Nella prima fase, quella del cosiddetto “bonding”, della durata di circa un mese, è fondamentale che entrambi i genitori siano presenti. Si tratta del tempo dedicato alla costruzione della relazione con il bambino, un momento prezioso in cui si inizia concretamente a diventare famiglia. Anche al momento della sentenza di adozione è necessaria la presenza di entrambi i coniugi.
Successivamente, dopo circa un mese e mezzo dalla partenza, si apre una fase prevalentemente dedicata a pratiche burocratiche e amministrative. In questo periodo uno dei due genitori può rientrare temporaneamente in Italia, lasciando l’altro con il bambino in Ghana.

Rientrare senza il figlio

Esiste inoltre una possibilità meno conosciuta: in alcuni casi entrambi i genitori possono rientrare e affidare temporaneamente il bambino alle cure di una nanny specializzata. Si tratta però di una scelta poco frequente tra le coppie Ai.Bi., mentre è più diffusa in altri contesti internazionali.
Verso la conclusione dell’iter, in occasione del rilascio del passaporto e delle pratiche consolari per il visto, è consigliabile che entrambi i genitori siano nuovamente presenti. Sebbene alcune attività possano essere delegate, è preferibile evitare ulteriori complicazioni in una fase già delicata.
In sintesi, sì: uno dei due genitori può fare avanti e indietro e, teoricamente, anche entrambi possono assentarsi per un periodo. Tuttavia, la permanenza in Ghana rappresenta molto più di un semplice passaggio burocratico. È un tempo unico per conoscersi, costruire legami e vivere insieme i primi passi della nuova famiglia. Un’esperienza intensa che, quando possibile, vale la pena condividere fino in fondo.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”.