Adozione a Distanza: la storia di Anna e Amine, uniti ogni anno da un abbraccio più forte del precedente!

Un altro viaggio per un altro abbraccio uniscono ancora una volta la storia di Anna e di Amine, sostenitrice a distanza l’una e “bambino” sostenuto, l’altro. Negli anni, Anna lo ha letteralmente visto crescere ed è attualmente la forza che lo accompagna verso la sua completa indipendenza

Orfano cresciuto in istituto, Amine e la sua storia sono arrivati alle orecchie di Anna più di dieci anni fa.
Madre indaffarata immersa nelle sue lotte personali, Anna ha per nove anni continuato a sostenere il suo figlioccio a distanza marocchino, ospitato in uno degli istituti sostenuti da Ai.Bi. a Rabat da quando era molto piccolo.

Dal giorno in cui è diventata sua sostenitrice, Anna ha passato, ogni anno, circa una settimana in compagnia del suo Amine: “ricordo ancora la prima volta in cui sono andata a recuperare Anna, al suo arrivo nella stazione di Rabat-Ville, ormai 9 anni fa. Era accompagnata da sua figlia, una giovanissima e bellissima ragazza, che avrei rivisto tante altre volte nel corso degli anni a venire. Già… perché io non lo potevo immaginare, ma quella sarebbe stata la prima di una lunga serie di visite che Anna ha organizzato qui in Marocco per vedere il suo Amine e tutte le volte accompagnata da persone nuove ed entusiaste di scoprire il – mondo di Anna in Marocco – , scrivono le coordinatrici di Ai.Bi. in loco. Ogni volta accompagnata da un familiare o da un amico, pronta a mostrare anche ai suoi compagni di viaggio quanto fosse meraviglioso prendersi cura di qualcuno Anna è sempre stata “una donna travolgente, sempre sorridente,  di una dolcezza infinta.

La sua Adozione a Distanza non è mai stata solo foto e lettere, ma dolcissimi abbracci e lunghissime giornate in compagnia l’uno dell’altra: “E’ una di quelle persone che sin dall’inizio ha deciso di accompagnare Ai.Bi. e il suo ormai giovane Amine, in un percorso fatto di gioie ma anche dolori, durante il quale Anna non si é mai tirata indietro, cercando di creare il più possibile con il suo Amine un rapporto di madre e figlio, sebbene a distanza”.

Il suo aiuto è stato fondamentale per il percorso di crescita di Amine: Anna non è stata solo regali al compleanno, ma soprattutto è stata i suoi occhiali da vista, le sue visite mediche, la sua valvola di sfogo nei momenti di paura e sconforto sul futuro.

A questo si è aggiunto il viaggio tanto atteso, quello in Italia, che all’inizio sembrava impossibile ma è poi diventato realtà, nei giorni in cui Amine è stato accolto presso la famiglia di Anna e ha potuto trascorrere, finalmente, serene giornate in famiglia. Anna è stata inoltre la spinta di Amine, affinché si concentrasse sullo studio e sulla sua indipendenza lavorativa, per uscire definitivamente dall’orfanotrofio in cui vive. C

“Come fanno tutte le mamme con i figli testardi e ribelli – scrivono da Rabat – Anna ha passato ore ed ore a fargli discorsi, a cercare di fargli capire quanto sia importante – soprattutto per un ragazzo con un passato come il suo, che sarà sottoposto spesso purtroppo a stigmatizzazioni da parte della società in cui vive – impegnarsi nel mondo del lavoro”.

Insomma, quello che lega Anna ad Amine non é una semplice adozione a distanza, ma é un rapporto d’amore come quello madre-figlio, fatto di alti e bassi come lo sono tutti i rapporti madre-figlio, in cui ci si abbandona alle concessioni ma anche alle disapprovazioni; in cui si piange e si ride, ci si emoziona e si sta male, e in cui tutto é mosso solo ed esclusivamente da un sentimento d’amore e dalla volontà di fare del bene!

“Grazie Anna… per la tua presenza al  fianco di Amici dei Bambini ed al fianco di Amine; grazie per la splendida persona che sei, per tutto quello che ci insegni, ogni volta che torni!“.

 

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